Martedì 18 Settembre 2018
Festival

Wake Up, da Martin Garrix a Dimitri Vegas & Like Mike: un piccolo miracolo italiano

Dopo il successo dell'anno scorso torna il festival ai confini delle Langhe, con ospiti come Dimitri Vegas & Like Mike, Headhunterz, Gigi D'Agostino e molti altri

Ve ne avevamo già parlato l’anno scorso quando, sempre a settembre, un festival praticamente appena nato era riuscito a portare a Mondovì, piccolo paesino in provincia di Cuneo, addirittura Martin Garrix (allora come adesso dj più popolare al mondo secondo le votazioni della DJ Mag Top 100 Djs) oltre ad Ofenbach, sulla cresta dell’onda con ‘Be Mine’ e ‘Katchi’, Merk & Kremont e tanti altri artisti italiani ed internazionali. Il bel lavoro fatto dai promoter si è ripetuto quest’anno perché a Wake Up arriveranno dj e performer altrettanto importanti, riconferma che ci ha spinto a contattare gli organizzatori e chi lavora al booking del festival per capire come si fa a portare dei nomi così grandi in un festival nato da poco e in un posto di per sé essenzialmente non famosissimo all’estero, anche se in Italia tutti conosciamo bene, almeno di fama, come le Langhe. La rassegna, che si snoda attraverso tutti i weekend di settembre, vedrà come main guest, che si esibiranno il 29 settembre, Dimitri Vegas & Like Mike, accompagnati dall’hardstyle, genere tanto caro al Piemonte, di Headhunterz e Atmozfears. A supporto Mattn, Shanguy, Mr. Black (per la prima volta nel nostro Paese) e gli italianissimi Merk & Kremont e Kharfi.

I nostri connazionali però non finiscono qua, anzi. L’8 settembre ci sarà anche Mazay (ex Pink is Punk), il 15 sarà il turno degli intramontabili Gigi D’Agostino e Roberto Molinaro, che presenta al grande pubblico il suo nuovo format “Molinhero”, mentre il 22 settembre spazio a Gabry Ponte e Edmmaro. Oltre alla musica elettronica, nomi della trap italiana e americana come Sfera Ebbasta e Tekashi 6ix9ine (8 settembre) e il pop nazionale di Annalisa, Irama – forte del successo della sua hit estiva ‘Nera’ – e Riki, nuovi volti usciti dai talent. Ma come si riesce a portare prima Martin Garrix, poi Dimitri Vegas & Like e tutte le altre decine e decine di artisti in un festival appena nato e in un paese così piccolo? Ci hanno risposto direttamente il promoter Francesco Valsania e la booking agency italiana Virgo Music Mgmt, che si occupa di questo particolare aspetto del music business in tutta Europa.

Parlando del punto chiave che ha contraddistinto il modus operandi del booking per questo evento, promoter e agenzia ci hanno raccontato come, oltre all’aspetto economico – che ovviamente pesa e non poco – la chiave è stata andare oltre.

Il territorio è stata l’idea vincente di Wake Up. Proporre ai dj una serie di attività che nulla hanno a che fare col mondo della musica e che puntavano invece in toto sull’esperienza che non l’artista, ma l’uomo avrebbe vissuto.
Non è facile regalare emozioni significative e ricordi indelebili a chi a vent’anni ha già viaggiato in ogni parte del mondo, guadagnato cifre che la maggior parte della popolazione mondiale si sogna di guadagnare in una vita intera e calcato palchi dove per migliaia di persone era l’ospite più atteso. Nonostante questo, si è riusciti a regalare qualcosa di unico che va oltre lo show in sé: la ricerca del tartufo coi cani immersi nei boschi, il wine tasting direttamente dal produttore, la vista mozzafiato sui vigneti delle langhe, questo e molto altro sono tutte esperienze che il mondo intero ci invidia e che non possono lasciare impassivi. È chiaro che all’estero è più semplice andare a colpo sicuro sulla conoscenza di Milano, Roma, Venezia o Firenze, ma una volta che vengono raccontate, le Langhe e la zona di Mondovì possono far scoprire un nuovo mondo a molti.”

Prosegue poi Virgo, che ci ha offerto un interessante spunto su come la gestione di club e festival, viste come esperienze estremamente diverse, sia stata in questo caso complementare e fondamentale nella buona riuscita delle edizioni passate.

La crescita di Wake Up è stata incredibile, arrivare al dj numero uno al mondo dopo soli 2 anni di programmazione ci riempie di orgoglio come agenzia di booking, perché non è certo stato facile, ma ci obbliga a fare i dovuti complimenti al promoter che ha raggiunto un risultato complessivamente ottimo sotto ogni punto di vista: produzione, presenze ed esperienza per artisti e pubblico nel suo complesso. Il fatto che Francesco Valsania venga dalla realtà di un club significa molto, perché non vi è prova più complessa da superare di quella di trovare, ogni weekend, il modo di far divertire la gente senza che trovi noiosa la programmazione e la tipologia di divertimento che ne consegue.”.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
04.09.2018

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