Domenica 25 Agosto 2019
Interviste

Tutta l’oscurità degli Slam

 

 

30 anni di carriera. Un’etichetta che festeggia 25 anni di storia. Un nome scolpito nella mitologia della club culture. Singoli diventati classici come ‘Positive Education’ e ‘Lifetimes’. Una label diventata culto, la Soma, che ha lanciato numerose e luminose carriere (vi dice nulla il nome Daft Punk? I parigini esordirono proprio su Soma). Un nuovo album dal titolo programmatico come ‘Machine Cut Noise’. Gli Slam sono uno dei team di produzione e una delle coppie di dj più longeve, solide, credibili e di alto profilo della storia della musica da club. Stuart McMillian e Orde Meikle hanno attraversato gli anni ’80, sono stati tra i trascinatori dei ’90, sono rimasti saldamente al centro della scena negli anni ’00 e sono tutt’oggi rispettatissimi e pieni di idee per il futuro, sebbene stiano surfando nei loro 50-something. Hanno portato Glasgow al centro della scena e hanno marchiato a fuoco l’immaginario techno mondiale. Nell’intervista che state per leggere ci raccontano di tutte queste avventure. Mettetevi comodi, è iniziata l’ora di Storia.

 

 

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‘Machine Cut Noise’, il vostro nuovo album, suona molto cupo, scuro, sia nelle tracce più orientate al dancefloor sia in quelle meno esplicitamente da ballare, più “da ascolto”, per dirla in termini semplici. Perchè questa scelta? Cosa vi ha portato a questo risultato?

Viviamo tempi bui nella politica, specialmente nel Regno Unito! Siamo circondati da un senso di felicità superficiale e posticcio, e da distrazi0oni che ci fanno continuamente dimenticare dei nostri veri problemi per buona parte del tempo. Probabilmente ‘Machie Cut Noise’ suona cupo per queste ragioni. Abbiamo scritto e prodotto l’album in un breve stop tra una serata e l’altra in un periodo di tour, perciò è come se vedessimo le cose da una differente prospettiva. Come cercare ispirazione in un diverso ambiente.

 

Trovo che il vostro album suoni contemporaneo ma allo steso tempo molto classico per i canoni della techno. Siete d’accordo? Quali evoluzioni notate nella scena techno in anni recenti?

Sì, siamo d’accordo. Per noi è importante sentire che ci stiamo sempre muovendo in avanti. La techno per noi è diventa una religione. Siamo ossessionati dall’idea di trovare nuova musica e di fare nuova musica. E’ importante che ci siano sempre nuovi aspetti e nuovi suoni nella musica, ma contemporaneamente ci sono vecchi elementi che ciclicamente si insinuano e ritornano nelle produzioni e negli stili che si susseguono nel tempo. però questi elementi devono essere re-introdottti e riportati in maniera diversa, nuova, mai sentita prima. Credo che la techno sia più rifinita nei dettagli oggigiorno, anche più “musicale” per alcuni elementi che ci sono ora. C’è più texture, con elementi ambient e dub.

 

La vostra è una carriera lunga e gloriosa, fatto non comune per una band di musica elettronica e soprattutto di musica da club, perchè in questo settore tutto si evolve così rapidamente che non è semplice rimanere sintonizzati sulle idee nuove e fresche a lungo, anzi è quasi impossibile. Non c’è mai stato un momento in cui avete pensato di dire “stop”?

Non abbiamo mai pensato alla nostra attività in termini di carriera. La nostra è sempre stata una ricerca spinta semplicemente dalla passione, fin da quando abbiamo iniziato a fare i dj e poi a produrre la nostra musica. Non abbiamo mai tentato la via più facile. Fortunatamente, siamo sempre stati in una posizione che ci ha permesso di impostare le nostre regole e le nostre linee guida secondo ciò che voelvamo fare e secondo la direzione in cui volevamo che andasse la nostra musica. Vivere in una città come Glasgow aiuta in questo senso, perchè qui la techno è sempre viva, non è mai uscita dai cuori degli appassionati, nemmeno quando i trend musicali guardavano altrove. Non abbiamo mai pensato di smettere o dire “stop” per il semplice motivo che facciamo tutto questo grazie all’amore e alla passione, è l’unica ragione poer cui lo facciamo e non possiamo pensare di fare altrimenti.

