Lunedì 21 Ottobre 2019
Interviste

Undercatt alla corte di Solomun

 

Gli Undercatt sono tra i primi nomi che balzano in testa quando si parla di astri nascenti nel panorama underground italiano. Due dj-producer toscani che hanno trovato la propria casa in Diynamic, l’etichetta del maestro Solomun, che fin da subito si è innamorato del loro sound insistendo per averli con sè. Luca ed Elia sono reduci da un 2016 perfetto, di cui segnaliamo l’ultimo EP, ‘Venus’, che vale assolutamente la pena ascoltare, il loro approdo al Circoloco di Ibiza e l’After Hours Mix per BBC Radio 1, un traguardo decisamente notevole che ci rende fieri di leggere nuovi nomi italiani ai piani alti delle radio internazionali. Il 2017 è alle porte e ci sentiamo in diritto e dovere di aspettarci grandi cose. Ecco che ci siamo detti a riguardo.

 

 

So che avete gusti molto simili, quindi lo chiedo a tutti e due. Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influenzato la vostra crescita musicale?

Pur provenendo da una diversa formazione ed esperienza musicale, è vero, i nostri gusti sono molto simili. Dovendo fare dei nomi specifici di artisti che sicuramente hanno influenzato la nostra crescita durante gli anni e la nostra ispirazione in studio, sicuramente The Chemical Brothers, Daft Punk, Royksopp, Trentemoller, Booka Shade.. sono tra questi! Artisti di un valore immenso, che a suo modo hanno saputo combinare perfettamente melodia, groove e stile innovativo. Nel nostro piccolo, creare quel tipo di alchimia, è l’obiettivo che ci siamo prefissati.

 

Il vostro approdo su Diynamic è avvenuto nella maniera più naturale possibile, semplicemente con una mail di demo. Descrivetemi il momento in cui vi hanno risposto. Siete entrati subito in contatto con Solomun o è avvenuto successivamente?

E’ stato come un fulmine a ciel sereno! Il progetto Undercatt era appena nato. Dopo varie e numerose esperienze fatte come singoli, decidemmo che era arrivato il momento di provare a combinarci. Di trovare l’equilibrio, e la marcia in più. Ci siamo rinchiusi in studio per alcuni mesi, e dopo aver concluso le prime 6-7 demo abbiamo intrapreso la missione più ardua: farci ascoltare. Di Undercatt non esisteva ancora niente, solo un indirizzo e-mail ed un account Soundcloud privato per far ascoltare la nostra musica. Il fatto di essere “nuovi”, a lungo termine, ci ha premiato.

Inviamo i nostri lavori a Diynamic, senza grosse aspettative ma con molte speranze. Dopo circa un paio di settimane Solomun in persona ci risponde definendo la nostra musica molto interessante, nuova e fresca, e di tenerla in caldo solo per lui. Si sarebbe confrontato con il team e gli altri artisti, per capire il da farsi. Eravamo euforici ma allo stesso tempo in ansia, poichè da lì è iniziato il periodo della “grande attesa”, concluso con il boss che ci comunica l’immimente pubblicazione su Diynamic.

 

Il vostro rapporto con il boss Solomon: so che andate molto d’accordo.

Sin dalla prima occasione in cui abbiamo avuto modo di incontrarci di persona, si è creata un’empatia speciale. Pur essendo uno dei top dj al mondo, Mladen ha un umiltà e un farti sentire a tuo agio fuori dal comune. E soprattutto ha il dono raro della “preveggenza” in ambito musicale. Riesce come pochi ad intuire ciò che funzionerà con largo anticipo. Ed avendo un confronto periodico con lui, è anche grazie ai suoi consigli che abbiamo trovato la nostra identità e la modelliamo giorno per giorno.

 

 

Dyinamic è una label di primo piano, che quest’anno spegne dieci candeline. Avete seguito la sua evoluzione musicale? Come la giudicate?

Seguiamo Diynamic fin dalle prime release, si è sempre contraddistinta per la sua innovazione e la sua unicità in ambito musicale. Una label mai scontata, che ha saputo far crescere in maniera esponenziale la sua identità pur stando al passo con gli ovvi mutamenti di generi e stili che inevitabilmente accadono nell’arco di una decade. Diynamic è mutazione continua e qualità costante allo stesso tempo.

 

Approdare su una label così non è cosa da poco. Qual è la formula vincente per far colpo? Secondo me l’asso nella manica di qualsiasi brano è il saper stare al passo con le sonorità attuali dando però un tocco personale che “rivoluzioni gli schemi”. È un misto tra lo “stare al passo” e allo stesso tempo disegnare una nuova strada.

