photo credits: Manuel Vazquez
Dal 10 al 20 settembre torna in Alto Adige Transart, festival che intreccia musica contemporanea, performance, arti visive, teatro e sperimentazione. Anche nel programma 2026 l’elettronica non appare come una sezione separata, ma come una grammatica trasversale capace di attraversare club culture, ricerca sonora e arti performative. Uno dei nuclei più interessanti arriva il 12 settembre con il symposium ‘SOUNDS LIKE THE FUTURE – Giorgio Moroder across media, arts and communication’, dedicato al pioniere altoatesino della disco elettronica. Il focus è sul rapporto tra uomo e macchina nella produzione musicale, mettendo in relazione la rivoluzione di sintetizzatori e sequencer con quella attuale di algoritmi e AI.
La sera, a Rothoblaas, spazio a Xiu Xiu e Matthew Herbert. I primi rileggono ‘Eraserhead’ attraverso elettronica, strumenti autocostruiti e musique concrète; Herbert presenta ‘heukhasmorefoodbanksthanbranchesofmcdonalds.com’, progetto costruito campionando beni di prima necessità e trasformandoli in materia ritmica. Il 17 settembre il programma elettronico si allarga con Los Voluble, che in ‘Flamenco Is Not a Crime‘ mescolano flamenco, remix video, gqom, footwork, grime, dub e reggaeton. Nella stessa giornata OUU!D lavora invece sul confine tra jazz, ambient modulare, sampling hip hop ed elettronica.
L’interazione tra strumenti acustici e tecnologia attraversa anche altri appuntamenti: l’apertura con il piano concert di Simon Steen-Andersen, tra elettronica live e video, e la chiusura di Manuel Zwerger con ‘The Sanatorium of Soft Gravity’, installazione-concerto tra strumenti amplificati, basi audio, oggetti autocostruiti e macchine semi-analogiche. Più che ospitare semplicemente elettronica, Transart 2026 sembra usarla come strumento per collegare mondi diversi: dal dancefloor al teatro musicale, dal sampling alla performance audiovisiva, fino alla continua ridefinizione del rapporto tra corpo, suono e macchina.
03.09.2026




