Sabato 27 Novembre 2021
Interviste

Quanto ancora ‘Tenera è la notte’? Ve lo dice un libro

Una selezione di articoli e pensieri pubblicati sul quotidiano La Repubblica e sul supplemento Musica! diventano un libro scritto a quattro mani da NicoNote e Pierfrancesco Pacoda. In ricordo di un clubbing che fatica a tornare.

Durante la scorsa Milano Music Week si è distinto un format che ha colpito non solo gli addetti ai lavori ma anche i più tenaci nottambuli. È quello ideato dall’artista NicoNote e dal giornalista Pierfrancesco Pacoda. Entrambi uniti dall’impellente desiderio di raccontare gli scenari della club culture, di ieri, di oggi e immaginando il domani, i due  hanno presentato il libro ‘Tenera è la Notte – La club culture di Dino D’Arcangelo’ (Interno4 Edizioni).

La raccolta di tutti gli scritti che il giornalista Dino D’Arcangelo (ricordato per il secondo anno con un Premio omonimo, assegnato a una personalità particolarmente significativa per l’evoluzione della club culture in Italia) dedicò al clubbing è stata riesumata grazie all’inedita coppia. Una selezione di articoli e pensieri pubblicati sul quotidiano La Repubblica e sul supplemento Musica! a ricordare la musica e le tendenze che fecero ballare un’intera generazione per più di un decennio.

Dalla scena rave romana, alle discoteche della riviera romagnola, dai dj superstar ai remix underground. NicoNote, ovvero Nicoletta Magalotti, artista trasversale nota per la sua vocalità agisce nei territori di musica, teatro, clubbing, installazioni, performance con produzioni artistiche e curatele, racconta come, tra filosofia ed elettronica, sia nato il volume in questione.

 

 

NicoNote, in sintesi, come è nata l’idea del libro?
Da un tuffo in una storia pulsante. Dino è stato forse il primo giornalista ad occuparsi dell’universo articolato dei club in Italia, sottolineandone il risvolto culturale, multidisciplinare. Una mappatura della complessità delle esperienze con ricerca sul campo. Con Pierfrancesco (Pacoda) stavamo lavorando alla terza edizione di ‘Tenera è la Notte’, i Dialoghi e il Premio intitolato a Dino. Il libro è stata la naturale evoluzione del progetto. L’emozione di leggere quegli articoli andava condivisa.

Pierfrancesco, che sensazione dà leggerlo in un momento in cui i club sono tutti chiusi?
Letto oggi, il libro svela una straordinaria capacità evocativa, trasmette una sorta di sensazione… cinematografica, è come essere insieme a Dino, nei capannoni perduti nella periferia romana, come nel più patinato dei club della Riviera. Ed è come se, insieme a lui, potessimo ancora immergerci in quell’universo creativo, quel laboratorio di idee, suoni, professionalità, che oggi chiamiamo club culture e che la cosa che più manca, non tanto il ballo o la discoteca in questo momento. Leggerlo è una sorta di esperienza tridimensionale, un viaggio nel suono, ma anche, a mio avviso, una maniera per ricostruire una vicenda avvincente della quale Dino è stato testimone privilegiato.

 

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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