Siamo orgogliosi e fieri di farne parte ovviamente, ed è anche un continuo stimolo per fare sempre meglio. A livello di produzioni, la formula magica purtroppo (o per fortuna) non esiste, ma sicuramente ciò che conta di più in assoluto per creare un progetto solido è essere il più “unici” possibile. Come hai ben definito, è esattamente questo, stare al passo con ciò che è tendenza, ma allo stesso tempo avere il coraggio, la voglia e lo spirito di rischiare nuove strade. Definire il proprio stile per cui il pubblico ti riconosca, è la cosa più difficile ma anche più gratificante se un’artista riesce a farlo.

 

In un’intervista dell’anno scorso avete definito Diynamic una “famiglia”. In che senso?

Per il rapporto che si crea. Tra gli artisti e tra i ragazzi che lavorano dietro le quinte. C’è rispetto, confronto e voglia di condivisione. Il dare ognuno il proprio contributo per la stessa causa. E soprattutto, la possibilità di mantenere la propria identità, gusto e stile musicale, senza ordini dall’alto.. come in una famiglia sana, appunto!

 

 

Spostiamoci dall’argomento Diynamic. Cosa vi ascoltate nel tempo libero? Ci sono altri campi della musica elettronica che vi piace esplorare ogni tanto?

Ascoltiamo di tutto, non solo musica elettronica. Ascoltare musica di ogni genere è terapeutico e stimolante per quando poi musica dobbiamo farla noi. Dall’indie-pop, al rock, alla classica, all’elettronica più ricercata.. alla cara vecchia musica italiana di altri tempi!

 

Cosa mi dite dell’attuale scena techno italiana? Siamo ancora una forte realtà o abbiamo bisogno di una ventata di innovazione? Secondo me non abbiamo da lamentarci assolutamente, e vale per i grandi nomi come per le nuove “giovani leve”.

La scena techno italiana sta secondo noi vivendo uno dei maggiori momenti di crescita ed esposizione nei periodi recenti. Aldilà dei top names che portano in alto la nostra bandiera nel mondo, negli ultimi cinque anni sono usciti fuori grandi artisti e dj che hanno ognuno a suo modo portato qualcosa che mancava nella scena. Non abbiamo nulla da invidiare ai ben più noti colleghi tedeschi, ci manca magari solo un pò di organizzazione!

 

Molti dei nostri migliori rappresentanti hanno trovato la fortuna all’estero per poi affermarsi in Italia. Un processo “al contrario” che forse vale più per l’ambito mainstream. Voi che ne pensate?

Un processo al contrario che salvo rare eccezioni vale sia nell’ambito mainstream sia nell’underground. Che non è detto che sia necessariamente un male. L’italia è un paese che ti da grosse soddisfazioni da artista, ma che per certi versi arriva “in ritardo” rispetto agli altri. Vuoi per la maggior cultura musicale che c’è in alcuni paesi stranieri, vuoi per il fatto di essere poco organizzati per scoprire prima e supportare poi i nuovi talenti, per poi accorgersene magari quando all’estero sono già più che riconosciuti. In forme diverse è un meccanismo che va avanti da anni, difficile da mutare.. ma non si sa mai!

 

Parliamo di progetti vostri. Personalmente adoro il vostro remix di ‘Sweet Disposition’ dei Temper Trap. Come è nata l’idea?

E’ nato per caso, inizialmente come un bootleg, fatto per divertimento e per magari suonarlo durante i nostri set. Sweet Disposition era e rimane uno dei nostri brani preferiti di tutti i tempi, e tra un progetto e l’altro in studio, abbiamo buttato giù quello che è diventato poi il remix ufficiale. Abbiamo cercato di dare un tocco ancora più malinconico al vocal pazzesco del brano, con la nostra impronta. Mandammo la traccia a Solomun che se ne innamorò e iniziò a suonarla per una stagione intera, e nel frattempo mise in moto la macchina Diynamic per riuscire ad avere il via libera per le licenze dai Temper Trap e dal loro management per farla uscire in via ufficiale. Così fu, e ad ora a distanza di un anno dalla sua uscita, continua ad essere la traccia perfetta per la chiusura dei nostri set.

 

 

Cosa vi aspettate dal 2017? 

A settembre 2016 è uscito il nostro ultimo EP ‘Venus’, stiamo lavorando al prossimo adesso e siamo già a un buon punto. Non siamo soliti prefissarci “grandi” obiettivi, ma tanti piccoli passi che vanno a comporre il quadro più grande. Abbiamo già alcune tappe fissate in club e festival di alto livello, vedremo che succede!

 

Siete stati invitati da Pete Tong per l’After Hours Mix, un privilegio non da poco. 

Una soddisfazione unica. BBC Radio 1 è ancora il massimo punto di riferimento come radio per la musica elettronica in generale, e nei 40 minuti a disposizione abbiamo provato a raccontare la nostra storia fatta di tracce nostre prodotte nel recente passato, presente e futuro.

 

Per chiudere: consigliateci qualcosa da ascoltare!

Tornando al corposo catalogo Diynamic degli ultimi 10 anni, c’è un brano in particolare che più che una traccia è un’opera d’arte: Stimming – ‘November Morning’. Ascoltatela che non ve ne pentirete!

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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