Venerdì 30 Ottobre 2020
Tech

Dj e guerra dei dati: come il cloud potrebbe arricchire il settore

I grandi cambiamenti all’orizzonte potrebbero portare a modalità più interattive. I suggerimenti sarebbero infiniti, il flusso anche. Si aprirà una nuova porta sull’orizzonte. E le tasche dei dj ringrazierebbero

Partiamo con una buona notizia: i dati sono la nuova moneta e il dj sta per diventare ricco. Il flusso infinito di dati generati dal cloud grazie ai dj set e non solo, continuerà a influenzare etichette discografiche, artisti, produttori, agenti, produttori e fan. Quando la consolle diventa improvvisamente online, scatta la rivoluzione e chi è fermo a shazammare è perduto.

Come riporta Declan Mcglynn su DJ Mag UK, basta immaginarsi nell’anno 2025 mentre si sta cenando con un amico e il telefono vibra con una notifica: Charlotte De Witte sta suonando un tuo disco, proprio ora, in un club di Tokyo. Tramite l’app, ti vengono presentate le scelte su ciò che puoi fare in seguito: guardare la tua traccia riprodotta dal vivo, aggiungerla tra i preferiti per guardarla in seguito o seguire il set della De Witte per ricevere le notifiche della tracklist completa e salvarla al proprio profilo social. Intanto, viene visualizzata un’altra notifica: poiché ti sei registrato con la tua società di diritto d’autore (SIAE, Soundreef, Patamu o disponibili), la riproduzione del tuo brano grazie alla De Witte ti ha fatto guadagnare delle royalties, che ti sono state pagate in tempo reale. Non è fantascienza, è realtà dietro all’angolo.

 

Tutta la tecnologia per realizzare questo esiste già. Ciò che non esiste è l’infrastruttura o il modello di business per renderlo reale. Dribblando la genesi di come siamo arrivati a questo punto e gli sviluppi della tecnologia degli ultimi 18 mesi, si intuisce che i dati sullo streaming (via YouTube, Spotify, Apple Music o qualsiasi altra piattaforma) hanno continuato non solo a informare innumerevoli strategie ma anche a rimodellare il business che ruota attorno all’intrattenimento.

Se le intro delle canzoni sono diventate più brevi per impedire agli ascoltatori di saltare una traccia in coda di riproduzione, un motivo ci sarà. Gli album sono diventati più ricchi (almeno 20 tracce) semplicemente perché l’ascolto di un album con più tracce genera il doppio delle entrate rispetto all’ascolto di un disco con meno brani. Se questi dati si fanno strada nella musica dance elettronica e in particolare tra le consolle dei dj e tutto è tracciabile, si aprono nuove interessanti strade.

 

Non è un segreto: entrare in alcune playlist di Spotify è la manna per molte etichette ma quando entra in scena il dj ed esce lo smartphone? Beatport e la sua Top 10, ma anche le classifiche di Resident Advisor, hanno la loro influenza. Come coniugare le scalette club con le scelte più popolari? Qualcuno potrebbe utilizzare Spotimatch, tool italiano che ricorda molto il funzionamento di Tinder e Instagrow, e… matchare un brano e le playlist presenti in Spotify. Un algoritmo identifica le playlist di un genere musicale sfruttando oltre 10mila playlist private. Si sceglie tra i diversi piani disponibili, si suggerisce una (propria) traccia e la app trova le playlist consone.

Se un lettore come il PRIME SC6000 di DENON DJ ha messo lo streaming al centro di tutto, un motivo ci sarà. WiFi e Internet, con Tidal, Link di Beatport e SoundCloud, e si vola senza più la necessità di supporti fisici. Le playlist spesso riflettono un dj set reale e possono essere stilate anche da etichette, eventi come Tomorrowland o ADE e brand. Vero, entrare in queste playlist non sarà lo stesso che entrare in una playlist ufficiale di Spotify o esterna e con milioni di iscritti, ma può sicuramente aiutare a livello di immagine destando interesse (chi non ricorda gli anni d’oro del buzz creato da Pete Tong da BBC Radio1?). Beatport deve ancora rivelare quali saranno i pagamenti delle royalties per un singolo stream grazie al suo Link ma, a spanne, una singola riproduzione in un grande festival potrebbe valere attorno ai 70 euro.

 

È vero che senza la sperimentazione tra generi le generazioni, musicalmente e culturalmente parlando, potrebbero pagare un importante scotto. Ma è anche vero che quando entreranno in gioco (presto, molto presto) l’intelligenza artificiale e le machine learning, tutto accelererà bruscamente. Aziende come Echo Nest forniscono già questo servizio di AI. Tutto quindi sarà tracciato, monitorato nei minimi dettagli. Altro segnale? Il nuovo mixer X1850 di DENON DJ presenta un hub LAN a 5 porte: fatevi una domanda e datevi una risposta. A volte ingressi e uscite parlano molto più che certi guru e nerd della tecnologia musicale. Aspettavamo forti segnali dal mondo del software ma quelli che producono hardware non stanno a guardare. Stanno al passo coi tempi, anzi, di più: stanno avanti di qualche decennio.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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