Martedì 25 Giugno 2019
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Morire a 20 anni quando sei al numero 1

Il rapper è stato ucciso a Miami a colpi di pistola, aveva vent'anni ed era una star in grandissima ascesa nel panorama mondiale

XXX Tentacion è morto questa notte a Miami, ucciso in un agguato a colpi di pistola mentre si trovava in una concessionaria di auto. Ha fatto molto parlare di sè nell’ultimo anno. Ennesima storia di un rapper maledetto, molto, troppo street, uno che glielo leggi in faccia che ha visto e fatto cose che non si raccontano nemmeno nelle gangsta stories più romanzate. E infatti la breve ma intensa biografia di Jahseh Dwayne Onfroy parla chiaro: violenze domestiche viste da bambino, un carattere che lo fa espellere da diverse scuole, il riformatorio, il carcere, violenze, aggressioni, rapine, addirittura violenze fisiche alla fidanzata incinta. Non proprio un angioletto. Eppure, a detta di molti – fan, artisti e colleghi – un talento purosangue. Miley Cyrus si era attirata addosso le polemiche per averlo voluto in un suo brano; Diplo ha scritto questa notte un lungo post in cui ricorda le sue doti e parla del fatto che avrebbero dovuto incontrarsi a Los Angeles il prossimo weekend per lavorare insieme a nuovi progetti. 

La storia di XXX Tentacion è l’ennesimo film crudo e iper-realistico sull’America, sui suoi squilibri, sul suo essere così sbilanciata: un Paese che non ti regala niente ma che ti offre un contratto da 6 milioni di dollari se hai dei numeri da capogiro con i tuoi pezzi su SoundCloud. Che ti mette in carcere ma dal carcere ti permette di avere fama e successo. Che non fa domande ma guarda i numeri (delle views o del conto in banca) e li guarda senza pietà anche quando si tratta di fare a gara a chi pubblica per primo il video in cui un personaggio famoso viene ucciso. In tutto questo, di XXX Tentacion rischiamo di dimenticare la cosa migliore, le sue canzoni. In un panorama sempre più saturo di artisti tutti uguali, dal flow ai beat fino alle treccine colorate e ai tatuaggi in faccia, XXX aveva un quid in più, è innegabile. Se un pezzo di 2 minuti postato su YouTube senza video, e abbastanza anomalo per i fan del genere, fa 151 milioni di views, non sarà un caso. Poi, certo, possiamo dissertare su quanto a 20 anni si debba ancora dimostrare tutto, e di come il mondo sia diventato un gigantesco sistema di auto-promozione in cui si nota sempre prima e di più chi la fa più grossa (e in questo Dwayne Onfroy era un vero campione, come abbiamo detto). Ma resta il fatto che se n’è andato un musicista molto promettente, in modo drammatico, a 20 anni e con una hit al numero uno in classifica solo pochi mesi fa. Non si può non esserne come minimo dispiaciuti.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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