Domenica 25 Luglio 2021
Interviste

Steve Lawler, il guerriero della house

Il dj e producer inglese, la sua ultima release, i suoi progetti in divenire e le possibili rivelazioni per l’anno che verrà

È sempre sul pezzo Steve Lawler, dj e producer britannico che ha iniziato a farsi strada ai tempi della acid house, delle radio pirata e dei rave illegali, per poi arrivare a suonare in tutto il mondo durante gli anni ’90 diventando una superstar chiamata a remixare Dido e Justin Timberlake. L’anno prossimo la sua label VIVa MUSiC festeggerà i suoi primi 25 anni, così come la sua one night VIVa Warriors tornerà ad Ibiza con una nuova residenza. Lo abbiamo raggiunto per la nostra intervista nella sua casa a Liverpool, mentre è impegnato nella sua stanza dei dischi, alla ricerca di qualche brano d’annata da riscoprire e di nuovi promo da selezionare per le serate che torneranno, prima o poi.


Partiamo dalla tua ultima release, ‘Dissonance’, appena uscita per Circus Recordings. Un vero e proprio tributo a ‘Knights Of The Jaguar’ di DJ Rolando, un brano epico che ha segnato la storia della techno.
  ‘Dissonance’ risale a novembre dello scorso anno. Quando ho firmato con Yousef per l’uscita sulla sua label, avevamo pensato di uscire per marzo; sappiamo tutti che cosa è successo quest’anno, tutto si è fermato, così abbiamo aspettato di capire se la scena potesse ripartire. Non è stato ancora così, quindi meglio uscire adesso. È davvero una vergogna che tanta buona musica di questi mesi e tanti promo non siano mai stati suonati e testati nei club per tutto questo tempo!

Come stai vivendo i vari lockdown e tutti questi stop-and-go?
Con alti e bassi, come tutti quanti. In alcuni momenti mi sento fiducioso pensando al futuro, in altri mi sento depresso. Inutile negarlo: quest’anno è stato il più duro della mia vita ma non bisogna mai lasciarsi andare. Del resto abbiamo altre scelte?

Come pensi che la scena clubbing potrà ripartire?
Negli ultimi anni lo scenario globale è cambiato sotto molti aspetti. Tutto è diventato più grande, house e techno sono diventati fenomeni mainstream: di sicuro c’è tanta buona musica che non vede l’ora di tornare ad essere suonata nei club. E questa resta la cosa più importante.

 

Le istituzioni come hanno sostenuto il settore in Gran Bretagna?
In alcun modo. Il governo britannico è composto da una manica di… (censura!). Non ha fatto niente per nessun comparto culturale, figuriamoci per il nostro che è considerato l’ultima ruota del carro.

I social sono serviti a qualcosa in questi mesi di pausa forzata?
I social sono pessimi! La cosa peggiore che potesse capitarci, prima era tutto reale ed aveva più valore. Io li odio: sono pieni di gentaglia che pensa soltanto a ferire gli altri e a vomitare insulti che non avrebbero mai il coraggio di dire in faccia a nessuno.

Il 2021 di Steve Lawler come sarà?
Partirò appena possibile con il nuovo tour KNCT’D, la mia one-night VIVa Warriors avrà una residenza a Ibiza in una nuova location e ripresenterò in vinile alcuni delle mie release storiche con nuovi remix. L’anno prossimo voglio essere ispirato e creativo come non mai.

Qualche nome di dj e producer che potranno rivelarsi l’anno prossimo?
Banksie, Chris Stussy, Rossi e Shaf Huse.

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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