Domenica 15 Dicembre 2019
Clubbing

Time Warp perde un grande protagonista

 

Anno 1994, prima edizione del Time Warp. La location è quella del Walzmuhle Ludwigshafen, ben lungi dalla più celebre Maimarkthalle di Mannheim. In consolle un treno che sfonda i 130 BPM con grande naturalezza e che porta il nome di Speedy J. Nella mente di chi ha creato Time Warp è già chiara l’idea di proporre diversi generi musicali in modo da offrire un’esperienza appagante per tutti (e monetizzare di più). Così la scelta del secondo protagonista della serata ricade sull’acid boy Robert Armani, i cui classici come “Ambulance” hanno un impatto devastante sul dancefloor. No, non siamo ancora all’Armani di Dance Mania del ’97, ma ci arriveremo. In anni in cui la scena elettronica francese inizia a muovere i primi significativi passi a livello internazionale accade qualcosa di singolare. Il terzo dj ospite proviene proprio da qui, anche se molti dicono di conoscerlo per le sue leggendarie performance all’Hacienda di Manchester o, ancor prima, ai rave della Summer Of Love. Si chiama Laurent Garnier e dicono anche sia uno dei pochi europei rispettati sino a Detroit. La vera sorpresa del rave è indubbiamente lui, un francese cresciuto in Inghilterra e ossessionato dalla musica.

 

 

Passano sei anni e Garnier torna alla consolle di Time Warp. Ora non è più un rave, bensì un festival. Le cose sono un po’ cambiate negli ultimi tempi ma ancora una volta il francese è una garanzia. Proprio per questo motivo sorprende anche la sua seconda assenza, per altri sei lunghi anni. Ma si sa che quello che non cambia in una vita cambia in ventiquattro ore e il 25 maggio 2006 Time Warp sbarca in Austria, a Vienna, città dello storico Flex Club. Sembra che la produzione di questo evento sia stata più complicata del previsto ma i due headliner, Garnier appunto, e Jeff Mills abbiano salvato la serata con due performance straordinarie. Da quel momento in poi il sodalizio tra il dj e l’enorme macchina che è diventata Time Warp appare inossidabile. Per anni Garnier si impossessa puntualmente della consolle alle cinque di mattina e, senza imposizioni stilistiche, suona per cinque, spesso sei, ore. Diciamo le cose come stanno: il Floor 5 con lui è diventato la festa nella festa.

 

 

Gli habitué del Time Warp si incontrano ogni anno tra i vari stage, si abbracciano, si aggiornano sulle rispettive vite e poi si salutano sempre allo stesso modo: “Ci vediamo dopo da Garnier”. Le persone che nel ’94 c’erano, hanno ballato fino a ieri in quello stage, con lo stesso sorriso e la stessa energia degli anni d’oro. Gli addetti ai lavori e gli stessi dj del festival trovano sempre il tempo per andare a sentire almeno un’ora di quello che è divenuto appuntamento fisso. Poi c’è l’alba, nell’unico floor in cui il sole può penetrare. Uno spettacolo unico che non ha bisogno di allestimenti d’avanguardia, luci e suggestioni artificiali. Basta la musica, quella del maestro. Da qui arriviamo all’annuncio di due giorni fa in cui Time Warp 2017 svela la line up. Un’occhiata maldestra, qualche cenno di approvazione per acquisti come Jackmaster, qualche smorfia nel rivedere alcuni nomi meno interessanti poi un dubbio: Garnier? E quella festa nella festa che sembrava una garanzia improvvisamente viene meno, senza apparente motivo. Si potrebbero avanzare molte ipotesi, in primis il fatto che lo stesso Laurent stia rifiutando diverse date negli ultimi mesi, ma al momento l’unica verità è che non sappiamo cosa sia accaduto.

 

 

C’è chi dice che sia meglio così, perché quelle sei ore libere permetteranno a tre dj, magari nuove leve, di avere la loro occasione in un trampolino di lancio come Time Warp. Forse, ma è proprio con questa concezione che quel pubblico adulto, divertente ed educato del Floor 5 sarà perduto. La festa nella festa non sarà più la stessa. L’assenza di Garnier è già più grande di qualsiasi presenza il festival abbia annunicato o possa annunciare. E il fatto che se ne discuta è indice di quanto l’assioma Garnier-Time Warp sia ormai dato per scontato.  Non conosciamo le cause e indagheremo per capire cosa sia succcesso. Speriamo solo che questa volta non ci vogliano di nuovo sei anni per rivedere Laurent alla consolle del Floor 5.

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