Sabato 16 Novembre 2019
Tech

Tech In The Studio with: LTN, fedele all’incastro

Fa dialogare studi di registrazione con live stage e sfrutta le possibilità per migliorarsi. Dimostrando di essere maturo e pronto per presentare un album davvero interessante.

L’Indonesia sta tra l’Oceano Pacifico e quello Indiano. Louis Tanuatmadja, che la maggior parte del mondo conosce come LTN, sta tra la costellazione trance e una galassia quasi chill. Lancia da lontano i suoi satelliti trance, il dj produttore: da una zona viva e ricca di tradizioni, spesso lontana dalle luci della ribalta ma a volte sorprendente. Dall’Indonesia, LTN fa orbitare successi attorno a pianeti come Cosmic Gate e stelle come Armin van Buuren, li fa esplorare da pionieri e conoscitori come Ruben de Ronde e infine li fa atterrare sul podio della sua fan base con estrema eleganza.

LTN è un maestro in questo genere di cose: fa dialogare studio di registrazione a live stage con sapienza e sfrutta l’incastro per migliorarsi e dimostrare ai colleghi che si può essere prolifici e geniali, estrosi e metodici, anche quando si tratta di far andare d’accordo la fase diurna della produzione con quella notturna dei dj set.

 

The Path Of Life (Mini Mix) OUT NOW!

Super excited to announce the relase of my second artist album #ThePathOfLife! Out now in all portals, also available on CD! https://ava.complete.me/pathoflifeThis album defines my own path of life with music, I hope you enjoy it!

Pubblicato da DJ LTN su Venerdì 26 luglio 2019

 

È uscito il tuo album, finalmente: ‘The Path Of Life’, su AVA.
È il mio secondo lavoro da solista, in realtà, e sono molto emozionato perché sta andando abbastanza bene. Ha ottenuto molti buoni feedback dalle trance family di tutto il mondo. Devo ringraziare Andy Moor per aver creduto nel progetto e Black Hole ad averlo distribuito.

Hai realizzato tutto nel tuo studio?
Sì, in casa mia. È un mini studio, in realtà. Ho iniziato in questo spazio circa dieci anni fa, prima con una cuffia e una piccola tastiera Midi, poi piano piano con altri tool. Le frequentazioni di diversi studi mi hanno successivamente ispirato e portato a crearne uno tutto mio nella mia abitazione.

Cosa rispondi alla solita diatriba ‘digitale vs analogico’?
Che in realtà la qualità del suono è migliore nell’analogico. Rispetto al digitale, è più caldo e ha una vera identità. D’altra parte, il digitale è meno costoso e più pratico da gestire.

 

 

Lavori da solo alle tue produzioni?
Principalmente, l’80 per cento delle mie musiche le realizzo con un mio grande amico. Però mi piacerebbe collaborare con Alexander Popov.

La trance sembra un genere difficile da produrre. È così?
Noi che facciamo trance dobbiamo creare sempre la giusta atmosfera, il perfetto pathos. In generale, fare musica, si sa, è qualcosa di davvero difficile da fare. Dipende tutto dal nostro umore, dal nostro stato. Il mio stile è melodico ed emotivo, mi rispecchia, io sono così. Resta il fatto che è sempre difficile per me creare una melodia che emozioni tutti, che entri nel cuore delle persone.

Come è settato il tuo… mini studio?
Ho un monitor Dell da 43 pollici per semplificare notevolmente il mio lavoro con la DAW. Uso un Access Virus Polar Synthesizer come tastiera Midi ma anche una NI Komplete Kontrol A61, un’interfaccia audio Apollo Twins, monitor da studio Neumann KH80 DSP, NI Studio Maschine. Tutto il resto sono VSTi. La prima cosa da capire, quando si inizia a produrre, è quella di aver ben compreso la DAW ideale da usare, dal suo arrivo in avanti. Io uso Ableton Live insieme a VSTì come Omnisphere, Nexus2, Izotope e NI Massive. Mi piace sperimentare e così uso anche prodotti di Rob Papen. Ecco, vorrei che ci fosse un plug-in versatile che possa connettersi a più DAW.

Ad esempio?
Che mi permettesse di aprire il mio progetto Ableton in Logic facendomi usare tutte le funzionalità di Logic stesso, e viceversa, e senza alcun disturbo. Un qualcosa di molto più evoluto di un semplice ReWire. Amo Ableton Live, è fondamentale nella mia produzione. Lo uso durante le mie performance dal vivo ma anche per comporre, registrare, arrangiare e mixare tutta la mia musica.

Trovi sempre la melodia giusta, in fase di composizione?
Dipende dal mio umore. Ma la maggior parte delle volte sì. Quella del drop è una fase importante perché rilascia tutta la tensione del brano, ma è tutto quello che la precede che permette di arrivare al punto focale, quello in cui il brano esplode. Il build-up serve per creare un effetto ad hoc, che permette di raggiungere il picco. Intro e outro li curo successivamente, dopo aver identificato la parte centrale del pezzo: sono momenti cruciali, questi, per un dj che deve fare un mix perfetto durante il su set.

 

 

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.