Martedì 21 Agosto 2018
Costume e Società

Young Signorino ha inventato la dadatrap

"Prendete un giornale e un paio di forbici. Scegliete un articolo e ritagliate tutte le parole che lo compongono. Poi..."

Samuel Rosenstock, in arte Tristan Tzara è stato un poeta e saggista rumeno. È conosciuto per essere uno dei fondatori di un movimento artistico di protesta nato durante la Prima Guerra Mondiale come reazione ai valori causa del conflitto stesso: il dadaismo. L’obiettivo del movimento era quello di dare scandalo, sovvertendo le regole di qualsiasi forma espressiva (letteratura, teatro, danza, musica, pittura). La parola “Dada” non ha nessun significato. Si dice sia scelta aprendo a caso il vocabolario francese, come gesto di rifiuto totale verso ogni tipo di convenzione. Il dadaismo ha la sua sede in Svizzera, stato che durante la Grande Guerra gode di uno stato di neutralità nel quale pacifisti europei di diversi estrazioni si incontrano volentieri. Tra loro abbondano artisti, poeti, attori ed esiliati politici come Tristan Tzara e Hugo Ball che nel 1916 fondano il Cabaret Voltaire, caffè letterario dove organizzano spettacoli provocatori che ridicolizzano il pensiero razionale dell’illuminista francese. Il Cabaret diventa il centro nevralgico del dadaismo i cui membri rifiutano valori come patria, morale e onore che sono stati la causa dello scoppio della guerra, esaltando una nuova, estrema, libertà di espressione. 

Per la prima volta nella storia, l’arte non dipende più dal talento dell’artista ma dalla combinazione casuale di oggetti o parole. Qualsiasi gesto, anche il più bizzarro e insignificante diventa arte. Come quello di Hans Arp che strappa a mano alcuni quadratini e li incolla nell’ordine in cui sono caduti senza preoccuparsi minimamente del significato. L’arte non riproduce la realtà. La crea a caso, usando ogni oggetto materiale o astratto a disposizione. Allo spettatore non resta che osservare le opere così come sono. Uno dei maggiori esponenti del dadaismo, nonché e uno dei più grandi artisti del Novecento è il francese Marcel Duchamp. Eleva l’anormalità a forma d’arte e stile di vita, proponendo opere non convenzionali anche solo per il gusto di essere diverso, realista.

Samuel Rosenstock, in arte Tristan Tzara, colui che ha dato inizio a questa storia, spiegava così come comporre una poesia che potesse essere presa in seria considerazione dal movimento dadaista: “prendete un giornale e un paio di forbici. Scegliete un articolo e ritagliate tutte le parole che lo compongono. I ritagli ottenuti da queste parole vanno messi in un sacchetto e mescolati. A questo punto tirate fuori le parole dal sacchetto e copiatele su un foglio di carta nell’ordine in cui le avete pescate e otterrete la vostra poesia. Non vi preoccupate se le parole non hanno un legame logico: ciò che conta è che abbiate espresso la vostra creatività in modo originale”. Alfa-Alfa-Alfabeto ah uh Ah uh. Hi ha Bu bu bu bu bu bu bu bu SKRT Fumo, fumo, fumo e rido. Mmh ha ha ha Lei ride, ride, ride Mmh ha ha ha Rari, rari, rari, rari. RAWR RAWR RAWR RAW Scotta, scotta, scotta, scotta Sudo, bevo, passo e a letto Mia mamma mi crede pazzo Mmh ha ha ha Canto, canto, canto, canto Ulalalalala. Sto indicando con il dito Là là là là là là là. È così che Young Signorino ha inventato la dadatrap.

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.
Open form

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.