Martedì 16 Luglio 2019
Festival

Tomorrowland, tutto quello che YouTube non vi mostra

Verso il Mainstage e oltre...

Il Tomorrowland non ha più segreti da mostrare. La diretta streaming colleziona record di visualizzazioni. Radio e TV da tutto il mondo mostrano il surrealismo dell’evento elettronico più famoso del mondo. Eppure c’è molto altro. Quello che nel 2005 i fratelli Beers hanno messo in piedi nel parco di De Schorre – ex cava di argilla, oggi location per eventi, attività ricreative e appunto festival a 16 chilometri a sud di Anversa e 32 chilometri a nord di Bruxelles – va abbondantemente oltre la musica. Tutto fa notizia. A partire dall’irriverente performance di Salvatore Ganacci. Bastava poco per non stupirsi. Tipo essere a Nameless un mesetto fa. Ma questa è un’altra storia, già troppo dibattuta. C’è molto altro dicevo. Tomorrowland lavora come nessun altro evento musicale al mondo sul concetto di esperienza in tutte le sue sfumature. In mezzo ad un offerta sempre più ricca e ad una concorrenza sempre più spietata, parlare di once-in-a-lifetime-experience è tutt’altro che blasfemo.

La quattordicesima edizione di Tomorrowland racconta la storia di un mondo sommerso fantastico chiamato Planaxis. I LED che decorano il Mainstage si integrano perfettamente nella scenografia e rappresentano un acquario gigante dove è piacevole stare in apnea per un intero weekend. I palchi sono 17, 18 se contiamo lo stage che abbraccia i 38 mila abitanti del Dreamville. Si può vivere in questo villaggio costruito per l’occasione in un’area adiacente a quella del festival scegliendo tra 12 differenti tipi di alloggio, dal camping puro – per il quale vengono forniti 18 mila sacchi a pelo – a lussuosi bungalow dotati di piscina, più simili a piccole villette a schiera che dormitori. Il Dreamville è un villaggio autosufficiente, dotato di ogni tipo di servizio, dal ristorante al mercato dove acquistare carne fresca. Oltre 500 persone lavorano all’interno di una superficie grande quanto 128 campi da calcio. Camminando per le sue vie – che come in un ogni città che si rispetti hanno un nome – la sensazione è quella di stare all’interno di una puntata di Black Mirror dove una popolazione ideale composta da giovani provenienti da tutto il mondo vive in pace e armonia all’insegna della fratellanza e dell’ottima musica. Un mondo utopico paragonato all’attualità. Eppure esiste. Domenica mattina, tra una lezione di yoga e un corso di fitness, una coppia si è addirittura sposata all’interno di una piccola cappella.

Quello che impressiona è la gestione di un festival come Tomorrowland. L’evento si sviluppa su due weekend (20-22/27-29 luglio), accogliendo 200 mila persone alla volta. 38 mila – come detto – dormono nel Dreamville, mentre oltre 32 mila raggiungono il Belgio con dei voli charter brandizzati, dove la festa comincia al gate dell’aeroporto di partenza. È il Global Journey che ha trasformato Tomorrowland in una nuova koinè, in una nuova lingua comune mutuata da un vecchio dialetto, quello della musica elettronica. Gli artisti messi sotto contratto sono più di mille e non è un modo di dire. Il dietro le quinte è uno vero spettacolo. È osservando Tomorrowland dal suo interno che si intuisce meglio la portata di uno spettacolo del genere in termini di forza lavoro. Tomorrowland è una macchina da guerra, capace di affittare per due mesi un parco pubblico dove solitamente gli abitanti della provincia passano le belle giornate di sole (e da queste parti non sono molte).


