Giovedì 21 Novembre 2019
Interviste

Rudeejay: “siamo tutti alla ricerca di un riferimento”

 

In occasione dell’uscita di ‘Under The Same Sky‘ abbiamo incontrato il bolognese Rudeejay, che ci ha raccontato un po’ di cose del nuovo singolo ma anche di come, nonostante l’essere conosciuto principalmente per i suoi mashup sia un concetto che gli vada un pelino stretto, sia allo stesso tempo contento di essere riuscito a ritagliarsi uno spazio personale, distinguendosi da molti altri.

Partiamo da un punto di vista generale e ti lasciamo la parola. Parlaci del tuo ultimo disco.

‘Under The Same Sky’ è il mio brano più maturo e profondo fino ad oggi. Non la considero una “track”, com’è solito per la musica elettronica, ma più una canzone vera e propria. Ascoltandola e paragonandola ai miei singoli usciti dal 2010 ad oggi si capisce che c’è stata una maturazione artistica.

Nel video vediamo una band…

È appunto inserita apposta per enfatizzare il concetto di canzone. Serve a sottolineare l’evoluzione di un pezzo che ha sempre le origini nella dance elettronica ma se ne discosta un po’. Nel pezzo abbiamo inserito tanti strumenti reali per enfatizzare questa cosa.

… e tu che fai quasi da direttore d’orchestra.

Il mio ruolo all’interno del video è un po’ una raffigurazione di ciò che è il ruolo del dj nello studio di registrazione. Nonostante non mi piaccia il termine “suonare” in riferimento al nostro mestiere, noi non siamo neanche quelli che premono i bottoni e basta. C’è un abisso tra un musicista ed un dj, ma questo non vuol dire che il dj sia quello che sta in palestra tutto il giorno mentre c’è gente che lavoro al suo posto. Attraverso il video abbiamo provato a rappresentare la metafora del nostro lavoro durante la scrittura di una canzone.

 

 

Nonostante sia qualche anno che pubblichi pezzi inediti, sei sempre visto come “quello che fa i mashup”. In un mercato che richiede sempre di più pezzi originali e dove essere produttore, insieme all’essere dj, è sempre più fondamentale, il tuo pubblico reagisce ai tuoi mashup come se fossero dei veri e propri singoli. Come ti trovi e ti sei trovato in questa situazione?

La cosa mi è esplosa tra le mani, è diventata più grande di me. La gente non lo capisce, ma sono sempre stato il primo a puntare sulle produzioni originali, non le ho mai ripudiate in favore di bootleg e mashup. Sicuramente la gente mi conosce per questi, anche perché spesso mi danno un ritorno d’immagine forte tanto quanto un pezzo originale, però alla stessa identica maniera entro nell’ottica che c’è spazio per tutto. C’è un momento per ‘Under The Same Sky’ e c’è un momento per il bootleg/mashup.
Ho avuto però un percorso diverso dai dj che escono adesso. Non ho iniziato producendo in studio e sperando nella canzone che mi facesse guadagnare le serate in discoteche, ma, a causa di un mercato completamente diverso rispetto a quello attuale, sono partito come puro dj, mettendo già i dischi nei club. Le mie produzioni sono quindi state “vittime” della mia attitudine a stare sempre di fronte al pubblico, a ragionare non in base alla label ma in base alla pista. Appartengo ad una generazione di mezzo.

Hai un modo molto particolare di usare i social network. Molte volte i dj usano i social come vetrina: ‘sono stato qua’, ‘sono stato là’, ‘mi sono esibito davanti a tot persone’. Tu invece ci metti molto del tuo, li usi esprimendo anche pensieri e sentimenti, che è abbastanza inusuale. Cosa ricevi dal pubblico e che rapporto hai con chi ti segue?

La cosa che mi riempie di gioia è che negli anni mi hanno scritto tantissimi ragazzi dicendomi che trovano nelle mie parole la forza di continuare a fare ciò che sognano anche nei momenti meno facili, dove magari vorrebbero smettere. Io mi metto dall’altra parte. Se dovessi identificarmi nei fan, non mi interesserebbe sapere cosa ha mangiato “dj x” o dove si fa il bagno “dj y”, ma piuttosto mi piacerebbe trovare un messaggio dal quale io possa trarre anche degli insegnamenti o dei benefici, perché no. Cerco di parlare nella stessa lingua di chi mi segue. Fare il figo sui social non fa assolutissimamente per me.

 

Hai detto di trovarti in una generazione di mezzo, venuta comunque prima dell’ultima. Ti trovi quindi in un punto d’osservazione privilegiato sui giovani che stanno cominciando adesso a farsi notare. Come la vedi la scena elettronica mondiale e nazionale?

La situazione di adesso mi ricorda moltissimo quella di quando cominciai io a fare il dj. Nel 2002/2003 stavano per esplodere la minimal, il Diabolika di Emanuele Inglese. All’epoca se volevi esibirti in main room dovevi fare il Diabolika, altrimenti eri uno sfigato. Io non ero uno sfigato, ero uno sfigatissimo. A me il Diabolika non era mai piaciuto, e lavoravo sempre nella sale secondarie ma andavo dritto per la mia strada. Il fenomeno che c’è adesso con il reggaeton rispecchia tantissimo quello che succedeva quindici anni fa. La maggior parte si sposta su ciò che tira di più, ma com’è passato il Diabolika passerà anche il reggaeton, e si troverà qualcos’altro su cui spostarsi, perdendo nuovamente la propria identità. Ma alla lunga paga di più farsi gli affari propri ed essere fedeli e coerenti a se stessi.
A livello mondiale non c’è più un minimo comune denominatore a livello di dance, ma diverse zone del mondo seguono diversi filoni. C’è confusione, come prima che esplodesse il fenomeno Benny Benassi. Tutti cercano una luce guida, un punto di riferimento e si spara un po’ alla cieca. Manca quel pezzo, come può essere stato ‘Satisfaction’ nel 2003 o ‘Animals’ di Martin Garrix nel 2013, che suona completamente nuovo e diventa ciò verso il quale tutti puntano, unificando di nuovo l’ambiente. Ma al momento siamo smarriti, in attesa di qualcuno che ci porti su una strada piuttosto che su un’altra.

Su chi scommetteresti per il futuro qui in Italia?

Dico due nomi. I miei concittadini Goja, che stanno facendo benissimo, ed Angemi, l’unico italiano sul Mainstage di Tomorrowland in questo 2017 e soprattutto un produttore che è stato capace di convincere dei grandi nomi dell’elettronica mondiale a puntare su di lui.

 

Articolo PrecedenteArticolo Successivo

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.