Lunedì 26 Ottobre 2020
Interviste

Tech in the studio with: Melleefresh, una canadese aperta al nuovo

Dai Play Deep Studios un’artista e produttrice all'avanguardia nella scena nordamericana. Protagonista di svariate incursioni nel settore della musica elettronica, scoprì un certo deadmau5.

Ventiquattro anni fa, quando fondò la Gay Records, dedicata alla musica più kitsch in circolazione, Melleefresh non avrebbe mai pensato di finire nel mondo dell’electronic music business, soprattutto mentre era impegnata a comporre musica lounge, e quando aprì la parentesi dance con la Play Records, non fu più capace di chiuderla. Così arrivò a lavorare con Calvertron, Hoxton Whores, MC Flipside, Keoki Jay Frog e tantissimi altri.

Nel 2004, in piena ricerca di artisti utili per remixare un album di Carole Pope, le venne presentato un giovane produttore che abitava nei pressi delle cascate del Niagara e che si faceva chiamare deadmau5. Melleefresh lo mise sotto contratto. I due idearono il progetto freshmau5 e, dopo aver realizzato alcuni brani come ‘After Hours’, nominato nel 2008 ai Juno Award, presero strade diverse. Finì un idillio. Melleefresh aprì allora a King’s Cross, in centro a Londra, i Play Deep Studios. Con Spydabrown, socio nella Play Records, mise in piedi “una struttura su tre piani dotata di tre stanze abbastanza grandi da ospitare delle orchestre”.

Lo studio è stato usato dalle Spice Girls, dalla duchessa di York Sarah Ferguson, da Nadia Rose, Ellie Goulding, Rita Ora, Keiza, DJ Jazzy Jeff, Childish Gambino e tantissimi altri ancora. Melleefresh, accompagnata da Boy Pussy, si racconta.

 

 

Le tue avventure ti hanno portato a una nuova collaborazione, questa volta con Boy Pussy, talento nato sull’asse Toronto-Berlino.
Dopo alcune bottiglie di champagne stappate all’ADE nel 2015, ho insistito che tornasse a Londra con me per fare un camp di scrittura presso i Play Deep Studios. Dopo il nostro successo con l’iniziativa International Bitch and Motorcycle Prostitute, sapevo che c’era un po’ più di follia musicale tra di noi, così ci siamo divertiti un sacco a usare dei pezzi di hardware vintage per fare musica a modo nostro. In svariate occasioni ho anche potuto lavorare con un microfono usato da Michael Jackson, uno Shure SM7b, che è stato spesso di ispirazione, anche per la nostra ‘Bitches n’ Whores’.

Spydabrown, per ‘Bitches n’ Whores’, preparò per l’occasione una Roland TR-909, un Roland JX3P e un Roland Super Jupiter MKS-80. Il massimo della dotazione, se si pensa alla “prima volta in studio” in studio di Melleefresh.
Rispetto alla prima volta, lavorai in uno studio con un Tascam a 8 tracce e un vecchio computer Atari. Ora invece siamo avanti di anni luce e in un ambiente digitale.

Boy Pussy, il suono analogico è ancora il modo giusto per produrre brani?
Le apparecchiature analogiche e gli strumenti dal vivo sono il massimo. Adoro lavorare in un vero studio, come il Play Deep, con una scelta di oltre 20 microfoni diversi. O magari registrando nella stanza o nella cabina a seconda dell’effetto che sto cercando di ottenere. L’uso di dispositivi analogici è un privilegio per pochi, ma non una necessità per ottenere un suono potente. Mentre può sembrare molto stimolante mettere le mani su qualcosa come una TR-909 originale, puoi ottenere risultati altrettanto pazzeschi con un software. La cosa più importante è l’ambizione e la creatività che hai dentro.

 

 

Melleefresh, lavorare di persona è sempre la prassi più produttiva e soddisfacente?
Quella fretta che ottieni quando registri la melodia perfetta e il ritornello accattivante mi dà un formicolio su tutto il corpo. Avere qualcuno con cui condividere le idee è comunque molto importante per creare un’atmosfera magica. Dalle due alle cinque del mattino sono le mie ora magiche. È quando mi sento più creativa.

Dove è ubicato il tuo studio?
Nel Regno Unito utilizzo il Play Deep Studios di Spydabrown, a Kings Cross, Londra. A Toronto, uso lo studio di Brad Nelson, il Cylinder Sound; e quando gli studi non sono disponibili, pazienza: avvio Live di Ableton sul mio laptop.

Melleefresh, Spydabrown ha una grande conoscenza in fatto di attrezzatura e tecnologia?
Avendo lavorato negli studi dall’età 15 anni, direi di sì. Lui ha progettato e costruito lo studio di Londra. Abbiamo acquistato una serie di Otari MX 54 del 1989, un sistema Pro Tools HDX3 Madi che ora viaggia di pari passo con una scheda Antelope Orion. Monitoriamo con delle Adam A7X, delle PMC TB2 e delle Avatone. Spydabrown è un ingegnere completamente preparato, mentre Vanilla Jenner è anche un tecnico e produttore molto capace su Protools, Logic e Ableton Live.

Melleefresh con Spydabrown nelle foto di Xander Wood

 

Solitamente come inizi la produzione di un brano?
Con un loop di base. E registro la voce su questo. Da lì, decido quale direzione mi piacerebbe prendesse la traccia, in modo da far scorrere tutto il mood in modo fluido organico. Primo passo, un loop di drum machine cruda. Secondo passo, un basso synth molto sporco, rough. Terzo passo, un veloce frammento vocale. Un po’ di riverbero, un po’ di delay e siamo a cavallo della song.

Boy Pussy, usi solo Logic per programmare e mixare le tracce?
Sì, poi vado su alcuni VST di Roland (SH-101) e Korg (MonoPoly, M1). I plug-in della Waves sono essenziali per il mio processo di mix, in particolare la raccolta API e il plug-in di saturazione da nastro J37. L’H-Delay è il mio ritardo preferito. Infine, uso lo strumento più speciale e sottovalutato dai nuovi produttori o aspiranti tali: sono inconsapevoli dell’uso dello swing, essenziale per produrre house. Il mix poi viene fatto in the box.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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