Domenica 27 Settembre 2020
Tech

Listen To e Collab Live velocizzano la produzione in remoto

Accedere da qualsiasi computer o smartphone con una connessione Internet e produrre online oggi è possibile. I software di Audiomovers e Soundation ne sono la prova, in momento di emergenza o per guardare al futuro

A causa della pandemia, in piena crisi e nell’impossibilità di lavorare tra più persone all’interno degli studi di registrazione, stanno nascendo molti plug-in che semplificano e accelerano lo streaming audio nella produzione musicale sfruttando pienamente le capacità di calcolo di computer e DAW. Tra questi, senza dubbio, quello maggiormente in ascesa e ormai sulla bocca di tutti è Listen To di Audiomovers, che permette di condividere file audio digitali con diversi collaboratori e di trasmettere in tempo reale, in streaming, il mix direttamente dalla propria workstation digitale.

Il compromesso tra l’alta qualità e la bassa latenza via Rete sono stati resi possibili grazie a un algoritmo che riduce e comprime pause e segnali. Una volta effettuato l’accesso al proprio account, è possibile inviare un link personale che riporta il mix riprodotto in real time. Listen To è gratuito, è invece a pagamento il servizio: 3,99 dollari per una settimana, 9,99 per un mese o 99,99 per un anno. Se consideriamo che un dollaro vale meno di un euro, possiamo ammettere che il costo non è poi così inaccessibile, soprattutto se il sistema è usato a livello professionale. Inoltre, c’è una prova gratuita di una settimana.

 

“La tecnologia ci viene in aiuto offrendoci soluzioni molto interessanti per continuare a produrre musica anche a distanza, collaborare, mixare e masterizzare online”, spiega Gianni Bini dello studio House Of Glass di Viareggio. “Listen To di Audiomovers è un plug-in da posizionare sul mix bus e… fa ascoltare l’audio in streaming direttamente dal browser o all’interno di un’altra DAW attraverso il plug-in ricevente. Con una buona connessione posso decidere di codificare in AAC128 fino al WAV per dare un ascolto non compresso a un cliente collegato”.

Bini ha realizzato alcune sessioni di mix e mastering in questo modo, senza particolari problemi, aggiungendo una condivisione dello schermo con una semplice chiamata via Skype. “Così il cliente ha una completa panoramica del progetto su sui si lavora, come se fosse davvero seduto accanto a me. Con una password criptata poi si può decidere il numero delle persone collegate”.

Tra le migliori soluzioni per lo smartworking in ambito audio c’è anche Collab Live di Soundation, che lancia la DAW online più… collaborativa del mondo e che consente di creare musica dal proprio browser e che ora ha integrato la funzione “tempo reale”. Questa collaborazione online elimina la necessità di sincronizzare manualmente i progetti su cui si è impegnati consentendo anche lo streaming live e il webinar e andando oltre ogni preconcetto: si apre alla fan base che in questo modo può intervenire a livello artistico sulla creazione e il flusso di lavoro.

 

Adam Hasslert, CEO di Soundation, ha detto che il software ricorda un po’ Google Doc “ma in chiave musicale” e che è molto collaborativo in quanto si possono vedere all’opera i cursori mossi da altri utenti mentre si sta intervenendo sul progetto. Il tasto dolente della DAW rimane l’impossibilità di usare i propri plug-in preferiti a cui si aggiunge la complicazione a volte del rendering della tracce singole (per la creazione di eventuali stems e che risentono anche dell’assenza di una chat online ad hoc).

Tuttavia, le tracce MIDI e audio sono riproducibili senza problemi. Gli account sono gratuiti ma limitati a un singolo progetto alla volta. A supporto c’è il server Soundation Discord, progettato per trovare collaboratori, gestire gruppi e sviluppare idee. “A tutto si aggiungono anche Source Connect, plug-in della Source Elements. Per chi usa app tipo Rogue Amoeba, e usa Pro Tools in HDX, Source Nexus è un piccolo miracolo: ha la plug AAX che consente routings direttamente in PT di qualsiasi sorgente/app/driver esterno”, conclude il produttore Maxx Monopoli.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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