Sabato 21 Settembre 2019
Interviste

The Chainsmokers: arriva a Milano il duo del momento

 

A volte capita che la musica dance ed elettronica abbia le stesse regole della musica leggera. Ci sono casi in cui artisti o gruppi musicali sono celebrità nel loro paese ma che non riescono ad avere la stessa fortuna al di là dei confini nazionali. Questo accade soprattutto con la musica folk o tradizionale i cui codici, il cui linguaggio si rivolge per definizione ad un pubblico estremamente identificato e in maniera unilaterale. Potrei citare un qualsiasi artista country americano pluripremiato e multimilionario ma posso serenamente portare in dote Taylor Swift. Anche nella musica da ballo esistono esempi di questo tipo. Pensando sempre agli Stati Uniti, fenomeni come Bassnectar e Pretty Lights confermano la mia teoria. Produttori geniali da sold out nei palazzetti a stelle e strisce che però faticano a sfondare in Europa. Fino a qualche mese fa avrei aggiunto a questo gruppetto di “diversamente fortunati” anche i The Chainsmokers, duo newyorkese d’adozione che, con un linguaggio estremamente contestualizzato e nazionalista (nella miglior accezione possibile del termine), hanno messo in scena un nuovo teatro dell’EDM. C’è un particolare però, Alex e Drew sono abili produttori e il passaggio dalla leggerissima “#Selfie” alla freschissima “Roses” è stato allo stesso tempo scontato per loro e sorprendente per noi che gli abbiamo accolti a braccia aperte. Ritengo che i The Chainsmokers siano un caso emblematico di una nuova era EDM che cerca con successo di andare oltre la parodia di se stessa e per questo sono molto felice di condividere con Alex Pall questo e altri pensieri.

Cosa sapete del nostro paese?

Sappiamo che avete uno stile impeccabile, macchine fantastiche, le donne più hot e i vostri ristoranti peggiori sono buoni quanto i nostri migliori.

Mettiamo ordine nella testa dei lettori italiani. Chi siete, quanti anni avete, da dove venite e cosa avete fatto fino ad oggi.

Drew ha 26 anni, viene dal Maine ed è quello che ama fare i salti. Io invece sono Alex, ho 30 anni sono di New York City e sono quello più vecchio che invece non può saltare. Insieme formiamo i The Chainsmokers! Suoniamo e produciamo musica insieme da quasi tre anni e mezzo. Probabilmente ci conoscerete per “#Selfie” ma speriamo che ci amiate anche per “Roses”.

Assolutamente sì! Qual è il vostro background musicale?

Siamo entrambi cresciuti in una band. Drew è un musicista che ha suonato praticamente tutti gli strumenti durante la sua adolescenza. Ha pure insegnato produzione musicale al college ed è proprio da lì che è partito il nostro percorso.

Hai citato New York. Quanto ha inciso e incide tutt’ora sul vostro modo di fare musica dance?

Ad essere sinceri non molto. Pensiamo che sia più la musica che abbiamo ascoltato crescendo ad averci influenzato maggiormente. Abbiamo ascoltato ogni genere ed è per questo che siamo molto eclettici. Possiamo dire piuttosto che New York ha influenzato il nostro approccio al lavoro: “lavorare duro!”.

Come siete arrivati al successo? Come si riesce ad emergere nel mondo della musica dance in USA dove tutti i ragazzi vorrebbero fare il vostro mestiere?

Innanzitutto pensiamo che la gente voglia far parte della scena dance ovunque si trovi, non sappiamo se di più negli Stati Uniti o in Europa. Tornando alla tua domanda la risposta è semplice: tutto inizia con la musica. Senza la buona musica non hai in mano niente. Personalità, confidenza con social media, sono tutte caratteristiche importanti per un deejay moderno ma tutto ruota sempre intorno alla buona musica.

Mi sembrate un po’ ossessionati dalle rose. “Roses” è il vostro bellissimo singolo cantato da Rozes e il vostro primo EP si chiama “Bouquet”. C’è qualcosa sotto?

Quando abbiamo prodotto la canzone non riuscivamo a pensare ad un nome valido. Non c’erano parole nel testo quindi ci siamo concentrati sull’atmosfera e “Roses” ci sembrava una scelta onesta in questo senso e quindi l’abbiamo scelto. “Bouquet” è il nome dell’EP che ne è conseguito. Il bouquet è una collezione di fiori e la nostra è una collezione di canzoni, così tutto aveva senso.

