Mercoledì 19 Giugno 2019
Interviste

Yotto è qui per cambiare la deep house

La superstar della deep house Yotto si racconta a DJ MAG Italia tra retroscena dell'album Hyperfall, opinioni sul cloud djing e constatazioni sul trend 'streaming vs formato fisico'

Ogni genere musicale ha le sue regole, i suoi canoni estetici, il suo background fatto di padri fondatori e nuove leve capaci di superare i maestri in astuzia promozionale e fantasia. Yotto, dj e produttore finlandese di 32 anni, appartiene a quest’ultima categoria. Anche grazie a lui, infatti, lo scorso anno ha visto un percepibile aumento della popolarità della deep house che ha travalicato la nicchia di fan e adepti investendo con la sua onda lunga importanti radio come BBC Radio 1 o SiriusXM, ambite playlist Spotify e tracklist appartenenti a dj di prima classe come Above & Beyond, Dusky, Tiësto, Joris Voorn. Nel 2018 Yotto è diventato una vera e propria star. Sicuramente merito dell’accoppiata album di debutto + tour mondiale ma frutto, anche e soprattutto, di un graduale ma costante lavoro di A&R e crescita svolto da Anjunadeep.

‘Hyperfall’, l’acclamato LP di debutto di Yotto, ha trovato tutti d’accordo: è un lavoro fenomenale che l’ha definitivamente consacrato a superstar della deep house senza se e senza ma. Pete Tong ha scelto tre sue tracce come ‘Essential New Tune’. Se a questo si aggiunge un Essential Mix su BBC Radio 1, slot in festival come ABGT, Creamfields, Elrow, Tomorrowland, Anjunadeep Open Air, una raffica di interviste e una media di più di quasi 1 milione di ascoltatori mensili solo su Spotify, ecco che si capisce la magnitudo del suo successo. Dopo averlo visto live durante la serata Anjunadeep @ Printworks (UK) lo scorso dicembre, lo abbiamo raggiunto per fare il punto della sua carriera.

 

Qual è stato il momento più importante del tuo 2018?
Il 2018 è stato certamente un anno fantastico. Dal punto di vista della mia carriera, la pubblicazione dell’album – e la risposta che ne è scaturita – è stato un momento fondamentale per me. Notare come le persone siano riuscite a connettersi in profondità con il mio LP e vedere il pubblico accorrere ai miei show sono due cose che non mi stancherò mai di guardare con piacere.

‘Hyperfall’, sebbene faccia largo uso di suoni e preset che sono da anni il tuo marchio di fabbrica, ma va molto oltre, ricercando una profondità sonora e un orizzonte creativo inedito. Come si è articolato il processo di creazione dell’album?
L’album è pieno di suoni che amo, nient’altro. Ho impiegato circa un anno a comporlo – sono stato costantemente in tour e il processo è stato particolarmente lento con alcune tracce. ‘Nada C’ è stata composta addirittura nel 2005, quando stavo imparando a produrre, l’ho poi remixata e inserita in tracklist.

Recenti studi di mercato indicano che – accanto al boom di Spotify, Deezer, Apple Music – i fan disposti ad acquistare musica in formato fisico sono in aumento. Hai avuto modo di toccare con mano questo trend tra le persone che acquistano la tua musica?
Sì, moltissime persone ascoltano quotidianamente musica in streaming ma c’è un mercato altrettanto forte anche per i formati fisici. Le persone sembrano essere disposte a comprare cd o vinili specialmente quando ci sono edizioni limitate o release speciali. I prodotti fisici portano con sé un intrinseco valore emozionale e, normalmente, io sono il primo che finisce per acquistare i miei album preferiti in vinile dopo averli consumati in streaming per molto, molto tempo. Spero francamente che questo trend continui, lo streaming, oltre a sé stesso, può dare una mano anche al mercato del formato fisico!

 

SoundCloud ha recentemente annunciato il lancio di un nuovo software in collaborazione con Serato che darà la possibilità di riprodurre tracce pescate dalla sua sterminata libreria musicale online. È il futuro del djing?
È possibile! Anche se molti dj tendono a suonare un grande numero di ID, special edit, demo, etc… tutti elementi che contribuiscono a rendere i rispettivi set così speciali. Per questo non credo che il cloud djing avrà un grande impatto sulla scena house, almeno per il momento. Per i dj più “standard”, invece, avere tutte le tracce a portata di mano direttamente da una grande libreria online potrebbe essere un grande vantaggio.

Suonerai in Italia nel 2019? Su cosa stai lavorando al momento?
Speriamo! Non ho ancora fatto uno show nel vostro Paese: tengo le dita incrociate. Sto lavorando su molta nuova musica. Non vedo l’ora di farvela sentire. A presto!

 

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Michele Anesi
Amo la musica elettronica, il music marketing e scoprire nuovi talenti. Preferisco la sostanza all'apparenza.

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