• GIOVEDì 29 SETTEMBRE 2022
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Una nuova piattaforma garantisce i pagamenti a tutti i produttori

Arriva un software che assicura la spartizione equa delle royalty a chi realizza brani destinati ai dj set. Si chiama Aslice ed è stato creato per eliminare la disuguaglianza di reddito nel settore

La comunità della musica dance elettronica da oggi ha a disposizione una piattaforma davvero utile, nata dall’esigenza di affrontare le disparità all’interno del comparto stesso. Si chiama Aslice ed è un software che offre un link diretto finanziario tra i produttori di musica elettronica e gli store di vendita, abbattendo ogni canale intermediario.

La missione del brand americano è quella di creare un ecosistema più equo attraverso un software gestionale che consente ai dj di acquisire senza sforzo i dati delle loro playlist e di offrire (volontariamente) una contenuta parte del loro canone (l’importo è variabile ma è suggerito il 5%; la donazione minima è di 10 dollari) direttamente ai produttori delle tracce.

 

Tutto funziona attraverso la raccolta di informazioni tracciate e monitorate su una comune chiavetta USB durante il dj set e successivamente caricate sul software (del proprio laptop) di casa Aslice. Questo processo evita di commettere errori durante le trascrizioni eseguite durante i consueti momenti di caricamento delle stesse tracklist da parte del dj.

Aslice interviene quindi come una propria agenzia di raccolta delle informazioni e utilizza metadati e algoritmi per abbinare e attribuire la paternità e la movimentazione del flusso delle tracce ai rispettivi proprietari. DVS1, ossia Zak Khutoretsky, dj e ideatore di Aslice, ha spiegato che l’uso e l’approccio all’interfaccia della piattaforma è totalmente intuivo.

Zak Khutoretsky, dj e ideatore di Aslice

C’è un sacco di musica inedita che non avrebbe mai avuto la minima speranza di essere riconosciuta, classificata e retribuita. Tuttavia, da oggi le cose non stanno più così”, ha detto Khutoretsky. “L’idea mi è venuta guardando le mie playlist; continuavo a vedere i nomi di un centinaio di giovani produttori che non avrebbero fatto i soldi in modo tradizionale”.

I più grandi sostenitori dell’iniziativa di Khutoretsky sono stati finora i dj della scena techno ma l’interesse si sta allargando agli addetti ai lavori dei settori house, drum’n’bass e dance mainstream.

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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