Lunedì 18 Novembre 2019
Costume e Società

10 cose che non vorremmo mai più vedere nei festival italiani

Foto: L’Espresso – La Repubblica 

Il weekend appena trascorso ha portato con se una serie di strascichi e polemiche. I problemi del Festival Reload di Torino, tra l’insopportabile spray al peperoncino, l’acqua terminata e il guardaroba impraticabile per i ragazzi provenienti da tutta Italia, hanno riportato a galla lacune che la scena dei grandi eventi dance elettronici italiani sembrano non riuscire a risolvere, nonostante i presupposti per intervenire – e soprattutto prevenire – tali problematiche ci siano tutti. Abbiamo approfittato della riflessione sul weekend per analizzare ed elencare una serie di criticità che non vorremmo mai più vedere in un festival o grande evento elettronico italiano. 

1) Risse – Partenza banale ma ovvia. Non è possibile che a volte nei festival o nei grandi eventi scatti una rissa ogni 10 minuti! Spesso la pista, il luogo migliore per godere di uno spettacolo del genere, diventa invivibile. I ragazzi che vogliono solo divertirsi cercano riparo in consolle o nei prive (se muniti nei contatti giusti), o ai lati del dancefloor. Le ragazze si allontanano o non frequentano più la festa che così perde entusiasmo e bellezza, diventando il covo dei nemici del divertimento.

2) Lo spray al peperoncino – Il vero problema del nostro tempo, il nemico numero uno della scena elettronica attuale. Negli ultimi mesi non passa weekend senza che qualche scellerato usi l’infernale bomboletta. Spruzzato attraverso bombolette che si trovano facilmente in commercio per creare il panico necessario a mettere in atto furti indisturbati, lo spray al peperoncino è di una pericolosità inaudita. Soprattutto se utilizzato in spazi delimitati e stracolmi di gente, che all’improvviso può rimane intrappolata nella senza fiato e con gli occhi chiusi e doloranti. Una sensazione terribile.

3) Il pogo – Quando penso all’EDM, intesa come Electronic Dance Music, mi viene in mente tutto tranne il pogo. La dance è sensualità, ritmo, senso del tempo, controllo e rilascio del corpo e delle emozioni. Direi che il pogo possiamo anche lasciarlo alla cultura metal che sa metterlo in pratica decisamente meglio di noi..

4) La coda al guardaroba – Settimane fa ironizzai sull’uso improprio del guardaroba a Ibiza il giorno di Capodanno. Finché siamo alle Baleari, dove la temperatura scende sotto i 15 gradi per una settimana gliela posso anche passare, ma non è possibile che in Italia, dove il clima è quello che conosciamo, nel 2017 non siamo ancora in grado di gestire un guardaroba in un festival. A parte il prezzo (chiedere più di 3 euro è un furto, poi quando leggo “a capo” mi sale un nervoso…) è possibile che non si riesca a gestire il comfort di un cliente che in inverno decide di trascorrere una serata in un festival o in un superclub? E’ così difficile organizzare un’area dedicata, magari con quegli armadietti tanto amati durante le nostre gite all’estero? Pare di sì.

5) La coda all’ingresso – La gestione dell’affluenza è un altro grave problema. Se l’italiano medio non sa stare in fila, i promoter ci mettono spesso del loro. Un biglietto in prevendita digitale dovrebbe garantire un accesso facilitato e non complicare la vita. Le liste scritte a mano nei club poi sono una cosa imbarazzante. Prima entra la gente, prima inizia la serata, prima il locale incassa. Dai raga, suvvia, un paio di iPad e passa la paura.

6) La coda ovunque – Ingresso, guardaroba, bar, bagno, bar, bagno, bar, guardaroba. Alcune nottate si trasformano in un videogioco a livelli. Le gestione dell’area dell’evento dovrebbe essere studiata a tavolino, e spesso non basta.

7) L’acqua che finisce nei bar – Nei grandi festival questo è un errore di valutazione molto grave. L’acqua è un bene prezioso negli eventi di musica elettronica e deve essere servito, se non gratuitamente, quantomeno in abbondanza.

8) Fumare dove non è consentito – Se le leggi sono fatte per essere infrante, noi italiani siamo maghi in tal senso. Escludendo i grandi spazi all’aperto, nei grandi eventi dance indoor si questa regola viene continuamente infranta. Controllare tutti per la sicurezza è letteralmente impossibile. Dovrebbe essere il cliente a rispettare sia la legge sia chi gli sta intorno.

9) Gli uomini a petto nudo – Ti perdono solo d’estate, in spiaggia, fino alle 20 e solo se hai il fisico, nei club o nei festival non è un bello spettacolo. Stile, ma decoro. Se proprio devi, ti consiglio qualche mese di palestra, dei tatuaggi migliori e un deodorante a portata di mano.

10) W il token – Notare con piacere lo sviluppo del pagamento cashless nel circuito dei festival mi riempie di gioia e mi trasmette serenità. I festival senza tokens sono out.

[GHOST TRACK]

Gli articoli come questo – Perché significherebbe che finalmente non ci sarebbe più il bisogno di parlare di lacune e problemi.

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Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.

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