foto: ufficio stampa J. Peacock
Nato a Blackpool, folgorato sulla via della dance a Manchester e attualmente residente a Londra, il 1° maggio 2026 J. Peacock è uscito con il suo nuovo EP ‘Give Me Something’ su Pomme Frite Records, la label di Alex Virgo. Quattro brani che sono un autentico omaggio al Northern Soul, genere nato in Gran Bretagna negli anni sessanta e che ha ispirato quasi tutte le successive generazioni dei dj d’oltremanica; il tutto senza essere declinato soltanto con l’effetto nostalgia a fare da sottofondo. Musicalmente J. Peacock ha sempre una visione a 360° e le sue risposte in 60 secondi non fanno che ribadirlo.
Il primo disco che hai comprato?
Sono quasi sicuro che fosse un’audiocassetta dei D12 da Woolworths (catena di negozi al dettaglio – ndr).
I tuoi idoli quando eri agli inizi?
Ho visto Richie Hawtin nel 2009 al The Warehouse Project di Manchester. Quello è stato sicuramente un punto di svolta per me. Da quel momento in poi sono diventato ossessionato dalla musica dance.
Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Probabilmente seduto nel retro di un negozio di dischi a catalogare le cose e onestamente mi piacerebbe molto farlo anche adesso.
Che lavori hai fatto prima di diventare un dj ed un producer a tempo pieno?
Ho fatto lavori davvero pazzeschi, tutti i classici lavoretti da adolescente britannico: fattorino dei giornali, lavapiatti e barista. Il migliore però è stato guidare un trenino sul lungomare della mia città natale, è stato divertente.
La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Ricordo la prima volta che ho avuto più gig in un solo weekend. Mi hanno pagato in contanti per tutti e tre e mi sentivo ricchissimo. Probabilmente avrò speso tutto in musica e vestiti.
La tua serie tv preferita?
I Soprano. Impeccabili.
I tuoi hobby?
Quando non sono in studio, di solito sono sul tatami a praticare ilj ujutsu brasiliano, lo adoro. Penso che ci sia sempre qualcosa di positivo nel mettersi regolarmente alla prova.
Come passi il tempo mentre aspetti il prossimo volo?
In maniera molto classica: mi rilasso con un caffè, ascolto musica e guardo troppo TikTok.
Il tuo rapporto con i social?
È quello che è, bisogna avercelo. E non mi provocano troppo fastidio. il che è un bene, credo.
Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo lavoro?
Beh, fare e suonare musica è tutto, ovviamente: non ci sono molti lati negativi. Se dovessi sceglierne uno, sarebbe la pressione di stare al passo con le tendenze. Anche se va bene, può essere una distrazione ed io ho bisogno di rimanere fedele a ciò che mi piace e amo veramente.
Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Credo che il desiderio costante di creare qualcosa sia un mio punto di forza, mentre pensarci troppo allo stesso penso sia probabilmente il mio punto debole.
Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj e producer?
Occupatevi di ciò che conoscete e di tutto ciò che vi rende unici.
L’errore che non rifaresti?
Preoccuparmi troppo di DAW, plug-in e cose così. Non ne vale la pena, se suona bene per te stesso, allora suona bene.
La scelta migliore della tua vita?
Decidere di andare al Warehouse Project quella sera e scoprire una scena che mi avrebbe ispirato così tanto.
06.06.2026




