Lunedì 30 Marzo 2020
Interviste

TOKiMONSTA ci ha raccontato il nuovo album e una nuova vita

Un nuovo singolo, un nuovo album, Los Angeles, e un'operazione delicata che ha cambiato il suo rapporto con la vita e con la musica. La producer californiana si racconta a DJ Mag

Foto: Bethany Vargas

Un nuovo album in arrivo il 20 marzo, dal suggestivo titolo ‘Oasis Nocturno’. Due nuovi singoli, ‘Fried For The Night’ e ‘Renter’s Anthem’, ad anticiparlo. E poi Los Angeles, le collaborazioni eccellenti e gli amici di sempre, il delicato intervento al cervello di qualche anno fa, l’ispirazione, l’energia della musica, l’idea di essere una outsider perenne. TOKiMONSTA è un’artista unica con cui confrontarsi. Lo abbiamo fatto in un’intervista poco prima che il mondo fosse sconvolto da una pandemia che ci ha messo tutte le nostre vite fuori asse. Eppure, tutto questo ci fa apprezzare ancora di più gli slanci e le considerazioni della producer californiana.

 

Vorrei iniziare con una domanda sul tuo singolo ‘Fried For The Night’. È una traccia in cui la tua produzione va in una direzione esplicitamente hip hop, quasi trap. Sei sempre stata in un equilibrio molto sottile e unico tra un suono urban e qualcosa di più club-oriented. Da quale di queste mondi arriva l’ispirazione per Fried For The Night’?
Le mie radici sono nel rap e nell’hip hop, e poi nella musica elettronica. Ho sempre fatto musica leftfield, e il mio territorio è sempre stato quello in cui i generi si facevano più accessbili, senza barriere, non convenzionali. Amo Earthgang e il modo in cui stanno reinventando il rap, e così sto a mia volta reinventando il beat per il rap.

Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo album ‘Oasis Nocturno’?
‘Oasis Nocturno’ è la prossima fase del mio essere artista. Ho voluto creare un album conciso e concettuale. Un disco che fondamentalmente attraversa un umore che passa dal tramonto all’alba, dal punto nella sera in cui sei pronto per uscire fino a quando sei invece in procinto di andare a letto, mentre sorge il sole.

Ci sono diversi featuring nel disco, ce ne vuoi parlare?
Questo album è pieno di nuovi collaboratori e e sono tutti talentuosi e favolosi. Credo sempre che la musica suoni meglio se le persone coinvolte condividano davvero a fondo la stessa energia e la stessa vibrazione. Ho sentito questa energia con ogni singolo artista chiamato per questo disco e credo si percepisca nella musica.

 

Parlando di collaborazioni, hai spesso fatto pezzi con molti artisti, da Anderson.Paak a Gavin Turek… c’è qualcuno di loro che porti nel cuore più di altri?
Sono tutti nel mio cuore. Anderson, Gavin o MNDR sono collaboratori più frequenti di altri, e sono anche grandi amici. E vedere il loro successo mi rende incredibilmente felice.

La tua carriera è ormai lunga, Quali sono le difforme principali che vedi tra i trend e le abitudini musicali di quando hai iniziato e quelle di oggi?
Sono molto più sicura di me e del “mio” sound. I primi tempi, nessuno sapeva come catalogarmi: faccio musica urban? Sperimentale? Pop? EDM? La mia musica non è nessuna di queste cose, e va bene così! Questo strano equilibrio tra i generi mi rende… me.

Vivi e lavori a Los Angeles. Nell’ultimo decennio, è la città che ancora una volta si è presa la scena, tornando ad essere il centro gravitazionale dell’industria musicale. È sempre un posto importante e stimolante?
LA è sempre una fonte di ispirazione per me. Questa città mi mantiene umile. Crescendo qui, molti dei miei amici d’infanzia sono ancora qui a ricordarmi che sono comunque una persona come tutte le altre. E tutti i miei amici musicisti di talento mi ricordano che devo sempre lottare e dare il massimo per fare la musica migliore, più bella ed entusiasmante possibile.

Se dovessi scegliere un altro luogo al mondo in cui l’industria della musica è affascinante, importante e cruciale, o un altro posto dove vivere, quale sarebbe la tua scelta?
Probabilmente sceglierei Seoul, perché sta diventando molto più del Kpop, la scena underground laggiù sta nascendo ed è foriera di suoni incredibili.

Qualche anno fa sei passata attraverso un period molto delicato, con un’operazione al cervello che ti ha impedito di parlare, suonare, muoverti per un po’ di tempo, e poi hai realizzato un disco che era figlio di quell’esperienza. Qual è la tua prospettiva, oggi, su quel periodo? Che cosa ti ha lasciato?
La vita è breve e labile. Quindi perché concentrati sulle piccole cose, di poco conto? Facciamo in modo che ogni singolo momento sia importante, che conti qualcosa. Facciamo l’arte che vogliamo fare, se morissimo domani, saremmo felici di come abbiamo speso la nostra giornata oggi?

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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