Martedì 28 Settembre 2021
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Torna la DJ International, una delle prime, leggendarie label house

L’etichetta discografica di Chicago che ha reso leggendario e iconico il genere ha annunciato un nuovo volume della serie Jackmaster con Frankie Knuckles e tantissimi altri grandi nomi

Quando non circolano brani memorabili, meglio ripiegare su tracce, brand e artisti del passato, soprattutto nella musica elettronica. Così si riaccendono le luci sulla DJ International, etichetta che dopo tanti anni dà vita a ‘Jackmaster 7’, una compilation dai nomi altisonanti: Frankie Knuckles, su tutti, e poi Anthony Thomas, K. Alexi Shelby, Loleatta Holloway, Chip-E e Sterling Void e moltissimi altri.

“DJ International non è mai stata pensata per essere mainstream, doveva solo essere destinata ai club, ai dj”, ripete spesso Alexander M. Alcarese, che tutti conoscono come Rocky Jones, fondatore del glorioso marchio che ha introdotto nel mondo dell’intrattenimento la house di Chicago soprattutto negli anni Ottanta con il claim ‘The House Sound Of Chicago’.

 

 

‘Jackmaster 7’ (fuori venerdì 24 settembre) è appunto il settimo sigillo di una serie nata nel 1989 e fermatasi nel 1991, oggi anticipata dal singolo ‘How Does It Feel’ (Urananii) nella versione Brightledge Ascension Mix di Paris Brightledge, altra figura mitica che ha giocato un ruolo importante nell’emergere del genere esibendosi su palcoscenici leggendari come il Cheetah Club di Zanzibar e lo Studio 54 e il Limelight di New York.

 

DJ International è sempre stata un’etichetta dalla discografia unica, popolata non solo da guru del settore guidati dal compianto Padrino della house, il citato Knuckles, ma anche da coppie memorabili come Fingers Inc (Larry Heard e Robert Owens) e gente che ha lasciato un segno indelebile nella storia del clubbing, come Ron Hardy, Steve ‘Silk’ Hurley, Farley ‘Jackmaster’ Funk, Joe Liscio, Darryl Pandy e Marshall Jefferson.

Dopo il rilancio della label durante l’inizio di quest’anno, Rocky Jones professa ancora un’intensa passione per la house mantenendo le promesse fatte ai fan e l’ideologia dei primi anni, con lungimiranza ed energia, miscelando passato e presente con coerenza, tutelando i vecchi artisti e cercandone di nuovi per rimpolpare il proprio già prezioso catalogo. Si va da ‘Love Can’t Turn Around’ a ‘Jack Your Body’, da ‘Promised Land’ a ‘Move Your Body’ sino ad ‘Acid Thunder’ e ‘It’s Alright’, un forziere quindi composto da perle senza tempo. Il discografico prosegue il suo cammino orfano del suo primo partner professionale, Benji Espinoza. Tiene duro nell’industria musicale. E i risultati gli danno ragione.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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