Mercoledì 20 Marzo 2019
Tech

Advanced Mix & Mastering con Luca Pretolesi

L'intervista e il corso esclusivi con uno dei maestri del mix engineering internazionali

Alex Tripi e Nello Greco aka the ReLOUD, direttamente da MAT ACADEMY rispondono a tutte le vostre domande nella rubrica Tech Studio.

Questo mese c’è una grandissima novità, un nome noto che ad oggi rappresenta, tra gli ingegneri del suono, una realtà tra le più prestigiose al mondo, entra nella squadra di MAT Academy. Abbiamo infatti il piacere di introdurvi Luca Pretolesi con cui abbiamo lavorato fianco a fianco in questi mesi per presentarvi un corso online avanzato di mixing e mastering tenuto da Luca in persona e registrato nei suoi Studios DMI di Las Vegas, dove lavora con tanti produttori top protagonisti del mondo della musica, come Skrillex, Diplo e Beyoncé per citarne solo alcuni.
Origini genovesi, è noto a tanti come il dj e producer Digital Boy, autore di diverse hit negli anni ’90 con successi come ‘The Mountain Of King’, ‘This Is Mutha F**ker!’, ‘Gimme A Fat Beat’. Oggi, dopo aver abbandonato la produzione come artista, è diventato uno dei mix engineer più affermati a livello mondiale e dedica il suo tempo anche all’insegnamento delle sue tecniche di mixing e mastering in giro per il mondo in workshop che sono diventati tappa fissa per coloro che volgiono portare le proprie skills di mix a un livello elevato e ultra-professionale.

In super esclusiva ha deciso di unirsi alla MAT Academy, ormai importante realtà nei corsi di produzione musicale, per rilasciare il suo primo corso certificato on-line totalmente in italiano. Oltre a questo, per i lettori di DJ Mag, Luca ha deciso di svelarvi insieme ai The ReLOUD uno dei suoi tantissimi “trucchetti” per potenziare il mix.

Luca Pretolesi -sessioni di registrazione del corso Advance mixing e mastering dispobibile in italiano su
www.mat-academy.com–  Studio DMI – Las Vegas

 

Luca, perché mixare direttamente usando gli stereo bus?
Dopo tanti anni di esperienza sono arrivato alla conclusione che subito dopo aver livellato i volumi della traccia, ho l’opportunità di prendere alcune decisioni importanti già nella fase iniziale del mix, attraverso le quali cerco di avvicinarmi il più possibile al risultato finale, o meglio a quello che vorrei ottenere come risultato. Nella prima fase organizzo la mia session procedendo dapprima con il raggruppamento dei suoni per tipologia e successivamente affidando ognuno di questi canali ad un bus, in questo modo andrò a minimizzare tutte le operazioni di equalizzazione e compressione e di conseguenza anche l’utilizzo dei plug-in che altrimenti dovrei più volte applicare sui canali individuali”.

 

C’è un motivo particolare che ti ha portato a sviluppare questo metodo di lavoro?
Certamente. Molti di voi si saranno sicuramente trovati davanti allo stesso problema per il quale ho cercato una soluzione per anni, spesso infatti nel caso di una traccia che non era abbastanza aperta sulle alte, ed aveva invece troppe basse, mi ritrovavo davanti ad una session alla fine del mix dove avevo usato circa 50 canali, all’interno dei quali utilizzavo ripetutamente un EQ con un boost sulle alte e uno shelf sulle basse. Questo vuol dire che se non fai un’operazione una volta all’interno dello stereo bus principale, tenderai poi a moltiplicare la stessa operazione per il numero di tracce o canali; sulla base di questo errore ho sviluppato la mia teoria in cui organizzo la session e quindi i miei gruppi e conseguenti bus-channel, con all’interno i miei plug-in di riferimento, facendo le operazioni di equalizzazione e compressione una sola volta su tutto il mix e sui bus principali evitando cosi varie problematiche. Ho delle specifiche sequenze di plug-in che nel tempo ho scoperto essere incredibilmente potenti se usate sullo stereo bus prima di iniziare il mix per evitare tutti i probemi derivanti dall’uso di molteplici plug-ins sulle singole tracce.