Nella settimana che divide i due weekend il festival apre le porte ai cittadini di Boom,
piccolo comune di 17 mila anime in mezzo alle Fiandre, famoso per la sua antica tradizione nella fabbricazione di mattoni. È attraverso questa importante e fondamentale opera di sensibilizzazione che è stato possibile far accettare alla popolazione locale un evento avrebbe destabilizzato qualsiasi comunità. Ma non quella belga che, come tutto il resto del Nord Europa (e non solo), ha capito il valore anche economico di un evento di tale portata. Secondo alcune ricerche svolte negli ultimi anni da vari istituti, l’impatto del festival sul territorio oscilla tra i 70 e 90 milioni di euro. Un’azienda più che sana per la quale lavorano a tempo pieno 80 dipendenti. Il lavoro è massiccio. Chiuse (non sappiamo se definitivamente) le sfortunate parentesi brasiliane e americane, quando rispettivamente crisi economica e uragano non hanno permesso il sereno svolgimento del festival a San Paolo ed Atlanta, oggi Tomorrowland si concentra sul concept UNITE With Tomorrowland e su Tomorrowland Winter, la novità che dal marzo 2019 offrirà una settimana fiabesca sull’Alpe d’Huez, in Francia (dal 9 al 16 marzo), con 5 palchi costruiti all’interno dell’ambiente sciistico francese. Oltre naturalmente al main event di Boom. UNITE arriverà in Italia sabato sera 28 luglio al Parco di Monza. Insieme ad Abu Dhabi, Beirut, Malta, Mexico City, Barcellona, Taipei, anche il nostro Paese sarà protagonista di un evento globale che prevede una giornata intera di performance live, interrotta da tre di diretta streaming dal Belgio. Armin Van Buuren, Afrojack e Dimitri Vegas & Like Mike saranno i portavoce di questa immensa discoteca mondiale. Immensa nelle intenzioni e nei valori che intende promuovere.

I giornalisti accreditati per il Tomorrowland belga sono 600. Il media village sembra quello delle Olimpiadi. Gli studi radiofonici sono 5, quello televisivo indoor uno solo, anche perché una buona parte delle interviste viene fatta all’aperto per valorizzare l’ambiente, unico nel suo genere. Dal media village (che confina con l’artist village, per accedere al quale i dj devono fare check-in come in aeroporto) al Mainstage c’è un chilometro da fare a piedi. Un po’ meno attraverso qualche passaggio segreto riservato agli accreditati. Per non perdere i momenti migliori occorre pianificare gli spostamenti nel dettaglio. Tomorrowland è un’esperienza intensa perché ogni attività richiede preparazione. Sul pubblico veglia l’Event Control Center che, da una posizione centrale all’interno del festival, come un grande fratello monitora la situazione 24 ore su 24. Esperti di sicurezza, di mobilità e traffico, di meteo, di audio e salute controllano l’andamento del festival, garantendo la massima sicurezza possibile. Attenzione particolare è dedicata al meteo che in questo spicchio d’Europa è alquanto instabile e imprevedibile. Forti temporali sono sempre in agguato e per questo è sempre importante stare in allerta. Ricordo uno spaventoso uragano nel 2013 che avrebbe messo in ginocchio qualsiasi evento all’aperto tranne Tomorrowland.

Anche sfamare e dissetare 200 mila bocca affamate non è per niente facile. Se impilassimo tutte le pizze che vengono vendute nei 6 giorni di Tomorrowland potremmo raggiungere 10 volte l’altezza della Torre di Pisa. Se dovessimo usare tutti gli hot dog venduti a Tomorrowland come segna-via alla Pollicino, potremmo raggiungere il chilometro di distanza. Sono soltanto due tra gli aneddoti leggendari che circolano in sala stampa. La realtà non è molto distante. Decine e decine di stand food e alcuni ristoranti anche di lusso, con chef stellati, si contendono la fame del pubblico. Sui litri di birra venduti il dato non è chiaro. Arrotondano ad 1 milione di birre. Verosimile. Toglietevi però dalla testa una volta per tutte che questo festival sia invaso da alcool e droghe. Non è assolutamente così! Rigidissimi controlli ma soprattutto una grande educazione musicale e sensi civico rendono Tomorrowland un ambiente tutt’altro che ostile e assolutamente pulito.

Sì, ok, ma quanto costa? Il prezzo del biglietto vale l’offerta. Un giorno costa tra gli 88 e i 120 euro. L’abbonamento regolare per 3 giorni costa 225 euro in prevendita, poco di più dopo. Il comfort pass, che permette l’accesso ad aree private costa 380 euro in prevendita e 496 euro al botteghino. Per dormire nel Dreamville bisogna naturalmente aggiungere qualcosa. Si parte da circa 450 euro a persona per il camping regolare (biglietto incluso), mentre per il Mansion Packages, che prevede l’utilizzo di una vera e propria villetta con piscina e cinque camere, il prezzo non è specificato perché viene adattato alle richieste. Basta scrivere la lista della spesa e attendere la proposta di Tomorrowland. Mi assicurano che è possibile chiedere di tutto. Anche un elicottero. Nel mezzo, tra i 1000 e i 2000 euro oscilla il prezzo della vostra once-in-a-lifetime experience. 

 

Foto: Tomorrowland official

© RIPRODUZIONE RISERVATA
25.07.2019

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.