Martedì 07 Luglio 2020
Interviste

Tchami: “il trucco è restare sè stessi”

Abbiamo fatto due chiacchiere con Tchami, produttore francese prossimo al debut album e reduce da un importante lavoro per Lady Gaga

Nel 2020 parlare di album per un dj producer è un bell’azzardo. Soprattutto l’house, con tutti  suoi derivati, si presta con difficoltà a raccolte di tanti nuovi brani, ma quando si azzecca il colpo c’è la possibilità di fare salti in avanti molto importanti. Nel caso di un produttore come Tchami, che con il suono suo e della sua label CONFESSION ha contribuito a lanciare la scena future house, il debut album è la prova del nove. Soprattutto perchè, oltre ad essere un nome ormai “top class” nel circuito dei dj, è anche un produttore molto attivo in ambito pop. L’ultimo traguardo raggiunto è l’aver partecipato alla produzione di ‘Chromatica’, il nuovo album di Lady Gaga uscito oggi e ricco di produttori di massimo livello tra cui anche Skrillex, Axwell, Boys Noize, Madeon, BloodPop e altri. Il francese tra l’altro non è nuovo a collaborare con la popstar americana, avendo messo le mani anche su ‘Artpop’ nel 2014. Per quanto riguarda il suo debut album, l’uscita è prevista nel 2020. Finora sono usciti quattro singoli estratti: ‘Ghosts’, ‘Proud’, ‘Buenos Aires’ e ‘Born Again’, con gli ultimi due che hanno visto la luce proprio oggi.

Il debut album è il passo fondamentale per un artista. Come ti senti? 

La release dell’album sarà un momento importante per me. Ci ho messo molto a decidermi, ma sono fiero del risultato e non vedo l’ora di pubblicare la mia nuova musica.

Cosa significa per te aver partecipato alla produzione del nuovo album di una star come Lady Gaga? 

Quando si lavora con lei l’atmosfera è sempre molto positiva, creativa e piena di possibilità. Io e BloodPop abbiamo lavorato diverse settimane sull’album (Tchami ha co-prodotto il singolo ‘Stupid Love’, ndr.) prima di incontrarla fisicamente nel suo studio di Los Angeles. 

 

Quest’anno di eventi non se ne parla più. Dai grandi festival agli eventi per gli addetti ai lavori, è saltato tutto. È ancora fondamentale per la stagione di un dj producer emergente riuscire a “restare in giro” per eventi come la Winter Music Conference e l’International Music Summit oppure con i social si può compensare?

I social sono un’arma potentissima, e saperli usare è importante, ma sono sovraccaricati di contenuti. Essere fisicamente nei posti in cui avvengono le cose è fondamentale per poter costruire un valido network e confrontarsi, anche perchè c’è ancora tanto da imparare. Quindi sì, bisognerebbe restare in giro sempre. Sia alle piccole feste che nei grandi raduni che hai citato.

Cosa c’è bisogno che avvenga per poter salvare la scena clubbing in una crisi così profonda?

Non sono un politico, quindi la mia opinione non è così importante, ma sono convinto che debba esserci meno dibattito e più soluzioni. Sento che possiamo fidarci degli scienziati di tutto il mondo, ma per il momento tutto ciò che provo è preoccupazione. Per la Francia e per il mondo. In questo momento gli eroi sono coloro che stanno dando sè stessi per salvare il prossimo. 

A proposito della Francia, la sua scena elettronica continua ad essere in grande crescita. 

Scopro nuovi artisti francesi tutte le settimane, nonostante attualmente vivo negli Stati Uniti. Sono produttori provenienti da ogni genere musicale e ognuno con un piccolo seguito appassionato, che oggi è molto importante. Ricordo Busy P – sono quasi sicuro fosse lui – dire in un’intervista che i francesi hanno una vena artistica fuori dalla norma e sono pienamente d’accordo. A ciò si aggiunge che la gente in Francia è sempre più aperta mentalmente e disponibile per chi porta nuove idee e freschezza. 

Esiste una ricetta per costruire una forte identità come quella del suono francese?

Domanda difficile. Il mio metodo, quando compongo musica, è trovare il giusto compromesso o tra quello che è il mio impulso naturale iniziale e il suono che sento funzionerà. So che un progetto funziona quando rispecchia qualcosa di reale, di vissuto, in cui rivediamo noi stessi. È così che nascono le grandi idee, dalla commistione di questi fattori. Vale per la musica come per il cinema e tutte le arti. La ricetta è restare naturali, perchè è il modo migliore per connettersi con il prossimo. È un concetto che sembra semplice, ma in realtà è molto complicato. 

 

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Penna di DJ Mag dal 2013, redattore e social media strategist di m2o dal 2019.

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