Sabato 24 Ottobre 2020
Tech

Kölsch lancia un lavoro inaspettato

‘Now Here No Where’ è il quarto album del dj e produttore danese, dopo l’acclamata trilogia ‘1977’, ‘1983’ e ‘1989’. Un suono nuovo e moderno, anticonformista. Che spiazza un po’ tutti

Le leggende della techno sono sempre anticonvenzionali e spesso trasversali, sorprendenti. Kölsch è tra queste. Il suo atteso album, ‘Now Here No Where’, uscito lo scorso fine settembre su Kompakt, è un diario sonoro di dodici tracce che vanno oltre il genere che lo ha contraddistinto nella scena. Il lavoro sfiora atmosfere ambient e atmosfere cinematiche. Archi composti in modo magistrale e contemporaneo sono presenti in tutto l’album a testimoniare una scrittura curata nei minimi dettagli.

L’apertura epica di ‘Great Escape’ è pura e orchestrale grazia, stesso discorso è riservato a ‘Shoulders Of Giants’, la prima delle sei tracce dell’album pubblicate come singoli da inizio anno. Altre canzoni seguono a ruota e planano sulla pista con eleganza e unicità: si va da ‘Sleeper Must Awaken’ a ‘Time’, che sembra strappata da un lungometraggio ispirato al mondo della trance.

 

 

E in collaborazione con i Beacon, c’è anche l’ipnosi caratterizzata da dei canti gregoriani e intitolata ‘Glypto’; sino al pianoforte della title track e arrivando a ‘While Waiting For Something To Care About’, perfetto per rievocare lontane atmosfere da club.

“Negli ultimi anni, ho lavorato intensamente su 25 demo, che ho ripreso più volte in mano, e ho rimesso spesso in discussione. Ho più volte rimescolato il tutto come fosse un intruglio magico, delle pozioni e il risultato è quello che abbiamo tutti davanti agli occhi”, spiega Kölsch. “È stato un lungo periodo di tentativi, di test, di prove e di errori. Oggi sono molto orgoglioso di ciò che ho fatto. Il mio stile di produzione è sicuramente cambiato nel corso degli anni, lo ammetto, la mia musica è meno stereotipata e, permettetemi la definizione, anche… utilitaristica. Mi sono reso conto che non dovevo più dedicarmi alle collaborazioni con altri, dj o artisti, ma ritagliarmi del tempo, riservandolo a me stesso: questo mi ha aperto a un mondo completamente nuovo di concepire le cose”.

Il produttore conclude con una sua personalissima speranza. “Mi auguro che i weekend felici, nei club, tornino presto. L’album è nato da quelle esperienze. E per me è anche un segnale di positività in questo momento difficile. Kölsch in fondo ha costruito la sua reputazione attorno alla propria emotività e identità sonora, legata si alla techno più melodica ma anche confinante con il crossover attraverso le collaborazioni con nomi come Coldplay, Imogen Heap, London Grammar, Tiga e Michael Mayer.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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