Giovedì 09 Dicembre 2021
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Verbal.Sound presenta una compilation nata su Telegram e che ci porta il futuro del beatmaking italiano

Un'idea del vulcanico dj Sgamo, una community che si affaccia ora al mondo fuori dai social con una compilation di giovani talenti, Loud Boys vol.1

Da una clubnight a un gruppo Telegram per condividere nuova musica, fino a una compilation di inediti che mette insieme nuovi talenti della produzione urban italiana e mostri sacri della scena. È questo, riassunto in breve, il percorso di Verbal.Sound, creatura di Sgamo, un dj pugliese che in questi anni è stato letteralmente ovunque, bussando a molte porte, aprendone alcune e sfondandone altre. Uno che non si pone limiti di sorta, con l’idea invece di portare la musica dappertutto.  “Sono hustler ma sono nerd nel cuore, anche quando mi trovi con gli champagnari da privé resto raver dentro”. Una frase che riassume benissimo lo Sgamo-pensiero. E così, ci siamo fatti raccontare meglio il progetto Verbal.Sound, visto che la compilation – il titolo è Loud Boys vol.1 ed è curata insieme al giovanissimo Spike Lean – è uscita su Bandcamp lunedì 21 giugno ed è una piccola grande chicca nell’ambito della produzione italiana. Chissà che proprio da qui non escano, in futuro, i nuovi Mace, i nuovi Zef, i nuovi Sick Luke o Charlie Charles.

 

Mi parli di Verbal.Sound, come nasce, con quali intenzioni?
Verbal nasce come un collettivo di serate, che ha unito me che sto a Milano e i ragazzi di Often a Torino, ispirato al modello Soulection, più SoundCloud che il modello trap da classifica, insomma. Poi la seconda chiusura, dopo l’estate, ci ha costretti a ripensare al format e quindi ho creato un gruppo su Telegram, sono arrivati dj, producer, newcomer come nomi più affermati, tutti appassionati del filone urban.

E dal gruppo Telegram come sei arrivato alla compilation?
L’idea è partito da un mix per una radio in cui con Spike Lean e Nahuel volevamo suonare solo edit inediti di dj italiani, e lì sono intervenuto pensando di sfruttare meglio un’idea del genere. Quindi abbiamo proposto la cosa nella community, ogni settimana veniva scelto l’edit più cool della settimana e di conseguenza abbiamo fatto una raccolta di quelle tracce, in modo da divulgarla anche al di là della nostra community, anche per rinnovare un po’ lo scenario urban. Così siamo arrivati a 40 tracce e alla compilation. Conta che stiamo parlando di giovani producer giovnaissimi e quindi con le idee e la testa freschissimi, qui dentro sento il futuro: parlo di ragazzi del ’90, del ’97, del 2000.

Citi il modello Soulection, come e perché è un tuo riferimento?
Penso che quello che ho visto fare da Joe Kay sia un percorso simile a quello che vorrei fare io ed è quello che mi piacerebbe diventasse Verbal, chiaramente con tutte le differenze tra la scena italiana e quella americana. Lo sono riusciti a diventare una label, a lavorare con le multinazionali, ad arrivare al centro delle cose pur mantenendo una loro identità.

 

Quali sono gli altri riferimenti nel tuo lavoro?
Sicuramente Kode 9 e tutto il lavoro di Hyperdub, è un professore di quello che può significare proporre musica con un messaggio, è semplicemente una leggenda. In Italia tutto quello che sta succedendo nel discorso ormai ampio di producer album e beatmaker album mi ispira molto, penso a The Night Skinny come a Mace, a TY1, mi piace che ci sia questa wave. TY1 poi è la mia ispirazione come dj. L’ho studiato, l’ho letteralmente studiato per trovare la forma del mio dj set. Quando è uscito il suo disco gli ho chiesto il teaser e i ragazzini della community hanno reagito molto bene, si è creato uno scambio.

Una caratteristica che apprezzo di te è la voglia estenuante di fare. Non ti tiri mai indietro, proponi, cerchi serate, organizzi gruppi social che diventano poi rraltà di peso. In questa tua iperattività, che programi hai per un’estate sicuramente anomala per chi fa il dj?
L’hanno scorso sono stato in tour, in macchina, ovunque, ho fatto 15mila km in un mese, per dire. Quest’anno sarà un po’ più soft, ci sono proposte ma sono sempre un po’ mascherate. Sto lavorando a Milano con Ride. È l’estate del “si balla ma non sai se puoi ballare”…

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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