Mercoledì 19 Giugno 2019
Interviste

L’underground per tutti dei Mathame

Abbiamo incontrato i fratelli Matteo e Amedeo Giovanelli aka Mathame. Nascosti dietro ad alcune delle tracce più ricercate, "The Kings Of The IDs" sono usciti allo scoperto per Dj Mag Italia

Mi piace pensarla e definirla come la nuova musica trance. I bpm sono decisamente più bassi ma la progressione dei Tale Of Us e di tutti i loro fratelli, cugini e nipoti è stata un vero e proprio Rinascimento musicale. Underground globale. Non è un caso che per la sua “Mix Collection” celebrativa il mega brand inglese Renaissance abbia coinvolto anche il duo italiano. Negli ultimi 5 anni la melodic techno ha dominato il mercato con pause oniriche e aperture trascendentali, ultimamente raccontate da vocal eterei che solcano la strada in quella direzione. Se non piace a tutti, piace a molti. Nel Regno Unito ne vanno pazzi. È la colonna sonora di un mondo rarefatto che ha trovato nei fratelli Matteo (Math) e Amedeo (Ame) Giovanelli due finissimi esperti del settore. “Il progetto Mathame inizia 5 anni fa, anche se la nostra vita musicale è cominciata molti anni prima – inizia Matteo. Negli anni Ottanta i nostri genitori avevano una radio, Radio Taxi, con un discreta frequenza che tra il 1981 e il 1985 da Bergamo arrivava fino a Parma. Inoltre, il fratello di nostra madre aveva un negozio di vinili. Quando sono nato hanno venduto l’emittente ma mi sono ritrovato comunque a crescere in mezzo ai reperti di quell’esperienza, tra cassette e bobine. A 14 anni già smanettavo con campionatore, giradischi e vinili. Facevo hip hop e producevo piccoli gruppetti locali. Era un gioco, nel quale coinvolgevo anche mio fratello nonostante fosse molto piccolo. Nel 2007 facevo il dj alla discoteca Bolgia. Erano gli anni di ‘Domino’ di Oxia e della Border Community di James Holden che mi hanno influenzato parecchio. Nonostante tutto, ad un certo punto ho abbandonato completamente la musica per studiare cinema e arti multimediali alla NABA di Milano dove mi sono laureato in Film e New Media. Nel frattempo i nostri genitori si erano comprati un agriturismo sull’Etna, in una foresta a 600 metri dai crateri e quindi li ho raggiunti per lavorare alla struttura tutt’ora è bella e funzionante”.


Matteo ha 34 anni
e porta con sé l’esperienza maturata negli ultimi anni di clubbing puro prima che l’ondata social rendesse tutto più immediato e veloce. Amedeo invece di anni ne ha 22 anni. È un clubber di nuova generazione, cresciuto con riferimenti lontani dalla sua attuale prospettiva. “Ho studiato violino al conservatorio per 8 anni prima di rendermi conto che le ragazzine russe con le quali condividevo gli studi erano molto più brave di me e che non sarei andato molto lontano se avessi seguito quella strada. Non era il business giusto (ride). Sono stato io in Sicilia a convincere mio fratello a dedicarsi di nuovo alla musica. Avevo 16 anni e sentivo che potevamo dire a nostra. La prima uscita come Mathame è stata su Connoisseur, soltanto tre mesi dopo”. Oggi accade tutto molto in fretta. Soprattutto nella musica elettronica dove l’era digitale ha annullato ogni tipo di distanza spirituale e materiale. Far arrivare un disco tra le mani di chi desideriamo non è un’impresa ardua. Soprattutto se dotati di un certo talento e di un prodotto interessante. Quel riferimento per Mathame sono i Tale Of Us. “Conosciamo e seguiamo Matteo dei Tale Of Us dai tempi di Life & Death – continua Amedeo. Gli inviavamo demo a raffica e i feedback erano positivi”. Appunto, visto che ‘Time Shift’ esce sulla raccolta ‘Realm Of Consciousness’ (AL005).

