Domenica 20 Ottobre 2019
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I Worldwide Awards di Gilles Peterson suonano tutta un’altra musica

Dj Mag vi racconta una delle notti più black dell'anno, la cerimonia alternative più attesa dagli appassionati

In un mondo scandito da ritmi sempre più frenetici, l’uomo ha l’abitudine di definire il tempo secondo cicli inaugurati spesso con eventi importanti, di riferimento in diversi ambiti. Nascono così le stagioni cinematografiche, quelle sportive e ovviamente quelle musicali. Così, se il panorama mainstream attende con trepidazione i Grammy Awards della prossima settimana, quello meno noto e più legato all’universo della black music ogni anno si concentra a Londra per i Worldwide Awards diretti da quella vecchia volpe di Gilles Peterson, talent scout capace di scovare sempre i rookie destinati al successo internazionale. Basti pensare che nel corso degli anni da quelle parti sono passati Flying Lotus, James Blake, Anderson Paak e Sampha giusto per citarne alcuni. Non potevamo dunque esimerci dall’essere presenti nella cornice del Koko, location mozzafiato selezionata per questa kermesse, in cui le premiazioni si sono svolte alternandosi a svariate performance live e dj set, svelando molti degli artisti che in questo 2018 avranno concrete possibilità di guadagnare la definitiva consacrazione.

Si parte quindi con il live di Skinny Pelembe assieme a Yazmin Lacey, duo solido che non innova particolarmente ma che sul palco si diverte e fa divertire, soprattutto per la voce della Lacey e per l’attitude assolutamente rilassata. Un buon antipasto in attesa delle portate principali che saranno molte e ben distribuite nel corso della serata. Jamz Supernova, chiacchieratissima sensation reduce da un convincente esordio nella Boiler Room, gioca facile, forse anche troppo, ma siamo sicuri che sentiremo parlare molto di lei nei prossimi mesi in quanto perfettamente inquadrata nello scenario trap contemporaneo. Tocca quindi a Oscar Jerome, chitarrista di South London, attesissimo da queste parti ma ancora debole sul palco con un live acustico poco convincente. Date una band a quest’uomo e potremo valutarlo meglio. Peccato.

Se c’è una certezza è che Lefto ai Worldwide Awards è diventato molto più di un semplice habitué. Il tastemaker belga parte dalla old school house più ruffiana per arrivare con il suo mixing compulsivo alle derive wonky, sempre un piacere per l’orecchio. I Khruangbin, band texana che miscela funk e psichedelia, sono i primi veri mattatori di questi awards. Il loro un live ipnotico, suggestivo ed intenso all’insegna del “less is more”. Per loro meritatissima la standing ovation e le ripetute ovazioni che loro minimizzano con un atteggiamento autoironico encomiabile. Auntie Flo è autore del dj set più tranquillo dell’evento, perfetto per dare respiro prima delle esibizioni che seguiranno. Il collettivo sudafricano BCUC mette in scena un live di impatto che trasforma il Koko in una bolgia senza precedenti. Ritmi tribali frutto della tradizione popolare si mescolano a sonorità moderne in un meltin’ pot notevole e di sicuro impatto, il risultato non è un prodotto per tutti ma il pubblico apprezza e non si fa intimorire dalla performance poco convenzionale. Zed Bias gioca la carta dell’esperienza e propone groove house di scuola Detroit con grande eleganza e senza inutili fronzoli. Chiude questo atto degli awards IAMDDB in uno dei punti più alti di questa edizione. Presenza sul palco, capacità vocali indiscutibili ed energia da vendere chiudendo con il suo successo ‘Shade’ che provoca un’ovazione da stadio. Per lei il premio come artista emergente dell’anno, meritatissimo visto quanto fatto sul palco. In prospettiva una delle stelle più brillanti del futuro prossimo, chapeau.

L’ultima carrellata di artisti comincia con un Sampha drammaticamente sottotono. Indiscutibili le doti vocali ma dopo la pregevole performance di IAMDDB soffre un pubblico distratto e mai pienamente connesso con l’artista. James Holden torna one night only dietro la consolle e il suo dj set è un tributo ai suoni che hanno influenzato il suo ultimo lavoro in studio “The Animal Spirit”. Come sempre l’artista inglese sembra provenire da una dimensione parallela in cui le percussioni si fondono con la psichedelia ed il risultato è tanto gradevole quanto imprevedibile. Peter Zummo sale sul palco con l’ensemble degli Hello Skinny in uno show che sembra un tributo perfetto per il compleanno di David Lynch che cade proprio in concomitanza con questa edizione dei Worldwide Awards. Tash LC risulta l’unica nota fuori contesto con un dj set reggaeton che ha poco da dire e che risulta non adatto ad aprire l’ultimo live della serata, quello della sassofonista di origini caraibiche Nubya Garcia. Lei bravissima e assolutamente degna del successo che sta ottenendo, tecnicamente eccellente e capace di condurci dal jazz più classico e didattico alle sperimentazioni contemporanee con disinvoltura e spontaneità. Chiude K15 con un set più breve del previsto, causa alcuni ritardi nelle premiazioni, che però risulta perfetto per mandarci tutti a casa con il sorriso stampato in volto.

Si chiude dunque l’edizione 2018 dei Worldwide Awards, una cerimonia più intensa e varia rispetto a quella dell’anno scorso, caratterizzata da nomi meno altisonanti ma da una qualità media delle varie performance molto elevata. La stagione che si apre probabilmente garantirà spazio sia agli artisti di estrazione più tradizionale che ai nomi più freschi e sperimentali ed è lecito credere che l’asticella sarà molto alta per tutti, o quantomeno per chi, grazie alle sagge scelte di Gilles Peterson e del suo entourage saprà dove e cosa cercare discograficamente parlando. Ci vediamo a gennaio dell’anno prossimo per tirare le somme, nel frattempo buona musica a tutti!

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