Domenica 05 Dicembre 2021
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Travis Scott in concerto su Fortnite: ma che cosa significa?

Il concerto-evento di Travis Scott su Fortnite è già storia. Non per gli incredibili effetti speciali e i milioni di connessi, ma per i nuovi scenari che disegna

“La musica vende tutto tranne la musica” diceva Troy Carter, un importante manager americano, e se da una parte la frase può sembrare catastrofista, da un’altra è la perfetta descrizione di come, nell’industria musicale, più della sostanza è cambiato il mezzo. Lo capisci quando è il 2013, siete un duo che si fa chiamare The Chainsmokers e diventate virali grazie ad una hit che cavalca la prima challenge musicale di Instagram – farsi un selfie di gruppo e scrivere il ritornello della canzone nella caption – prima ancora che venga coniato il termine “social challenge”; lo capisci quando sei Drake e decidi di far uscire un pezzo che si chiama ‘Toosie Slide’, ma prima ancora fai uscire la coreografia per ballarlo, e fai un miliardo di views su Tik Tok in una settimana. E sicuramente lo capisci, cioè che è il mezzo ad essere cambiato e non la sostanza, quando ti chiami Travis Scott e decidi di esibirti all’interno di Fortnite, il videogioco più popolare al mondo, con il concerto-evento ‘Astronomical.

 
Lo ha già fatto Marshmello
l’anno scorso, e lo sappiamo. Dieci milioni di giocatori hanno assistito al primo dj set virtuale, in diretta su un gioco “battle royale”, con tanto di palco e avatar dell’artista. Questo weekend Travis Scott si è posizionato – come è solito fare negli ultimi tempi, e lo dicono i numeri – su un altro livello: una sua gigantesca riproduzione virtuale ha passeggiato esibendosi in giro per la mappa, seguito dai giocatori online di ogni sessione – 12 milioni in totale solo dal gioco – mentre l’isola di Fortnite va a fuoco, entra nell’iperspazio, viene inondata da uno tsunami, entra in una tempesta radioattiva e via dicendo. Già che ci sei, presenti anche la tua collab inedita con Kid Cudi, ‘THE SCOTTS’, che a quanto pare avrà un seguito. Nel frattempo, nello shop del gioco era possibile acquistare merch ufficiale, personalizzazioni a tema e tanto altro. “È il giorno più ispirazionale della mia vita” ha scritto Travis, pochi minuti dopo il primo show dell’una di notte (nostra) di venerdì. Si è esibito di nuovo venerdì, sabato e domenica a mezzanotte. Una mini residenza con un mini concerto di una manciata di brani, quanto basta per entrare di prepotenza nella storia del live show applicato alla gaming industry. Perchè sì, il primo è stato Marshmello, ma questa a livello tecnico e stilistico è stata tutta un’altra cosa.

Che significa che Travis Scott si è esibito su Fortnite? Non ci apre gli occhi sul momento d’oro dell’universo gaming, di cui abbiamo già parlato e quindi ne sapevamo già qualcosa, ma ci riporta alla frase con cui si è aperto questo articolo. Gli ultimi dieci anni hanno stravolto il concetto di “comunicare l’arte”, in parte come conseguenza del nuovo mondo iper-connesso ma iper-distratto, in parte perchè l’urgenza di originalità ha portato molti artisti a mettersi in gioco con nuovi mezzi. È un futuro distopico quello dei live nei videogiochi? Secondo me no. Assistere ad una performance virtuale del proprio artista preferito non sostituirà mai l’emozione e l’energia del concerto vero e proprio. Ma sicuramente stabilirà un nuovo scenario nell’orizzonte del rapporto tra artista e ascoltatore. L’offerta musicale mondiale siamo ormai abituati ad averla “a portata di tap”, e se diventasse così anche per i concerti virtuali, in qualsiasi momento e in qualsiasi giorno? Il futuro è qui.

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Penna di DJ Mag dal 2013, redattore e social media strategist di m2o dal 2019.

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