Domenica 22 Settembre 2019
Festival

Tomorrowland 2016: ci siamo!

 

 

Venerdì 22 luglio inizia Tomorrowland (la line up e le info QUI). Fino a domenica 24 The Elixir Of Life – questo il tema dell’anno – spalancherà le sue porte su un mondo meraviglioso per i 180mila fortunati che hanno comprato in tempo il biglietto. Amato da moltissimi, criticato e discusso da qualcuno, il festival dance più famoso del mondo è arrivato alla dodicesima edizione; è interessante ripercorrerne la storia cercando di capirne l’evoluzione musicale e la portata sociale e culturale.

 

Un salto nel passato

Sasha, l’immancabile Sven Vath, il già leggendario Armin van Buuren, Ferry Corsten, Yves Dereuyter, Chuckie, Push/M.I.K.E.. Se vi sembra un viaggio nel tempo, è così. Quella che vi ho elencato è una parte della line up della prima edizione del Tomorrowland, nel 2005. Andate a riguardarvi l’aftermovie su YouTube. Vi sembrerà roba di un secolo fa. Tendoni pieni a metà e qualche migliaio di persone a ballare sotto il mainstage (erano diecimila in tutto, in quel lontano 14 agosto di undici anni fa). Paragonate alle quasi 200mila dei tre giorni delle ultime edizioni, con le scenografie spettacolari e i dream team di dj ad alternarsi sui tantissimi stage del festival, la prima, vista oggi, sembra una sagra di paese. Eppure il mito è nato così, con un palco molto basico e una scenografia davvero minimale; con un pubblico variegato nella provenienza e nel look. Con una line up ancora molto legata al classico suono mitteleuropeo di trance e dintorni.

 

 

 
Erano anni di transizione nello scenario della club culture: la Love Parade e il mondo che orbitava intorno ai rave storici degli anni ’90 erano al tramonto; la trance, grande veicolo di aggregazione (senza nulla togliere agli altri generi sempre capaci di attirare grandi folle, come la house e la techno), aveva il fiato corto. E il pubblico stava cambiando, anche in concomitanza dell’avvento del web come strumento quotidiano, parte integrante della vita di ciascuno di noi (Facebook era nato da un anno, YouTube era comparso online sei mesi prima del festival, Twitter era ancora soltanto un’idea e Myspace dominava la scena dei social network).
In un contesto del genere, Tomorrowland è stato capace di imporsi sul mercato globale grazie alle scelte lungimiranti di ID&T, la nota società olandese che dagli anni ’90 organizza festival e grandi eventi in tutto il mondo. Nei primi anni di Tomorrowland, gli investimenti sono forti soprattutto in termini di ampliamento dello spazio in cui si organizza il festival (il parco vicino alla cittadina di Boom, in Belgio), di scenografia (gli stage di Tomorrowland sono la prima immagine che associamo al festival), e nell’oculata scelta dei nomi da inserire in cartellone. Un’attenzione e una competenza molto alte nel capire chi si sta muovendo bene tra i dj affermati e tra i newcomers, chi sta cambiando la musica e come. Soprattutto, nella tradizione dei migliori eventi come la già citata Love Parade di Berlino, o come la Street Parade/Energy a Zurigo, la scelta è quella di proporre tutti (o quasi) gli stili che la dance annovera.

 

 

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Un nuovo concetto di festival
Il botto, anzi, il boom, se vogliamo fare un gioco di parole, arriva con il nuovo decennio: la dance sta tornando di moda, ci sono diversi produttori che stanno segnando il passo con hit da radio e da classifica. E la rete è un alleato formidabile per unire i puntini: i dj sono degli ottimi comunicatori, e parlano a un pubblico mediamente giovane (anagraficamente o di testa); il festival ha bisogno di immagini e video suggestivi e d’impatto per farsi conoscere (gli ormai celebri aftermovie); la dance è il pop 2.0 per popolarità, fanbase, impatto mediatico e sociale. Il resto è storia.
Negli ultimi anni Tomorrowland ha risultati stratosferici in termini economici, passa sotto il controllo di SFX (ne parlavamo il mese scorso su queste pagine), offre ogni anno un’esperienza totalizzante agli spettatori, con performance ad altissimo contenuto adrenalinico. Arrivano l’edizione americana (TomorrowWorld) e quella brasiliana. Vengono sfruttate le potenzialità del web con i video, i social, le app, lo streaming, le attività interattive “da remoto” come Unite (date un’occhiata al sito). Paradossalmente, SFX va in crisi, mentre Tomorrowland continua a macinare fatturati stratosferici, e sold out immediati (ancor prima di sapere chi suonerà).

 

 

 

 

2016: The Elixir Of Life

Il 2016 si annuncia come un altro anno al top: ai “soliti” supereroi come Guetta, Alesso, Tiesto, Armin, Aoki, Axwell ^ Ingrosso, Garrix, Heldens si aggiungono scelte diverse come Paul Kalkbrenner sul main stage, il b2b tra Deadmau5 ed Eric Prydz, quello tra Adam Beyer e Ida Engberg, lo stage di Lost Frequencies. In breve, moltissime ragioni per esserci e un po’ di rinnovamento. Ma al di là della musica, il vero valore di Tomorrowland è l’appeal, il fascino indiscusso del festival, che ne ha fatto il vero must di questi anni, e un evento leggendario già entrato nella storia. Tomorrowland è riuscito a trasformare i vecchi rave, sicuramente pregni di ideologia e musicalmente meno “facili” e più “veri” per chi viveva di club e nei club, in una manifestazione in cui ci si sente a proprio agio anche senza certi estremismi, anche alle due del pomeriggio sulla ruota panoramica o distesi su un prato. Ha sdoganato il concetto di festival dance in una dimensione più umana e piacevole, meno forsennata. Ve lo assicura uno che i rave di fine anni ’90 li ha visti e vissuti, e ne era innamorato. Ma Tomorrowland ha il grande merito di avere portato la club culture verso la festival culture. Sicuramente con più business, più calcolo, ma non per questo con meno cuore. L’appuntamento è tra il 22 e il 24 luglio.

Se non siete tra i fortunati con il biglietto in mano, potete seguire l’evento in Rete, tra streaming e social network; oppure comodamente sul divano di casa, sul canale 133 di Sky, con le dirette di MTV (sabato 23 e domenica 24).

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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