• LUNEDì 22 LUGLIO 2024
Interviste

Gli Eternal Love sono un duo da scoprire

'La Pantera' è il nuovo singolo degli Eternal Love, che anticipa l'uscita di un prossimo ep dopo l'estate

Foto: Foresta

Il progetto Eternal Love è composto da Federico Facchinetti ed Edoardo Aldini, dj e producer milanesi. Nel 2018 aprono l’omonimo canale YouTube che presto diventa un fidato raccoglitore di gemme rare per tutti i digger, selectors, dj e amanti della musica world, funk e balearica. Spinti da una genesi naturale del progetto, decidono di portare la loro selezione nei club creando set colorati ed energici che presto riscuotono molti consensi nei dancefloor internazionali. 

La Pantera’ è il primo singolo del prossimo ep degli Eternal Love, in uscita dopo l’estate.  Per questa nuova produzione si sono affidati a Marquis che ha lavorato alla costruzione di un sound che fosse in equilibrio tra le sonorità più pop e l’anima da club, rendendo il tutto incredibilmente versatile.

Li abbiamo intervistati a pochi giorni dalla release del singolo, e a da una data al Magnolia che ha regalato loro grande soddisfazione.

 

Ho letto che entrambi i vostri genitori erano collezionisti di dischi, questa cosa ha influenzato il vostro approccio alla produzione?
Sicuramente! Il nostro approccio alla produzione, anche per il fatto che siamo in primis dj, non può prescindere dalla ricerca e l’ascolto di brani di altri da cui “rubare” elementi e sonorità legate a diverse epoche, diversi generi e diversi luoghi. In questo, essere stati esposti fin da piccoli di fronte a così tanta musica ha avuto un ruolo importante. Tutt’ora ci capita di scoprire brani tramite le collezioni dei nostri papà, e sono proprio loro tra le prime persone a cui facciamo sentire i pezzi nuovi. Ogni tanto storcono il naso, o fanno finta di apprezzare, ma il loro supporto è fondamentale.

In più interviste ho visto che siete definiti come dei “nerd del digging”. Che valore ha per voi la ricerca?
La ricerca è importantissima per noi per prendere ispirazione nella produzione dei brani e (soprattutto) per proporre musica nei dj set. La soddisfazione di vedere un migliaio di persone ballare sulle note di un 7’’ pollici brasiliano di cui nessuno prima conosceva l’esistenza è impagabile. Fortunatamente il nostro mestiere ci porta a viaggiare molto, e la prima cosa che facciamo quando arriviamo in una nuova città è guardare quanto dista il negozio di dischi più vicino… che spesso è uno scantinato puzzolente e polveroso. Proprio negli scantinati si fanno gli affari migliori. Ricordiamo ancora quando nella cantina di un anziano signore in Brasile a San Paolo trovammo 5 copie di un disco incredibile che crediamo attualmente sia in vendita su internet a cifre astronomiche.

Arrivando al singolo, “La Pantera”, come nasce e da dove siete partiti per idearlo?
Inizialmente doveva rimanere una traccia strumentale di ispirazione “club”. È stato uno dei primi brani che abbiamo lavorato con il nostro amico e producer Marquis: con lui abbiamo per la prima volta lavorato con dei musicisti in studio per la registrazione di percussioni e linee di basso. Una volta finita però, come spesso accade, ci siamo resi conto che un vocal le avrebbe dato davvero una marcia in più. E così è stato: abbiamo coinvolto la cantautrice Marianne Mirage che si è prestata a scrivere e interpretare la lead vocal. Sembra una gestazione lunga ma in realtà è stato un processo creativo molto naturale, e nostro avviso siamo riusciti a ottenere il perfetto equilibrio tra una sonorità più pop e l’anima da club.

La cover art mi piace molto, vorreste raccontarmela?
Abbiamo avuto il grande onore di lavorare alla grafica di questo singolo e dell’EP con una delle leggende italiane in ambito di fumetti, il grande Altan, disegnatore iconico della Pimpa e di tanti altri capolavori del disegno italiano. L’idea è nata da Fede, da sempre un fan accanito della Pimpa. Abbiamo scritto all’editore inizialmente senza grandi aspettative e con enorme nostra sorpresa poco dopo abbiamo ricevuto un riscontro positivo: ad Altan piacevano i brani ed era felice di aiutarci. Qualche tempo fa abbiamo anche avuto il piacere di telefonargli e ringraziarlo di persona del tempo speso per disegnare le cover. Abbiamo parlato di quanto la Pimpa sia sempre aperta a nuove “avventure”, e di come la spensieratezza e la curiosità del personaggio sia un fattore comune anche del nostro progetto musicale.

 

 

Cosa dobbiamo aspettarci dall’ep che uscirà prossimamente?
L’EP è sicuramente il primo vero piccolo grande passo nel mondo della discografia, soprattutto a livello nazionale. Avevamo rilasciato qualche altro brano finora ma sempre legati al mondo della musica “da club”. Con questa release abbiamo voluto uscire dalla nostra comfort zone e cercare di ampliare un po’ i nostri orizzonti musicali, soprattutto quelli delle persone che ci seguono. Non fraintendiamoci, non si tratta di un progetto di così facile recezione per il grande pubblico, ma abbiamo cercato di produrre qualcosa che possa piacere in maniera più trasversale, se pur non dimenticando il ruolo educativo e di scoperta della musica che citavamo prima. Lo dimostra l’unico featuring the abbiamo scelto per l’EP, Dea Barandana,  polistrumentista indonesiano con cui abbiamo collaborato in ‘Rusa’.

La data che avete fatto di recente al Circolo Magnolia è stata un grande successo. Che sensazioni vi portate da quel live?
La data del Magnolia è stata un grande esordio per noi in formazione “live”. Siamo abituati a esibirci sempre dietro una console, mixando dischi di altri, senza mai realmente metterci a nudo di fronte al pubblico. Suonare live, con la band, brani composti da noi di fronte a più di mille persone è totalmente un’altra storia. Fortunatamente abbiamo scelto di fare il primo nella nostra città, davanti ai nostri amici e alle persone che ci seguono e supportano da sempre, nella speranza che non fossero troppo severi nei giudizi. Ne seguiranno altri questa estate, pochi e selezionati, a completare un calendario fittissimo di dj sets in giro per l’Italia, l’Europa e il mondo, sempre alla ricerca di quei polverosi dischi che dicevamo prima, in perfetto stile Pimpa viaggiatrice.

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