Lunedì 14 Ottobre 2019
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Tech my Track: ‘fk this up’ di NOËP

Il dj e produttore estone ha iniziato con un ritmo facile e una progressione molto malinconica di accordi di piano. Quel paesaggio sonoro ha innescato in lui una particolare atmosfera.

È stato a lungo una star nella sua Estonia. Viene da Tallinn questo artista ritratto nelle foto da Taaniel Malleus. Per il debutto di ‘Heads In The Clouds’, un EP che ha smosso fortemente la critica internazionale, è stato premiato agli Estonian Music Awards nella categoria Pop Album of the Year.

NOËP, che in realtà si chiama Andres Kõpper, ha trionfato. Tutto ciò che tocca lui spesso diventa… oro. E ora respira nuova vita nella scena dance in Germania grazie al singolo ‘fk this up’, che vede una collaborazione con l’artista urban pop britannica Chinchilla.

Il brano si sta muovendo molto bene ovunque: Top 70 nelle radio in Italia (e top 10 nell’Airplay Chart della sezione Dance), nella Top 100 Shazam Italia ci sguazza e fa tanto altro ancora nelle graduatorie internazionali. In ‘fk this up’, NOËP combina un songwriting intimo con un elettrizzante e personale pop. “La traccia è un inno al godersi la vita e non prendere tutto troppo sul serio”, afferma l’artista, che (si) chiede: “Perché non ammettere i nostri errori e riderci sopra, dato che si vive una volta sola?”. Lo abbiamo raggiunto per farci racocntare tutto sulla sua hit.

 

Come e dove è nata ‘fk this up’?
Su un prato, a Londra. Avevo già scritto alcuni potenziali nuovi singoli e non avvertivo alcuna pressione sulle sessioni alle quali sarei andato incontro. Quella sensazione di libertà mi ha permesso di sentirmi piuttosto libero e di sperimentare. Con la traccia che stava nascendo in quel momento, ho sentito che volevo fare qualcosa di più di una semplice traccia banger. Non bisogna sentirsi troppo ossessionati nello scrivere e comporre i propri brani. Avessi vissuto male la cosa, probabilmente non sarei andato in questa direzione. Ho così iniziato con un ritmo facile e una progressione molto malinconica di accordi di piano. Quel paesaggio sonoro ha innescato una particolare atmosfera nella mia testa e attorno a essa è stata creato l’intera storia.

Hai avuto problemi durante la produzione?
All’inizio ero l’unico cantante in lizza. La cosa mi andava bene ma la sensazione di intimità era strana, col pezzo, e sentivo che avrei avuto bisogno di qualcosa di più, di una spalla, di un aiuto. Dato che mi piaceva molto la voce di Chinchilla, che era una delle cantautrici del nostro gruppo, ho chiesto il suo intervento nell’interpretazione. Quando ho raccontato la storia che avevo in mente alla band, ho specificato che si trattava di trovare qualcosa di veramente speciale. Così, con le idee chiare, mi è venuta in mente la linea linea melodica di ‘fk this up’.

Un remix aggiungerebbe valore alla release?
Penso che un buon remix possa avere un’influenza significativa sulla portata della traccia. Ci sono molte canzoni che conosco solo per via di un buon remix, come quelle curate da Odesza o da Flume, oppure da qualche altro produttore interessante. Dato che il mio stile di produzione è spesso troppo… calmo, almeno per essere un successo da club, penso che un buon remix potrebbe allargare parecchio lo spettro degli ascoltatori, specialmente in una scena legata strettamente alla dance.

In quale tipo di genere inseriresti ‘fk this up’?
Questa mia versione è qualcosa che definirei pop house. Ha un approccio alla produzione casalinga ma è sicuramente anche molto pop.

 

Quale hardware o software è stato decisivo nella produzione?
Io e George Kwali utilizziamo entrambi la stessa DAW, ossia Logic, che ha reso facile la collaborazione e la produzione. Il buon vecchio Alterboy è stato usato sull’hook vocale e suona un po’ come un sintetizzatore. Questo ha sicuramente influito con un forte impatto nell’atmosfera del pezzo.

Come sei intervenuto in fase di mix e mastering?
Ho prodotto e mixato i miei primi 5 o 6 singoli da solo ma preferisco lavorare con un professionista che ottimizzi le cose e a cui ormai mi sono troppo abituato con l’orecchio. Di solito eseguo il mix di riferimento da solo e quindi cerco di non rimanere bloccato nel mio mood. A volte è davvero difficile lasciar andare le cose come vorresti. Preferisco poi quando il lavoro di mastering è impercettibile. Ci sono persone che ti masterizzano un lavoro influenzando massicciamente il suono. Ecco, io preferisco un approccio più moderato.

Tecnicamente, considereresti perfetta una traccia come ‘fk this up’?
Se dovessi ripubblicare la traccia probabilmente la lascerei così com’è. Non è assolutamente perfetta e lo so, e poi comunque la perfezione è una cosa talmente soggettiva… Tuttavia, sono certe imperfezioni a far risaltare l’anima delle produzioni più speciali. Penso che sia per questo motivo che non mi senta un fan delle tracce pop più scontate. Mi piacciono le cose stravaganti, nelle canzoni e nella produzione; mi piace qualcosa che abbia una verve un po’ dissonante e strana. Ciò mi colpisce. Sempre.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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