 

 

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Allora faccio la domanda opposta: sapreste dirmi alcuni momenti precisi in cui avete avutro la concreta cognizione che Slam non sarebbe stato qualcsoa di estemporaneo ma un progetto duraturo,un nome destinato a diventare leggendario nella storia della musica elettronica?

Una domanda a cui è difficile rispondere! Abbiamo avuto la fortuna di essere in giro fin dagli anni ’90 quando il mondo era molto meno connesso di ora e c’era più spazio per fare la propria cosa, quando abbiamo prodotto ‘Positive Education’, il nostro primo vero classico lo abbiamo pensato e immaginato sui nostri set da resident nei club di Glasgow. Sapevamo che il risultato ci piaceva e ne eravamo soddisfatti, ma non avremmo mai immaginato che sarebbe diventato un grande classico negli anni. Ironicamente, siamo stati molto più prolifici negli ultimi due anni, abbiamo dato vita alla serie di release Soma Tracks Series che sembra essere molto accattivante per il pubblico.

 

Di che si tratta?
Un progetto meno pretenzioso rispetto all’idea di pubblicare tracce che possano diventare dei classici: nella Tracks Series pubblichiamo dei brani che abbiamo testato sul dancefloor nei nostri set per mesi, e quando vediamo che ci convicnono e funzionano le pubblichiamo mettendole a disposizione di chiunque le apprezzi.

 

Chiudiamo con un piccolo gioco, un modo divertente per tracciare una mappa della vostra carriera e della Soma: dovete descrivervi a qualcuno che non vi conosce e non ha mai sentito nulla della vostra musica né parlare di voi. Potete farlo solo attraverso 3 tracce vostre e 3 tracce o release di Soma. Cosa scegliete?

Mmm interessante… vediamo:

‘Positive Education’ La traccia che ci ha portati dallo status di “local djs” ai tour in tutta Europa e oltre. L’idea originale è stata scritta in meno di un’ora, ma poi per la stesura definitiva ci abbiamo messo circa tre settimane. E’ incredibile come venga ancora suonata da parecchi dj ancora oggi, nella sua versione originale.

‘Reverse Proceed’ Il nostro penultimo album ‘Reverse Proceed’ del 2014 è soprattutto ambient, e mostra un altro lato di noi, completamente diverso. Ma se ci conosci come dj, sai quanto amiamo questo stile, che spesso usiamo in apertura dei nostri set. Abbiamo avuto una lunga residenza al Fabric con set di 4-5 ore, non è il genere di cose cha suonavamo lì, ma è uno stile che ci piace ascoltare anche fuori dai club.

‘Psalm’ Uno dei cut più orientati al dancefloor dall’ultimo album ‘Machine Cut Noise’. Trae una certa ispirazione dal passato ma contiene anche diverse suggestioni sul futuro della musica, una visione su “dove stiamo andando”.

 

 

 

 

E ora tre release Soma…

Envoy ‘Dark Manoeuvers’  Questa è del nostro buon amico (e di lunga data) Hope Grant aka Envoy. Una traccia divenuta un vero classico techno. Abbiamo anche fatto un nostro remix ma è l’originale che merita tutta la gloria. Quando abbiamo chiesto ai producer quali tracce volessero remixare per l’anniversario di Soma, questo pezzo era la scelte più gettonate.

Surgeon ‘Coaster’ Incontrammo Tony (Surgeon) alla House Of God di Birmingham negli anni ’90, ci diede una cassetta con su il suo numero di telefono. Lo chiamammo il lunedì mattina successivo e ci mandò questa traccia da far uscire su Soma. Ed è un ricordo speciale per noi e per lui, perchè è uno dei suoi primi EP ed è molto significativo.

Jack Master ‘Banf’ (Slam mix) Ecco un esempio di Soma Tracks Series, la release numero 3 per la precisione. La traccia originale arriva da Richie Hawtin sotto il suo alias Jack Master e non ha mai abbandonato la nsotra borsa dei dischi dagli anni ’90. Avevamo deciso di produrre questo remix per i nostri set, e in effetti ha avuto molto successo, così tantom che abbiamo deciso di stamparla perchè era davvero richiestissima. La consideriamo un’ottima arma per qualsiasi dj che voglia ribaltare la pista. Va detto che negli anni l’originale è stata campionata da moltissimi dj, da Rødhåd a Carl Cox.

 

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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