Come si lavora in coppia?

Alla grande! Ci bilanciamo l’un l’altro per tirare fuori il meglio di noi stessi e far leva sui rispettivi punti di forza e di debolezza, cosa che ci ha permesso di colmare molte lacune e di fare cose interessanti!

Come vi dividete i compiti in fase di produzione e dj set?

Drew è un produttore di livello superiore a chiunque, quindi lui è l’uomo incaricato di questo ma entrambi lavoriamo a stretto contatto sulla traccia. Le canzoni sono sempre personali e rappresentano la nostra storia. Lavoriamo come una squadra ma io non ho il talento di Drew in fase di produzione così, mentre lui può concentrarsi su quello, io posso fare altrettanto nel trovare belle parti vocali, grandi cori, cantanti con cui lavorare e via dicendo.

Sapreste suonare con i vinili?

Ho iniziato la mia carriera da deejay suonando vinili. Potrei farlo, probabilmente non alla grande ma lo potrei fare..

Siete molto presenti sui social media. Qual è il vostro preferito e perché?

Snapchat è il nostro preferito al momento. Puoi essere veramente te stesso e lasciare che i fan vedano chi sei veramente e puoi accoglierli dentro la tua vita. È un modo divertente di comunicare. Spesso sul nostro profilo Snapchat postiamo anche tutorial di produzione musicale e spoileriamo nuova musica.

Le clip che postate sono effettivamente molto interessanti, sembrate molto attenti alla comunicazione. Quanto c’è di studiato a tavolino e quando vi viene naturale?

È tutto molto naturale. Questa è la parte più importante, non bisogna assolutamente forzare queste cose perché altrimenti non sembreranno genuine e la gente che se ne accorge non ne godrà. Non potremmo mai fare una cosa che non riteniamo autentica.

Non avete paura che la vostra immagine pubblica passi in primo piano rispetto alla musica?

No perché la nostra musica è “fuckin’ awesome”!

Avete visto “We are your friends” con Zac Efron? Cosa ne pensate?

È il più grande pezzo di spazzatura che abbiamo mai visto. Ed è un peccato perché poteva essere un’occasione per portare un’attenzione positiva sul mondo dei deejay ma invece ci ha fatto apparire come degli idioti.

Nessuno vi ha mai offerto una parte in un film?

Si…

Quale?

Top secret, non possiamo ancora dirtelo, mi dispiace…

Avete già programmato la data di uscita del vostro primo album?

Ancora no…

Cos’ha di diverso un vostro dj set da un qualsiasi altro dj set EDM?

Sono “Chainsmokers set” e facciamo in modo che siano veramente speciali

Se dovreste descrivervi in tre parole alle persone che non vi conoscono quali usereste?

Natural, born, killers!

Da “#Selfie” a “Roses” avete cambiato molto il vostro sound. È stato un percorso naturale oppure inevitabile?

È avvenuto tutto in maniera naturale, e se tu ci conoscessi prima di “#Selfie” non penseresti che “Roses” sia una cosa così diversa. Facciamo quello che ci sentiamo di fare, non sentiamo il bisogno di aderire ad un genere o ad una sensazione. Vogliamo mantenere viva la sfida con noi stessi e fare musica interessante. “#Selfie” era un gioco che rispecchiava il nostro senso dell’umorismo così l’abbiamo fatta, per noi non è mai stata una questione di stile “Melbourne bounce” ma sappiamo come farlo e lo abbiamo fatto, perché no?

Con il #TiltTour avete portato i vostri party nei college grazie ai fan. È stata un’idea innovativa. Potreste spiegarmela meglio?

Beh non possiamo prenderci troppo il merito di questo che fondamentalmente è uno spettacolo “crowdsourcing”. In pratica andiamo dove i fan ci richiedono e questa è una figata perché ci guadagnano tutti. Facciamo un grande spettacolo per i nostri fan che ovviamente vengono a vederci.

Acqua, vino, birra o vodka?

Birra economica!

Nel frattempo i The Chainsmokers sono diventati star. Con “Don’t Let Me Down” prima e “Closer” dopo Alex e Paul hanno messo la loro firma sulla musica pop contemporanea, scalando le classifiche di vendita e di streaming e conquistando le radio. Siamo proprio curiosi di vedere la loro esibizione di sabato sera al Fabrique di Milano che è già sold out.

 

 

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Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.

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