Venerdì 22 Ottobre 2021
Tech

Come costruirsi un synth vintage in casa, a bassissimo budget

Siete al risparmio e volete dell’hardware originale che possa portare una ventata di nuovi suoni alle vostre produzioni? Ecco qualcosa di davvero sconvolgente tra i sintetizzatori fai-da-te

Molti non ne possono più dei plug-in. Non ne possono più dei software e sono alla ricerca disperata di un suono unico, speciale. Non solo produttori di musica elettronica ma anche curatori di colonne sonore o specialisti di sonorizzazioni e sincronizzazione sono stanchi di suoni tradizionali fatti di chitarre e di pianoforti.

La domanda pertanto è: perché non creare un nuovo e proprio strumento musicale, in questo momento di relax estivo, e mostrare al mondo cosa sappiamo fare in fatto di manualità? Questo è esattamente il percorso che ha seguito con impeto e passione l’ingegnere progettista Simon Martin, fondendo la tecnologia degli home computer degli anni Ottanta e il Raspberry Pi 400.

 

Tramite il blog Raspberry Pi, Martin ha reso pubblico il suo ultimo lavoro, che sfrutta appieno un Raspberry Pi 4 all’interno di una tastiera per creare qualcosa non lontana dal suono glitch e riconoscibile del Commodore 64 che ci fa tornare in mente in video giochi arcade.

Questo piccolo genio dell’informatica ha basato il suo nuovo sintetizzatore, il Synth6581, sul famoso chip audio SID del C64 (MOS 6581, da qui il nome Synth6581). Il risultato? Un infinito mondo di suoni chip tunes e glitch, molto vintage e ricercati anche in versione audio dai produttori.

 

Il suono di matrice è sicuramente più vicino a quelli che hanno caratterizzato l’unicità di Vangelis rispetto a quelli pompati dei Van Halen, pertanto è esattamente ciò che piace a chi ama il mondo degli anni Ottanta. Il Synth6581 è un pezzo unico ma replicabile. Non è in vendita ma grazie al videoclip sopra riprodotto, passo dopo passo, magari questa estate, riuscirete a realizzarlo. Diversi pezzi sono reperibili e acquistabili on-line.

Mentre questo hardware possa sembrare una pila di circuiti stampati impilati sopra un Raspberry Pi 4, in realtà quando lo si collega a una tastiera (musicale) e degli altoparlanti dà davvero delle gioie. Le schede sono progettate su misura e ognuna contiene un singolo chip SID controllato tramite Python, il codice C sul Raspberry Pi 4. Il codice comunica con i registri hardware sul chip SID e riproduce suoni davvero spettacolari.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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