La connessione tra Afterlife e Mathame è stata stabilita. Occorre solo pensare al passo successivo. “Stavamo preparando un EP di 5 tracce per Afterlife, previsto per il maggio 2018. Durante una session in studio prima del Sonar abbiamo prodotto la prima demo di ‘Nothing Around Us’”. Amedeo ci tiene a ricordare un episodio particolare: “l’abbiamo inviata immediatamente a Matteo (Milleri dei Tale Of Us nda) che inizialmente aveva qualche dubbio sulla produzione. L’ho convinto a provarla in una serata. Lo ha fatto a Malaga e quella notte stessa, alle 5 del mattino mi ha mandato un messaggio: “che mina!”. Da quel momento i Tale Of Us l’hanno suonata praticamente ogni santissima sera che si affacciavano su uno stage in tutto il mondo. Considerando che il loro pubblico si conta in migliaia, considerando il messaggio di Milleri da Malaga, considerando che Solomun, Dixon e Adam Bayer si uniscono presto al coro, le conseguenze potevano essere – e sono state – prevedibili. ‘Nothing Around Us’ diventa una della ID più ricercate dell’estate scorsa. “Per essere una release techno – osserva Matteo – è andata oltre le aspettative. Vedere una traccia underground arrivare anche ad un pubblico mainstream è un grandissimo risultato. Ci abbiamo lavorato tantissimo. Esistono 70 mix del pezzo. Per decidere la versione definitiva abbiamo usato come riferimento l’impianto dell’Hï di Ibiza. Volevamo che suonasse bene sia in radio che nei club. Compromesso difficilissimo. Ma lo abbiamo trovato, credo. Secondo noi questa traccia ha ancora molto da dire”.

‘Nothing Around Us’ è un pezzo speciale che non teme il confronto con i giganti del pop elettronico, così come i suoi autori e produttori che hanno un un’idea forte, salda e decisa dello spirito del tempo che anagraficamente, fisicamente e professionalmente stanno vivendo. “Sinceramente il 90% per cento della musica che ascolto nel tempo libero è pop” dice Amedeo. “I richiami al pop nel nostro set sono frequenti – conferma Matteo. Ci piace divertirci senza paura con la storia della musica in modo da distinguerci. Per esempio abbiamo editato Eminem, i Disclosure e Flume. Apprezzo molto il pop. Il lavoro che c’è lavoro dietro ad un disco di quel genere è molto più complesso rispetto a qualsiasi pezzo tech house. Te lo dico serenamente, senza problemi. Nel pop devi essere allo stesso tempo semplice ma originale, che sono due condizioni che spesso non possono stare insieme. Nel pop devi stare attento ad ogni minimo dettaglio per piacere a più persone possibile. Durante la produzione del nostro ultimo singolo ‘Skywalking’ abbiamo ragionato proprio così. Volevamo essere recepibili ma originali. ‘Skywalking’ è un pezzo miminal e abbastanza semplice come struttura ma allo stesso tempo suona come mai sentito”.


Il suono dei Mathame supera i confini della monumentalità. È gigante e massivo ma elegante e mai dozzinale. Musica underground per tutti.
Un ossimoro che mi piace azzardare e che grazie al loro approccio nuovo e fresco può anche non essere considerato eretico. Al lavoro in studio – dove Matteo si occupa principalmente della melodia, dell’armonia, dei suoni e del missaggio, mentre l’ex violoncellista Amedeo sta dietro alla stesura e all’arrangiamento – i Mathame alternano un’importante attività live attraverso un dj set ibrido durante il quale propongono una quantità industriale di edit. “L’80% per cento della musica che mettiamo è roba nostra a cui si aggiunge una discreta percentuale prodotta dal nostro collaboratore Lyke, voce di ‘Nothing Around Us’ e bravissimo produttore che ha già tante cose buone in canna. Tra l’altro stiamo già lavorando al follow up per l’estate. Abbiamo tantissime demo pronte ma pensiamo sempre molto a cosa far uscire”. Intanto dalle casse dei club di mezza Europa – tra cui ​Hï e DC Ibiza (Circoloco), ​Zamna Tulum (Messico), ​Fuse Bruxelles (Belgio), Volt Milano, presto Sonar Barcellona e Social Music City sempre a Milano (con Solomun, Tale Of Us e Bodzin live) – sparano un set molto intenso caratterizzato da un build up ogni minuto, minuto e mezzo. “Ci prepariamo molto prima di ogni set – specifica Amedeo giovando con l’inseparabile cappellino dall’uomo capovolto, logo del brand Afterlife. Non solo sulla musica da mettere ma studiamo il Paese e la cultura del club che ci ospita. Ad esempio in Svezia abbiamo proposto una nostra versione di ‘Hey Brother’ di Avicii con l’acappella editata dal vivo. L’effetto è stato straordinario”. Matteo e Amedeo hanno il talento per andare oltre. Pensare ad un live show strutturato è lecito. Magari per il 2020, “lavorando anche ad un album e ad un show sfruttando anche il background cinematografico di Matteo”. Ad Amedeo, 22 anni, piace sognare in grande. E noi con lui che intanto aspettiamo il remix ufficiale di ‘All I’ve Got’ dei RÜFÜS DU SOL che uscirà a maggio su su Warner Music.

Foto: Mocchetti

 

 

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Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.

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