Mercoledì 16 Ottobre 2019
Tech

Tech my Track: ‘Nowhere To Go’ di Hayden James e NAATIONS

Il produttore australiano ha grandi aspettative per il suo album d'esordio 'Between Us' e ci racconta come è nato uno dei pezzi più forti del disco

Produttore australiano ritratto qui in un raro scatto di Patrick Stevenson, Hayden James spiega come è nato il singolo ‘Nowhere To Go’, primo estratto dal suo album di debutto ‘Between Us’ su Future Classic, etichetta cult della terra dei canguri. Spadroneggiando su morbidi synth, focalizzandosi su bassi ricchi di groove speciali e puntando su melodie pop perfette per l’elettronica, James per l’occasione ha collaborato con i NAATIONS, ovvero Nicky Night Time e Nat Dunn.

 

Dove e quando hai incontrato Nicky e Nat?
L’anno scorso, a Los Angeles. Ho suonato per la realizzazione di una loro demo. Si trattava di una canzone dalla grande atmosfera estiva, dal senso unico di libertà e di speranza. Una demo diventata poi ‘Nowhere To Go’. Ho lavorato per molto tempo su questa traccia.

Quindi in fase creativa non bisognerebbe avere fretta nel finalizzare le cose?
Io so solo che stavo solo aspettando le persone giuste con cui collaborare. Sapevo cosa stavo cercando, una voce perfetta, e appena ho sentito Nat dei NAATIONS non ho voluto fare altro che entrare in studio con loro. Dopo un’ora la canzone c’era.

Hai riscontrato problemi durante il lavoro di produzione?
No. Passo molto tempo a lavorare su ogni elemento assicurandomi che sia il migliore possibile. Ma, ripeto, ci vuole tempo.

Se potessi convincere qualcuno a remixare la traccia, su chi vorresti ricadesse la scelta?
Mi piacerebbe sapere cosa avrebbe potuto fare uno come Dom Dolla, su ‘Nowhere To Go’. Amo tutte le cose che fa.

 

In quale genere è possibile posizionare il tuo suono?
Direi chill house con un tocco di musica pop. Sono vibrazioni estive, le mie.

Quale hardware o software è stato essenziale nella produzione di ‘Nowhere To Go’?
Uso molti synth e tanto outboard nella mia produzione. Il mio strumento preferito è il Prophet 6 (DSI). Arrivano da lì i suoni dei pad che si sentono in pista.

Come lavori i fase di mix e di mastering?
Uso un sacco di plug-in, da Sound Toys sino a UAD. Cerco di non elaborare i miei suoni in modo pesante, mi assicuro invece di registrare e conservare quelli giusti per la produzione finale. Mi piace avere un suono naturale e non figlio dell’artifizio.

Dedichi molto tempo alla scrittura e alla produzione di una canzone?
In media per una traccia impiego un paio di mesi, ma questo solo per assicurarmi che tutto sia perfetto. Sono molto orgoglioso di questo mio primo album e non cambierei una virgola in esso.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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