Giovedì 13 Agosto 2020
Speciali

Così lo streaming musicale e TikTok consolidano le hit dance

Il contenuto ha surclassato il contenitore. Il singolo annienta l’album e decolla come un razzo dalla piattaforma mobile cinese. Canzoni spesso virali fanno parte di una sfida a colpi di... danza. Che buona parte delle volte fa rima con musica dance da mainstream. E i risultati sono davanti agli occhi di tutti.

A inizio dello scorso mese di aprile, Dua Lipa ha avuto tre brani fra i primi 40 più ascoltati in streaming su Spotify sul territorio statunitense. Erano rispettivamente le tracce 2 (‘Don’t Start Now’), 4 (‘Physical’) e 9 (‘Break My Heart’) tratte dal suo album ‘Future Nostalgia’. Durante questo primo semestre, quasi il 50% dei primi 40 successi di Spotify negli USA è risultato un brano a supporto di un album in piena promozione, questo almeno secondo un’analisi condotta dalla società Quartz. Successivamente, i singoli vengono spesso rimossi e inseriti negli album, quando quest’ultimi vengono pubblicati (dalle case discografiche). In sintesi, i singoli vengono conteggiati come semplici tracce numerate e inseriti in una raccolta.

I dati di Spotify testimoniano che le hit spesso sono la prima traccia di un album. Nel 2017, il primo anno in cui Spotify ha pubblicato i dati di streaming delle canzoni, solo il 40% circa delle prime 40 canzoni in graduatoria si è mosso bene a livello di risultati. Da maggio del 2019 ad aprile scorso le cose sono cambiate e si è saliti al 50%. Durante questa fase, è diminuita la percentuale legata alle seconde e quarte tracce di un album, mentre la percentuale delle tracce che rispondono dal quinto skip in poi è rimasta invariata.

 

 

Sarà pure mera e fredda statistica ma la tendenza ha un range ben più ampio e dimostra che lo streaming è diventato la fonte di entrate più importante dell’industria musicale. Il supporto fisico conta sempre meno, così come il concetto (obsoleto) di album. Le persone non sono più costrette ad acquistare musica in atomi e a scatola chiusa, (de)limitata in un’audiocassetta, in un cd oppure in un disco in vinile, bensì possono scegliere liberamente in un naufragare di bit: il contenuto ha surclassato il contenitore.

Il singolo vince e l’album perde. Di conseguenza, molti artisti stanno pubblicando più singoli della norma e prima della pubblicazione di un album. Questa realtà sembra trasparire anche dai dati di Spotify. La quota delle 40 principali canzoni uscite come singoli al momento della loro pubblicazione (e non facenti parte di un album) è passata dal 30% circa di inizio 2017 a quasi il 40% d’inizio anno.

 

 

Okay, l’abbiamo presa un po’ alla larga ma arriviamo al dunque: un altro motivo per cui il mercato dei singoli sia in piena mutazione si chiama TikTok. Sempre più spesso, le canzoni più popolari negli Stati Uniti e non solo, anche in tutto il mondo, decollano come razzi dalla piattaforma mobile cinese. I brani spesso diventano virali, attraverso TikTok, perché fanno parte di una sfida a colpi di danza, che buona parte delle volte collima con la musica dance, spesso quella più esplicita o becera, comunque pop, certamente crossover. Ad esempio, ‘Dance Monkey’ di Tones And I e ‘Roxanne’ di Arizona Zervas sono diventati un successo virale grazie ai meme di TikTok.

Miley Cyrus e Kesha, ma anche Marshmello e i Chainsmokers, e a seguire David Guetta, Tiësto e tutto il movimento di musica dance elettronica, impazziscono e spopolano su TikTok. Lil Nas X ha ammesso dalle pagine del Time di aver promosso ‘Old Town Road’ come meme “per mesi fino a quando non ha iniziato a farsi strada attraverso TikTok”.

“Se continua esattamente come opera adesso, c’è la possibilità che (TikTok) raggiunga un punto di non ritorno”, ha detto a Music Business Worldwide Eugene Wei, ex dirigente di Amazon, Oculus e Hulu, specializzato nelle nuove tecnologie e nei nuovi media. Che aggiunge: “Non c’è dubbio: dopo l’acquisizione (di Musical.ly), TikTok è diventato importante in più ambiti”.

 

 

Nata come semplice applicazione, TikTok è diventato un vero e proprio social network capace di consacrare la carriera di molti artisti, oggi relegati in casa o in studio a causa di show bloccati dalla pandemia. Una vera e propria rivoluzione tecnologica, anche in chiave business, e uno sfogo per il popolo. Nel suo libro, ‘Fare Soldi con TikTok’, l’autrice Raffaella Iannaccone spiega come usare l’app sia dal punto di vista tecnico che professionale, così da diventare influencer e monetizzare.

Come accrescere la viralità dei propri contenuti così da raggiungere più audience possibile? In che modo i grandi brand mondiali lo stanno utilizzando? Qual è il distinguo tra uso professionale e dilettantistico o addirittura maldestro? Perché pubblicare nuovi contenuti con costanza è fondamentale? Sono tutte domande alle quali la Iannaccone risponde in maniera chiara e precisa. In fondo, tutti oggi vogliono far decollare la propria hit usando TikTok.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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