 
Luca Pretolesi – Studio DMI – Las Vegas

Che genere di problemi causa utilizzo ripetuto e non organizzato dei plug-in?
Ad esempio, applicare più equalizzatori, specie quando si tratta di diverse tipologie di EQ, quasi sicuramente crea problemi di fase, che tra loro interagiscono creando conseguenti conflitti o addirittura causare alias, in particolar modo quando si utilizzano equalizzatori che non sono Linear Phase, e così come nell’equalizzazione anche a livello dinamico più o meno e lo stesso discorso, senza contare il sovraccarico della CPU, con conseguenti rallentamenti della capacità di calcolo e quindi anche tempi di lavoro”.

Dopo aver organizzato la session, quali sono i problemi e le prime decisioni utili che prendi nei confronti di un mix?
Nel 90% delle tracce sulle quali mi trovo a lavorare, riscontro spesso le stesse problematiche, nella maggior parte dei casi hanno bisogno di una certa compressione nel mid-range; questo non è legato ad una incapacità di saper produrre nel modo corretto, piuttosto alla circostanza che la maggior parte della musica trasmessa oggi viene fruita attraverso media devices con dei limiti, che coprono un range di frequenze molto stretto, e non hanno un apertura dinamica che dà modo di ascoltare tutte le frequenze con lo stesso livello. Ascoltando ad esempio musica su un iPhone, un laptop, o un iPad, avremo un mid-range, che tende ad essere evidenziato, mentre in qualche modo mancano in modo parziale sia le frequenze basse, che le alte dello spettro, ecco perché tendo a comprimere il mid-range nel momento in cui imposto lo stereo bus-mixing iniziale. In questo modo mi trovo a ridurre al minimo le compressioni individuali negli step successivi, è l’intera traccia verrà mixata e tradotta tramite un unico stage di compressione che servirà appunto a spingere il mid-range più in avanti nel mix e mi darà come risultato una compressione più naturale.


Luca Pretolesi -sessioni di registrazione del corso advance mixing e mastering disponibile in italiano su
www.mat-academy.com – Studio DMI – Las Vegas

 

In relazione al tuo approccio e quindi al tuo stile, in che ordine svolgi le tue sessioni di mixing e mastering?
Durante la prima fase faccio un ascolto critico della traccia sviluppando la mia idea, traducendo a livello pratico come voglio che questa traccia suoni a livello generale. Dopodiché i miei stage in fase di mix sono: routing dei canali all’interno di bus, compressione del mid-range, e solo a quel punto, equalizzazione e trattamento delle singole tracce. Ma attenzione, con compressione ed equalizzazione non intendo fare un mastering delle tracce prima ancora di andarle a mixare; quello che voglio è avvicinarmi al mio risultato finale il più possibile fin dall’inizio. I benefici di questo approccio sono anche psicologici, perché quando hai un buon feeling sulla traccia, in pochi minuti utilizzi tutta la tua esperienza di mixing per agire di conseguenza in modo semplice e questo si traduce anche in un suono più naturale. Nei miei workshop faccio spesso questo esempio: sei un dj, stai suonando in un club e ad una traccia mancano per esempio gli alti o le medie frequenze; ti basterà agire una volta sul mixer e dare il boost che desideri per ottenere un risultato immediato, e questo non è molto diverso da quello che io faccio, applicando sempre la mia visione che prevede l’utilizzo dei canali bus, la compressione prima e l’equalizzazione poi come punto di partenza.

Quali sono i plug-in che utilizzi nella tua mixing session?
Normalmente i plug-in che utilizzo nel mio stereo bus sono un compressore o al massimo due se desidero fare uno split tra controllo dinamico e reshaping della waveform, ad esempio un Fab Filter Pro C ed un SSL Bass compressor. Successivamente il mio equalizzatore, che in questa fase non sarà un EQ di precisione con controlli Peak, Bells, ma piuttosto utilizzo un eq morbido con un mid-range molto aperto come ad esempio il Diamond color EQ, il Maag EQ 4 o il Pultec EQ. Dopo aver agito con compressione ed equalizzazione è importante sottrarre alla fine della chain i decibel guadagnati, rispetto al livello di Peak iniziale per non stravolgere il mio gain staging.


