Sabato 04 Aprile 2020
Clubbing

The xx hanno spaccato a Milano

 

Avete presente la serata della vita? Quella che aspettate da mesi, il biglietto del concerto in bella vista sul comodino della cameretta, l’appunto sul frigo o sul calendario dello smartphone? Quella per cui, anche se in fondo si tratta di un lunedì di febbraio e state andando in un palazzetto alla periferia sud-ovest di Milano, vi mettete in ghingheri come fosse un sabato sera da fuochi d’artificio? Ecco, probabilmente buona parte dei ragazzi e delle ragazze arrivati a vedere The xx ieri sera l’hanno vissuta così. Ed è una figata. A dirla tutta, il pubblico, come spesso accade, vede più lungo degli addetti ai lavori, e se nei giorni scorsi in tanti ci scambiavamo commenti stupiti e un po’ scettici (“ma davvero fanno il Forum? Ma non sarà vuoto?”), i fatti hanno dato ragione ai fans, che hanno esaurito il palasport milanese di Assago. Forse non se lo aspettavano nemmeno loro. The xx, intendo. Tant’è che Romy a fine concerto ringrazia visibilmente emozionata, affermando che un “posto così grande e così pieno di gente mette in soggezione”. Se lo dice lei, ci crediamo.  Nonostante stiano collezionando sold out ovunque e abbiano in programma ben otto date alla Brixton Academy, a Londra, dove ahhno allestito un vero e proprio mini festival insieme ad artisti come Sampha, Cat Power, Robyn. Ma facciamo un piccolo rewind.

 

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Arrivo al Mediolanum Forum di Assago intorno alle 20, giusto in tempo per entrare con calma, farmi il classico panino & birra da concerto (sapete com’è, una mela non soddisfa la fame di una cena), gironzolare per il parterre ancora mezzo vuoto, salutare qualche amico in giro e assistere all’apertura di Floating Points, come prevedibile un po’ scarico rispetto ad altre occasioni in cui l’ho visto da protagonista. Ma tant’è, non mi lamento. Le luci calano e lo show inizia con ‘Say Something Living’, una delle tracce più amate del nuovo album ‘I See You’. Boato. Applausi scroscianti. Una scena che si ripeterà praticamente dopo ogni pezzo, sia i numerosi del nuovo lavoro, sia i vecchi successi. Il pubblico non è molto eterogeneo: hipsteranza a profusione, giovani stilisti, sylist e stilosi da social, mondo della moda (in cassa accrediti avevo sbirciato un “Prada x 20”, per dire), look piuttosto simili. Urban lifestyle 2.0. La produzione non è esattamente sfarzosa: il palco ha dimensioni da grande club più che palasport, la scenografia consta di pannelli rotanti a specchio – pure un po’ low budget, a vederli da vicino – che riflettono qualche gioco di luci (la componente visiva più forte dello show) riprendendo la cover dell’album. L’impianto audio è buono e i bassi potenti. A fare la differenza è la musica, che dovrebbe essere una frase scontata ma non lo è, giustamente, perché in un live che si rispetti vogliamo vedere una messa in scena adeguata e degna del prezzo del biglietto. Siamo nel 2017, i concerti non si fanno più con qualche cassa e due strobo. Ma agli xx non servono gli effetti speciali. Emozionano. Sanno come penetrare la cortina dell’indifferenza, della superficie dell’attenzione, quella noia che ci fa guardare il telefono dopo due minuti.

 

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Vedo intorno a me gente che canta ogni pezzo a memoria, vedo qualcuno commosso e altri ballare felici come bambini. Anche se gli arrangiamenti sono scarni e minimali, anche se lo stile è sempre quello, per dirla come mangio; anche se dal disco al live i pezzi sono eseguiti pari pari con pochissime variazioni. Una cosa che di solito tollero poco, e che unita ai difettucci che elencati prima dovrebbe farmi dare un giudizio complessivamente negativo. Aggiungiamo che Romy e Oliver non hanno brutte voci ma qualche stonatura qua e là la infilano, beh, dovrei essere abbastanza insoddisfatto. Invece The xx ribaltano la situazione con due semplici mosse. Che poi “semplici” col cazzo, perché sono due assi nella manica da veri campioni: l’emotività e la scaletta. Hanno il dono delle emozioni, la capacità di farci emozionare a ogni brano, di farci cantare e di renderci partecipi di qualcosa di grande e collettivo. E hanno l’intelligenza di giocarsi benissimo una tracklist che può naufragare nell’apparente monotonia del loro repertorio. Ma i tre che ti combinano? Un crescendo continuo, con una prima parte di concerto lenta e sospesa, e la ritmica che si accende e decolla brano dopo brano, all’inizio in modo meno evidente, e poi esplosivo, finché non arriva ‘Loud Places’ di Jamie su cui c’è un momento dancefloor che trasforma il Forum in un festival techno per qualche minuto, prima che i ragazzi tornino in scena per raccogliere gli applausi e finire in bellezza con ‘On Hold’, ‘Intro’ (e figuriamoci, viene giù tutto) e ‘Angels’, chiusura catartica e quasi mistica.
Un’ora e mezza di show (poco più), tutto quello che c’era da suonare è stato suonato, tutti i cuori che dovevano battere hanno battuto forte. Fuori fa freddo e c’è la nebbia, ma usciamo carichi di promesse per la settimana che è appena iniziata, e anche l’invero di Milano sembra vivere in una sua dimensione perfetta. Tutto giusto, stasera.

 

Foto di phainomei, colorsinbw, edoardo_mastella via Instagram

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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