• DOMENICA 23 AGOSTO 2026
News

60 seconds with Fiorella Panico

La dj e producer napoletana, la scoperta della musica elettronica a Ibiza, il soggiorno decisivo a Londra. E a proposito di discipline acrobatiche…

foto: ufficio stampa Fiorella Panico

Kappa FuturFestival, DC-10 e Pacha a Ibiza, Savaya a Bali: questi sono soltanto alcune tra le venue più importanti dove ha suonato la dj e producer napoletana Fiorella Panico, i cui set sono 100% House e si caratterizzano per ritmi intensi e linee di basso incalzanti. Un’identità musicale ben definita, che ha avuto modo di plasmare ed affinare durante i tanti anni che ha trascorso a Londra. Conosciamola meglio con le sue risposte in 60 Secondi.

 

Qual è stato il primo disco che hai comprato?
Se parliamo di un supporto fisico, direi una compilation in CD di Cocoon Ibiza (collana uscita dal 2000 al 2016). Avevo 18 anni ed ero appena tornata dal mio primo viaggio a Ibiza. L’ho ascoltata fino allo sfinimento e credo che sia stato uno dei momenti in cui ho capito che la club culture sarebbe diventata una parte importante della mia vita.

I tuoi idoli agli inizi?
Più che un idolo, ero affascinata dagli artisti che vedevo a Ibiza. Ho frequentato quasi tutti i party dell’isola e ascoltato generi molto diversi tra loro. Quell’esposizione a mondi musicali differenti ha influenzato il mio gusto e il percorso che ho costruito negli anni.

Se non fossi diventata un dj ora potresti essere…
Probabilmente avrei completato la laurea in Management delle Imprese Internazionali e lavorerei dietro le quinte nell’industria della musica elettronica. Credo che sarei finita nello stesso mondo, con un ruolo diverso. 

Che lavori hai fatto prima di diventare una deejay/produttrice a tempo pieno?
Durante l’università ho fatto diversi lavori e la musica era ancora una passione. Trasferirmi a Londra è stato il momento in cui ho deciso di puntare tutto su questo percorso.

Qual è stata la cosa più folle che hai fatto con i primi soldi guadagnati come DJ?
Li ho reinvestiti tutti nella musica. Non molto glamour, ma decisamente utile.

Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace aver trasformato una passione in una professione e poter viaggiare così tanto grazie alla musica. Non mi piace quanto questo lavoro possa essere imprevedibile, ma voli cancellati, cambi di programma e notti insonni fanno parte del gioco.

Quali sono i tuoi hobby?
La danza aerea è sicuramente il principale. È una sfida continua che richiede forza, concentrazione e tanta pazienza, tre qualità che tornano utili anche dietro la console.

Qual è la tua serie TV preferita?
I Simpson, sempre attuali!

Come passi il tempo mentre aspetti il prossimo volo?
Lavorando. La maggior parte delle persone vede gli aeroporti come attesa, io li considero un ufficio.

Che rapporto hai con i social media?
Penso che siano uno strumento molto utile per condividere la propria musica e il proprio percorso. Allo stesso tempo richiedono tempo, costanza e attenzione, tanto da sembrare quasi un secondo lavoro. Cerco di usarli senza farmi condizionare troppo, perché credo che il confronto continuo con gli altri non sia sempre salutare.

Che cosa consiglieresti ai giovani che vogliono diventare DJ o producer?
Imparate ad avere pazienza e a dire qualche no. All’inizio è normale voler accettare ogni opportunità, ma scegliere con attenzione che cosa fare e che cosa non fare è altrettanto importante. Costruire una carriera richiede tempo, e spesso le decisioni migliori non sono quelle più immediate.

Quali sono i tuoi principali punti di forza e le tue debolezze?
Il mio punto di forza è la determinazione. Quando credo in qualcosa, tendo a dedicarci tutte le mie energie e difficilmente mi arrendo al primo ostacolo. La mia debolezza è che sono molto autocritica. È una caratteristica che mi spinge a migliorare continuamente, ma a volte mi rende severa con me stessa più del necessario.

Qual è un errore che non rifaresti mai?
Probabilmente nessuno. Col senno di poi farei molte cose diversamente, ma ogni errore è stato una lezione importante ed ha contribuito a formare la persona e l’artista che sono oggi.

Qual è stata la scelta migliore della tua vita?
Trasferirmi a Londra e puntare sulla musica. All’epoca sembrava un salto nel vuoto, ma mi ha costretta a uscire dalla mia zona di comfort, mi ha fatto crescere sia personalmente sia professionalmente ed ha cambiato completamente il corso della mia vita.

Articolo Precedente
Dan Mc Sword
Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.
La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.