Mercoledì 26 Giugno 2019
Tech

Tech my track: ‘Amber Sun’ di Gareth Emery e Ashley Wallbridge

I principali problemi che il duo di Garuda ha riscontrato sono arrivati solo in fase di promozione: ci sono voluti sei mesi per trovare un titolo definitivo all'album e scegliere una copertina ideale

Fin dalla pubblicazione della title track ‘Kingdom United’, molti appassionati di musica dance di tutto il mondo hanno atteso con impazienza l’arrivo di nuovo materiale da parte di Gareth Emery e Ashley Wallbridge. La coppia di Garuda ha scatenato uno tsunami di reazioni con il singolo ‘Amber Sun’, che ha anticipato l’annuncio della tracklist definitiva dell’album.

Come ci si può aspettare da delle tracce che si materializzano dal mondo della trance progressive più crossover e melodica, anche quelle contenute nell’album del duo britannico certo non scherzano. È Ashley Wallbridge che prende la parola raccontando l’ultimo lavoro creato a quattro mani con l’amico, socio e collega Gareth Emery.

 

 

Come nasce ‘Amber Sun’?
È nata nell’estate del 2018, io e Gareth stavamo lavorando su più idee quando abbiamo iniziato a far girare dei groove, dei sequencer e degli arrangiamenti nella DAW. Tra gli 11 brani dell’album, questo era uno dei nostri preferiti, perché provandolo sulla pista ci dava molta resa.

Quali problemi hai avuto durante la produzione?
Ci sono sempre problemi tecnici nella produzione, solo per qualche strano motivo, quando io e Gareth lavoriamo insieme, tutto fila liscio. I principali problemi che abbiamo riscontrato sono arrivati dopo, sulla promo: ci sono voluti sei mesi per trovare un titolo definitivo all’album e scegliere una copertina ad hoc.

Si potrebbe remixare un valore aggiunto alla versione originale?
Ovviamente, i remixes aggiungono sempre valore a qualsiasi traccia, specialmente se è in uno stile diverso. Basta incrociare più generi e portare il pubblico ad esperienze e impatti sonori completamente nuovi. Svelo una cosa: pubblicheremo un album di remix.

 

 

In che tipo di genere collocheresti la tua versione?
Trance.

Quale hardware o software è stato decisivo nella produzione?
Solo software. Noi non usiamo mai hardware. Usiamo spesso Sylenth1 e Massive, entrambi incredibili quando si tratta di avere delle patch create appositamente.

Chi ha curato il mix e il mastering?
Tom Fall è il nostro uomo, per questo genere di lavoro. È incredibilmente talentuoso quando si tratta di musica e soprattutto di intervenire in post produzione. Solitamente, abbiamo tra le 100 e le 150 strip; quando lavoriamo con Logic è così. Ma quando abbiamo ultimato la traccia, uniamo tutto in 6 channel strip: cassa, basso, riff, percussioni, mid, synth e nel caso voci.

   

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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