Lunedì 27 Settembre 2021
Costume e Società

The show must go on: come saranno gli spettacoli dal vivo nel futuro?

Ci poniamo qualche domanda sui festival di domani mentre alcuni scienziati stanno testando i live per valutare il distanziamento sociale. Soprattutto dopo l'esperimento del Primavera Sound

Come sarà uno show dal vivo nei prossimi mesi? Quali regole dovranno rispettare organizzatori, artisti e pubblico? Indaghiamo e cerchiamo di fare luce, tra una marea di quesiti, mentre le restrizioni che hanno congelato tutto il settore proseguono imperterrite, almeno fino a quando non ci sarà una soluzione definitiva (o quasi) alla pandemia che sta cambiando il mondo. Un recente studio tedesco suggerisce che la prima risposta a tante domande potrebbe essere una e unica: si tornerà a partecipare ai concerti come prima, con la sola aggiunta dell’uso delle mascherine.

Come riportato da diverse testate, il festival spagnolo Primavera Sound ha organizzato un evento sperimentale in collaborazione con un’organizzazione medica e un ospedale di Barcellona. È stato un test esplicito per valutare se un evento musicale dal vivo tenuto oggi in un luogo al coperto con le dovute precauzioni (ma senza linee guida di distanziamento sociale) potesse tenere al sicuro i presenti dai contagi.

Cosa è accaduto di preciso durante l’evento di Primavera Sound? Sono state invitate a partecipare più di 1000 persone; a tutte è stato somministrato un test rapido che ha prodotto risultati negativi: 463 persone del gruppo iniziale sono entrate alla Sala Apolo a Barcellona accedendo a un’area ristoro in grado di contenere 1600 persone e uno spazio per spettacoli che può contenere fino a 900 persone.

 

I presenti hanno potuto ballare. Per l’occasione è stata ottimizzata la ventilazione. I partecipanti al concerto hanno ricevuto tutti una mascherina tipo N95 da poter togliere solo durante le consumazioni al bar. Nessuno ha dovuto mantenere il distanziamento sociale. Tutti i partecipanti poi sono stati testati 8 giorni dopo l’evento: solo 2 persone sono risultate positive. Naturalmente un esperimento come questo dimostra tutto e niente: tantissimi sono i fattori da considerare. Chi erano le persone selezionate per partecipare, quali erano le condizioni di salute e di profilassi iniziali del pubblico, qual era il livello di sanificazione dell’ambiente, le valutazioni di spazio per persona e altro ancora. Ma sicuramente è un primo tentativo incoraggiante.

La collaborazione con funzionari medici locali oggi è fondamentale? Diremmo proprio di sì, soprattutto in una fase iniziale. Tutti i partecipanti devono sottoporsi a test rapidi e antigeni. Non solo, oggi va creato un unico database di contatti (e non stiamo parlando della tessera del tifoso di calcio) utile a organizzare, gestire e valutare le condizioni fisiche di ogni frequentatore in modo da rispettare la sicurezza del prossimo.

A monte va quindi fatta una preselezione. La profilatura serve e solennizzare la fattibilità dello svolgimento dell’evento. I ricercatori spagnoli che hanno collaborato con lo staff del Primavera Sound affermano che l’esecuzione di un evento come questo non è associabile a un aumento delle infezioni da Covid-19.

 

Quando si applicano le misure di sicurezza di un evento, questo può essere svolto? Senza distanziamento sociale, sì, certo, ma la mascherina sarà sempre obbligatoria sino a quando la parola Covid-19 sarà ancora presente tra i vocaboli di uso quotidiano. La sanificazione del resto è importante sempre e non solo in momenti critici di pandemia. Persino la vita notturna e indoor potrebbe cambiare, nel 2021: anche luoghi più piccoli, limitati dalla propria capienza, potranno riaprire le porte e rilanciare il proprio business, se esperimenti come questo saranno ripetuti e se ci sarà una statistica che attesti con buona probabilità la sicurezza degli eventi strutturati in questa modalità.

Ma si potrà ballare oppure no, durante la prossima estate? Dipenderà dalla diffusione del virus e da come verranno rispettati i criteri di tutela. Nel frattempo, nel Regno Unito, il 100 Club di Londra è pronto a usare un nuovo sistema di ventilazione che mira a spazzare via il 99,99% dei pericolosi agenti patogeni presenti nell’aria, come il Coronavirus, all’interno degli edifici.

Il ritorno del ballo sarà possibile? Senza tralasciare il senso di alienazione e impotenza di dover restare seduti durante uno spettacolo musicale, giustamente molte persone potrebbero smettere di frequentare gli eventi. Il primo festival dell’anno con test rapidi è l’Unum (con Villalobos, Seth Troxler e tanti altri), il prossimo giugno in Albania. Il governo albanese ha approvato le misure sanitarie per eventi sociali e culturali, consentendo al festival di svolgersi dal 3 giugno al 7 giugno prossimi.

Tutti i festival musicali in calendario quest’anno sono in via di cancellazione? No. È vero, dal Fortress Festival di Fort Worth a Glastonbury, sino all’Ultra Music Festival, molti hanno annullato o rinviato al 2022, tuttavia è vero anche che il Coachella è ancora in programma per il 9-11 e 16-18 di aprile, e il Lollapalooza, il Bonnaroo e il Neversea hanno confermato il loro svolgimento, almano fino a nuove comunicazioni. Dipende quindi molto anche dalle valutazioni e le decisioni finali delle autorità locali, in relazione allo stato di crisi.

The show must go on: lo spettacolo deve andare avanti. È un motto che da sempre indica come nulla possa fermare la macchina prodiuttiva dello show business. Oggi più che mai, va tenuto a mente dalle istituzioni, dal pubblico, dai player del settore. Senza dimenticare però l’ingombrante elefante nella stanza che si chiama Covid.

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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