Lunedì 18 Novembre 2019
Festival

Tijana T ci presenta il Sonus Festival

 

 

Uno degli eventi più importanti dell’estate europea, nella favolosa isola di Pag, in Croazia. Un festival dalla line up prestigiosa con molti top player internazionali: Ricardo Villalobos, Marco Carola, Jamie Jones, Len Faki, Recondite, Maceo Plex, Seth Troxler sono solo alcuni dei protagonisti del Sonus Festival. Nota molto piacevole, sono parecchie le figure femminili che vedremo in consolle: tINI, Monika Kruse, Ida Engberg, Sonja Moonear, Cassy, Dana Ruh, Alexandra, Bella Sarris, Tijana T. Proprio Tijana T ci racconta le sue impressioni a un mese dal festival, oltre a parlarci un po’ di lei. Serba, vera istituzione a Belgrado, Tijana si sta costruendo un profilo internazionale.

 

 

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Qual è la tua reazione se ti dico la parola “festival”? Intendo non solo suonare in un festival, ma tutte le sensazioni che ti evoca questa parola.

Il concetto di “festival” gioca un ruolo molto importante nella mia vita. La mia carriera è cresciuta grazie all’Exit festival in Serbia e attraverso altre esperienze collettive quando ero ancora una teenager. Le manifestazioni e le proteste nelle strade di Belgrado durante gli anni ’90 erano un modo di reagire a un clima politico oppressivo, ma allo stesso tempo erano organizzate come feste con la musica e i dj per 24 al giorno, e decine di migliaia di persone in strada a ballare. Questo è il modo in cui sono cresciuta.  Sono appena tornata da una settimana di tour in cui ho suonato in tre diversi festival, l’ultimo il Melt a Berlino, e quando ho dovuto ripartire ho quasi pianto.

 

Sarà la tua prima volta al Sonus? Cosa ti aspetti da questa incredibile venue estiva?

Sì, è la mia prima volta. Mi dicono che è il pià grande festival sulla costa croata, verificherò se è davvero così! Mi aspetto il sole, tanta gente e un buon soundsystem. E’ eccitante pensare che suonerò a fianco di pesi massimi come Len Faki e Joseph Capriati.

 

Come hai detto, il Sonus è in Croazia,  tu sei serba e penso che tu abbia vissuto gli anni duri della Yugoslavia, delle divisioni e delle guerre. A costo di sembrare retorico, credi che la musica sia un modo reale per unire le persone? Mi viene in mente la Love Parade nelle sue prime edizioni, un viatico utilizzato dalle giovani generazioni tedesche ex-Est e ex-Ovest per trovare un terreno comune, un modo per dire “siamo uguali”. Qual è la tua opinione?

Sono la più grande sostenitrice del potere della musica! E’ un linguaggio divino, si esprime attraverso vibrazioni, è universale. E la musica elettronica lo è ancora ancora di più, perchè spesso non ci sono parole e quindi non ci sono riferimenti e suggestioni dirette in un senso o in un altro.  Come recitano diversi classici house, “it’s a feeling!”. Quello che accadde in Yugoslavia fu davvero tragico, come lo è oggi in molti territori del mondo. Quello che so è che le persone coinvolte nella scena musicale non volevano la guerra. Addirittura poche settimane prima di tutta quella follia, a Sarajevo nel 1991 fu organizzato un grande concerto contro la guerra. E appena tutto finì, i dj, le band, i promoter dei club e delle radio, i corrispondenti delle varie repubbliche furono i primi a mettersi in contatto tra loro, e la musica uno dei mezzi più efficaci per la riconciliazione tra le persone. Certo, non è stato e non è facile dopo che la politica ha fatto così tanto per dividerci. Ma ti posso dire una cosa: di sicuro non suonerei al Sonus se non grazie ai miei cari colleghi croati. E questo dice parecchie cose.

 

 

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Racconta ai lettori di DJ Mag Italia qualcosa di te: so che sei una dj e anche una giornalista musicale. Cos’altro dobbiamo sapere di Tijana Todorovic?

Sì, sono stata una giornalista musicale per dieci anni, e ho anche scritto e condotto diversi programmi musicali sulla TV serba, cercando di unire le cose più sperimentali e folli ad altre più popolari. Una cosa che ho sempre fatto anche in radio e ora nei club. Alternare pezzi più famigliari all’orecchio del pubblico a cose nuove e “diverse” è un ottimo cavallo di Troia per far scoprire e apprezzare le novità che mi piacciono. Per quanto riguarda la mia carrriera da dj, sono molto legata all’Exit festival in Serbia, e sono resident al 2044 e al Drugstore, due club di Belgrado. Nei miei set al 2044 suono per molte ore, spesso tutta al notte, ed è una delle cose che preferisco fare. Sono anche una cantante e una vocalist e sto ultimamente sto cercando di trovare un equilibrio tra le mie serate e gli impegni – anche internazionali – e il tempo da dedicare al lavoro in studio per le mie produzioni.

 

Dando un’occhiata alla line up del Sonus, chi è il dj che da clubber non vorresti perderti?

Ci sono molti amici e tanti grandi dj in cartellone. Jogarde, Cassy, Felver sono i tre nomi che ti direi. Sarà emozionante e curioso anche suonare con Joseph Capriati al boat party.

 

Stai preparando qualcosa di speciale per il festival?

Sorprenderò i techno heads con qualcosa che non si aspetteranno di sentire…

 

 

 

 

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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