È arrivato il momento di condividere con i nostri lettori un po’ di numeri, puoi svelarci nel dettaglio il tuo primo approccio i parametri ed i plug-in che usi nella chain del tuo stereo bus? O chiediamo troppo?
Nel caso di ‘Lean On’, il brano a cui ho lavorato per Major Lazer e DJ Snake (e comunque è un approccio che ho verificato funzionare oramai su quasi ogni genere musicale) ho utilizzato nel mio stereo bus due compressori; il Fab Filter Pro C2, il Duende BUS Compressor di SSL ed infine un Diamond color EQ come equalizzazione hi-end. Nel primo stage di compressione, ho iniziato facendo un setting del Fab filter con Sidechain interno, e all’interno dell’EQ del Pro C2, ho inserito un HPF a 300/400Hz circa ed un LPF inotrno a 5Khz, entrambi con pendenza 6/12 dB/Oct; in questo modo ho creato una banda di frequenze “medie” specifiche su cui voglio che il detector del compressore agisca quando viene triggerato. Questo è sostanzialmente il metodo che uso per comprimere solo il mid-range, senza influenzare la parte bassa e la parte alta dello spettro, con il Fab Filter Pro C2, intendo infatti controllare solo le dinamiche del mid-range per portarlo più avanti nel mix. I parametri di compressione che ho usato sono; una Release molto veloce ed un Attack più morbido, e compressione soft-knee con Ratio (2.1/3.1).

 


Stereo bus chain –Sessione di lavoro su “Lean On” di Major Lazer e DJ Snake

Generalmente, per capire quanti Db di compressione applicare vado ad esagerare con la Threshold fino a raggiungere un livello che quasi deteriora l’audio, per poi tornare lentamente indietro verso un parametro più morbido fino ad ottenere il compromesso che desidero. Nel secondo stage di compressione utilizzo invece il Duende bus compressor della SSL (ma anche altre emulazioni raggiungono risultati soddisfacenti), con l’intento di dare solo un po’ di movimento e groove extra, senza però controllare le dinamiche della traccia, usando un Attack morbido, una Release veloce, Ratio 2:1, ed abbasso la threshold fino a comprimere di circa 2 dB.


Diamond Color EQ -sessioni di registrazione del corso Advance mixing e mastering, dispobibile in italiano su
www.mat-academy.com – Studio DMI – Las Vegas

 

E poi?
Nella parte finale della chain mi sposto sull’equalizzazione e sul clipping. Questi due passaggi sono chiave per raggiungere un suono aperto e con dinamica controllata. Infatti con l’EQ lavoro sulle frequenze alte (e super-alte  – fino ai 50Khz con il Diamond EQ), mentre con il clipping lavoro sul controllo dei picchi per donare alla traccia un feeling solido e controllato. Per motivi di spazio e di lunghezza di questo articolo, sarebbe troppo lungo descrivere anche questi passaggi in dettaglio ma potrete trovare tutte le specifiche nell’estratto free del mio video corso sul sito della MAT Academy. Infatti, abbiamo voluto regalare 2 lezioni estratte dal corso (basterà registrarsi sul sito per ottenerle), dove una di queste è proprio quella sul trattamento dello stereo bus. In questa lezione potrete trovare il mio video dove spiego e faccio vedere esattamente tutto ciò che è spiegato in questo articolo incluse le parti finali di cui sopra.

 

Ringraziando Luca per il suo tempo in questa intervista, ti ricordiamo che puoi scoprire tutti i suoi segreti ed apprendere le tecniche per ottenere un mix perfetto, con il corso Advanced Mixing e Mastering di LUCA PRETOLESI su www.mat-academy.com, dove puoi iniziare subito ad imparare guardando le prime due lezioni gratuitamente.


per inviarci le vostre domande
djmag@mat-academy.com

 


 

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The ReLOUD
Uno dei principali act italiani elettronici con release sulle maggiori etichette nazionali e internazionali. Diverse TOP 10 su Buzz Chart, Cool Cuts, iTunes, Beatport, Traxsource e i vari portali. Fondatori e Master Teachers della MAT-ACADEMY (www.mat-academy.com), accademia on-line leader nella formazione dei nuovi talenti emergenti.

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