• VENERDì 19 DICEMBRE 2025
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Tom Rowlands abbandona The Chemical Brothers (per ora)

Lo fa per creare il duo Tomora con la cantante Aurora. La sua inquietudine creativa lo porta dritto a un ritorno di mondi paralleli in fatto di musica ed esperienze
Foto: Fontana Distribution
 
Quando Tom Rowlands è salito dietro la console dei Magazzini Generali durante la Milano Music Week con il “fratello” di sempre, Ed Simons, per il dj set firmato The Chemical Brothers, coerentemente non ha presentato Tomora, il nuovo progetto con Aurora Aksnes. Una necessità creativa comunque che si stava ormai palesando, quella stessa inquietudine che due anni fa spinse Thomas Bangalter a voltare pagina dopo il tira-e-molla con i Daft Punk, esplorando territori orchestrali e colonne sonore lontane dalla pista.
 
La scena elettronica conosce bene questa dinamica: quando le coppie entrano in una fase di stagnazione, la ricerca di nuovi stimoli diventa inevitabile. Ed è esattamente quello che sta accadendo con Tomora, dove Rowlands decide di espandere l’universo dei Chemical Brothers fondendolo con la sensibilità pop della cantante Aurora, creando un’entità che vuole essere percepita come band autonoma, non come semplice collaborazione tra due nomi celebri. A proposito del singolo, il duo afferma attraverso un comunicato stampa: “Volevamo che Tomora fosse una band, non due individui. È la nostra sensibilità musicale che prende vita”.
 
‘Ring The Alarm’ arriva non come un semplice singolo ma come un segnale distorto ma non solistico, ossia da un’altra dimensione, un brano che recupera l’eredità kraut dei Silver Apples e la rielabora per il ventunesimo secolo con una ferocia meccanica che ricorda proprio quell’attitudine iconoclasta dei Daft Punk. Ma mentre il duo francese ha scelto la strada della dissoluzione (…), Rowlands prende la direzione opposta: non distrugge il passato, lo contamina. La sua partnership con Aurora, nata durante le sessioni di ‘No Geography’ del 2019 e consolidatasi con la produzione di ‘What Happened To The Heart?’ nel 2024, rappresenta quella necessità di uscire dalla zona di comfort che ogni artista maturo prima o poi affronta.
 
Il ritornello ipnotico di tre parole diventa un mantra liberatorio, un invito all’abbandono che però mantiene intatta quella tensione che ha sempre caratterizzato le produzioni di Rowlands. L’annuncio della presenza di Tomora nei cartelloni di Coachella, NOS Alive e altri festival europei conferma che questo non è un esperimento effimero ma un progetto destinato a occupare spazio nella scena live, dove la componente visiva diretta da Adam Smith promette di trasformare ogni esibizione in un’esperienza immersiva. La domanda ora è se questo nuovo capitolo saprà mantenere l’equilibrio tra l’identità forte dei singoli artisti e la costruzione di un linguaggio comune davvero innovativo. Al di là delle speculazioni online.
 
 
 
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Riccardo Sada
Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.
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