Sabato 07 Dicembre 2019
Festival

The Cinematic Orchestra: Jazz About 2015

Da una costola di Jazz:re:found, festival che quest’anno si svolgerà durante la prima settimana di dicembre a Torino, nasce la rassegna Jazz About che ha preso vita a Trento nelle scorse settimane celebrando l’incontro tra la tradizione jazz ed il mondo della musica elettronica. Un calendario che svecchia l’immagine purista di chi desidera concedersi una serata a teatro cercando di far dialogare le nuove generazioni con questo tipo di ambiente. Giovedì scorso sul palco del teatro Santa Chiara è toccato ai britannici The Cinematic Orchestra cimentarsi nell’arduo compito.

Accolti da un colpo d’occhio sicuramente invidiabile arriviamo con largo anticipo rispetto alla tabella di marcia per non perderci il warm up ad opera di Justin McNulty a.k.a Kutmah, dj britannico di estrazione hip hop che però poco sposa le restrizioni di genere. Il suo è un set incredibilmente interessante che spazia con grande precisione attraverso artisti quali Novelist, Mos Def, Flying Lotus e Madlib suscitando reazioni entusiaste da parte del pubblico più giovane e scarsa approvazione da chi invece sembra ignorare le derive neo jazz degli ultimi anni (non “nujazz” a scanso di equivoci n.d.r).

© MoniQue foto-Cinematic6

Sono le 22.00 circa quando le luci si spengono ed il palco è pronto ad accogliere i protagonisti della serata. I The Cinematic Orchestra salgono sul palco capitanati da Jason Swinscoe, fondatore del progetto e degno direttore della performance lungo tutta la durata del concerto. Dal downtempo alle incursioni free jazz (che qualcuno ha scambiato per banali fuoritempo n.d.r) la prima parte del live presenta alcuni elementi del nuovo album che uscirà nella primavera 2016. I virtuosismi non mancano così come una ricerca di perfezione stilistica davvero maniacale fortunatamente ben calibrata. Dopo un’ora giunge il momento di rispolverare i grandi classici da “Man with a Movie Camera” fino a “To Build A Home” in una versione riarrangiata estremamente commovente. Sicuramente l’apice emotivo della serata.

C’è anche il tempo per una lunga e graditissima seconda uscita del gruppo che si regala quindici minuti di improvvisazione i quali mettono in luce le qualità di una ensemble perfettamente collaudata. Sono gli applausi e le urla di approvazione di un teatro gremito a chiudere una splendida serata di musica che sicuramente ha contribuito a riavvicinare una fascia d’età spesso poco considerata ad un genere e a luoghi in cui sarebbe più bello vedere un pubblico così eterogeneo.

Photo by: Monica Condini

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